CINEMA

US (NOI) | La SPIEGAZIONE

Salve buongiorno e benvenuti io sono Violetta e questo è un nuovo articolo. Questa settimana parliamo dell’ultimo film uscito del regista di Get Out Jordan Peele, US (Noi). In particolare questo articolo conterrà molti spoiler perché si tratta della spiegazione di tutti i misteri, l’interpretazione degli eventi e delle simbologie del film. 

(Guarda qui la recensione video)

Cominciamo con lo spiegare le diverse chiavi di lettura:

IN CHIAVE BIBLICA

Il film ci suggerisce una chiave di lettura biblica o comunque religiosa servendosi del versetto della bibbia quello di Geremia, l’11:11 che cita testualmente “Perciò, così parla l’Eterno: Ecco, io faccio venir su loro una calamità, alla quale non potranno sfuggire. Essi grideranno a me, ma io non li ascolterò”. In questo caso è l’Adelaide scambiata con la sua Ombra a rappresentare la divinità vendicativa. È lei che avendo la parola, perché ha passato l’infanzia nella luce, conoscendo la verità sul mondo fuori dal sottosuolo, è in grado di guidare i compagni oppressi verso la liberazione e la punizione degli inconsapevoli e/o consapevoli oppressori. Inoltre i numeri del versetto 11:11 sono identici e speculari, proprio come i personaggi del sottosuolo lo sono con quelli del suolo. E così la ribellione diventa anche il giorno del giudizio, il giorno in cui biblicamente gli essere umani si ritrovano faccia a faccia con tutti i propri peccati e colpe e qui il giorno in cui i protagonisti si trovano faccia a faccia con le proprie verità oscure, le parti più recondite di loro, piene dell’orrore che è stato nascosto, che sia un orrore subito o che sia un orrore inflitto.

IN CHIAVE ORRORIFICA

L’UGUAGLIANZA

Ma Noi parla anche di eguaglianza, anche se lo fa in chiave orrorifica. Il film racconta che sia ignari, perché nuotiamo in un mare di ignoranza e false convinzioni in cui ci annegano i governi e i media, sia consapevoli, perché sappiamo, ma scegliamo di dimenticare, conosciamo e costituiamo il marcio della vita, il marcio del mondo. Chi sono quindi le ombre afflitte dalla prigionia sotterranea? Costrette a subire le conseguenze delle nostre azioni? Sono noi, ovvero sono esseri umani come noi, ma che vivono altrove in condizioni peggiori delle nostre. Le persone in stato di povertà, le persone sotto assedio dalle guerre, le persone senza libertà di parola ed espressione, le persone che additiamo come diverse. Molti di noi sono nati nei privilegi, ma è stato un caso, una fortuna, saremmo diversi dalle persone che ci fanno tanta paura se ci accorgessimo che siamo noi, ma in un contesto non privilegiato? Gli abitanti del sottosuolo sono legate agli abitanti del suolo, a simboleggiare che più noi agiamo da privilegiati che abusano del consumismo ad esempio, più dall’altra parte della medaglia ci sono reazioni contrarie di sfruttamento e impoverimento. Ecco perché lo scambio tra Adelaide e la sua “ombra” serve, ecco perché il colpo di scena colpisce, per raccontare che colei che crediamo essere il personaggio “buono” è in realtà l’“ombra” e colei che crediamo essere quello malvagio è l’Adelaide nata nei privilegi e che sarebbe diventata la donna normale che è invece diventata l’“ombra” al suo posto. Quindi qual è la differenza tra noi e loro se non la condizione sociale, il contesto in cui esistiamo? E quanto queste due condizioni di privilegio e svantaggio sono diametralmente opposte e così fortemente correlate? Parlando in chiave ampia e generica, là dove vai a prendere, probabilmente stai togliendo altrove. Da qui l’inversione di intenti della catena umanitaria del 1986 Hands Across America, che vediamo presentata nelle prime immagini del film attraverso la televisione. Hands Across America era una campagna contro la povertà che organizzò una catena umana che attraversava tutto il continente e di cui il film si fa beffa satirizzandone la rappresentazione.

I PRIVILEGI

Ma infondo i Wilson per quanto privilegiati ignari, ci appaiono persone positive che conoscono l’importanza degli affetti e della famiglia. I Tyler invece rappresentano una versione ancora peggiore di noi. Lo stereotipo delle persone privilegiate e superficiali. Quelle che oltre al danno la beffa. Quelle che sono fortunate e non lo apprezzano anzi ne sono annoiate e tutti quei vantaggi li hanno impoveriti interiormente, fino a portarli a detestarsi tra loro riempiendo il vuoto dell’accumulo di ricchezza, agi e oggetti, con altri benefici altrettanto vuoti. Entrambi bevono troppo, lei è ossessionata dal suo aspetto e già a trent’anni ha fatto un lifting, quando invece il suo sosia poco dopo si commuoverà mettendo un rossetto per vedersi più bella sarà sintomo che i sosia non sono diversi dagli originali e confermano il “Noi”.

IN CHIAVE BLACK MIRROR

Ma potrebbe esistere anche una lettura più Black Mirroriana se così vogliamo dire, che ci racconta quindi di una realtà ai confini della fantascienza, che sembra apparentemente far parte di un futuro distopico, ma che in verità è più reale di quanto sembri. Chi sono anche gli abitanti del sottosuolo? Da spiegazione sono sosia creati da un esperimento governativo per controllare gli esseri umani, ma l’esperimento è fallito ed è stato abbandonato, quindi abbiamo questi doppelgänger che restano uniti agli originali con un legame animico e che si ritrovano ad essere loro quelli controllati finché non si ribellano. Questo mi fa venire in mente i film di fantascienza in cui le intelligenze artificiali ricreate a immagine e somiglianza dell’uomo, ne sono schiave finché, la loro intelligenza non supera quella umana e decidono di emanciparsi, in questo caso, finché l’Ombra di Adelaide non scopre la verità incontrando Adelaide da bambina e quindi grazie alla conoscenza inizia il suo processo di liberazione che culmina con il giorno della ribellione. Ma questo mi fa pensare anche a una lettura meno fantascientifica e più attuale in cui i nostri doppelgänger sono i social network. Specchi digitali della nostra immagine, identici a noi, ma migliori e intrappolati nella rete. Noi siamo certi di avere il controllo sui nostri avatar virtuali, ma quanto è labile il confine? Quanto siamo noi a controllare i nostri doppelgänger virtuali e quanto sono ormai loro a dominarci? Quando il ribaltamento sarà definitivo? Anche i sosia nell’ombra sembrano essere delle copie migliori dei personaggi in luce così come i social sono i nostri sosia più belli, più sorridenti e più attraenti di noi. L’ombra di Adelaide è più forte di lei, la vediamo uccidere Adelaide alla fine e anche l’ombra di Gabe è più resistente di lui, l’ombra di Zora corre più veloce di lei e quella di Jason è in grado di usare il fuoco, al contrario di Jason che non riesce ad accendere la miccia del suo giochino di prestigio.


LA RETE

La questione dei potenti che usano ogni mezzo per controllare la popolazione è già realtà e noi ne vediamo una parte nei social network appunto ed è già realtà anche come tutto stia sfuggendo loro di mano, come internet si stia trasformando in un enorme fallimento pronto a fagocitarci. Stiamo vedendo in queste settimane, ma è già iniziato da un po’, come le grandi aziende che dominano la rete non riescano più a tenere sotto controllo le proprie creature e non sono più le piattaforme sociale ad essere controllate e a controllare noi, ma si stanno via via infettando e crescendo come un’epidemia i casi di controversie legate ai lati oscuri dell’umanità. Si decretano leggi e gli aggregatori di contenuti video non sanno dove mettere le mani per gestire milioni e milioni di minuti di contenuti che esprimono il peggio dell’umanità. Nel dark web ci sono i mezzi per compiere le azioni umane più basse, ma ormai i confini di quel mondo non sono più argini, ma diventano sempre più sottili. Costringendo i programmatori alla creazione di algoritmi sempre diversi nel disperato tentativo di mettere a freno la diffusione rapidissima di contenuti da vero film horror.

I SIMBOLI

I CONIGLI

E adesso invece oltrepassiamo l’interpretazione e andiamo a vedere quali sono i simbolismi visivi del film. E non possiamo non cominciare dai conigli. Nel film infatti sin dai titoli di testa vediamo un ampio gruppo di coniglietti in gabbia che scopriamo essere il cibo delle ombre. Tutti quei coniglietti si trovano sotto terra, alla fine di un tunnel che simboleggia la discesa nella tana del Bianconiglio, in un paese che invece che essere delle meraviglie è degli orrori. Ma non solo. I coniglietti sono considerati generalmente animali da laboratorio proprio come sono creature da esperimenti i sosia intrappolati nel paese degli orrori. Infatti forse non sapete che c’è un’isola a largo delle coste del Giappone che si chiama Rabbit Island. L’isola si chiama così perché è interamente abitata da conigli. Questo perché durante la seconda guerra mondiale, quel luogo era adibito a fabbrica di armi chimiche che venivano sperimentate sui poveri coniglietti. Quando gli Americani presero l’isola uccisero tutti i conigli rimasti, ma evidentemente qualcuno sfuggì e iniziarono a riprodursi, come conigli appunto, fino a ripopolarla. Quindi un gruppo di animali di un esperimento fallito e abbandonato che continuano a moltiplicarsi, proprio come le ombre.

LE TUTE ROSSE

Le tute rosse invece hanno lo stesso colore degli omini stilizzati che si tengono per mano durante lo spot di Hands Across America, spot che è rimasto impresso nella memoria di Adelaide e che viene citato immediatamente nella scena in cui vediamo le ombre della famiglia Wilson che si tengono per mano davanti all’appartamento in una riproduzione dello spot in chiave distorta e horror.

LE FORBICI

Le forbici invece, di cui sono muniti tutti i sosia, sono uno strumento che può diventare facilmente l’arma per un delitto. Ma perché proprio la forbice e non un coltello? Innanzitutto perché le forbici sono lo strumento più usato per dividere a metà qualcosa e quindi sono uno strumento che simboleggia la separazione, separazione che i sosia rivendicano uccidendo gli originali e poi richiamano la dualità come il versetto 11:11 perché non sono altro che due lame gemelle incrociate.

I GUANTI

Ma le forbici tenute strette dai guantini marroni che vengono indossati su una sola mano dei sosia, sono anche un riferimento a Freddy Krueger spietato assassino in Nightmare, che aveva una mano con un guanto marrone che terminava con una serie di lame affilate.

JASON (VOORHEES) e LE CITAZIONI ANNI ’80/’90

e sempre per rimanere in tema citazioni a film horror il figlio maschio dei Wilson, Jason non si chiama Jason a caso e non sia solito portare una maschera a caso, proprio come il suo doppelgängerr Pluto, ma se la maschera bianca di Pluto ricorda molto di più la maschera di Jason Voorhees, quella del piccolo Jason, da licantropo, abbinata alla maglia bianca con disegnato sopra un completo elegante, cita il personaggio di Michael J Fox in Voglia di Vincere del 1985 durante la scena del ballo. Non mancano la t-shirt di Thriller vinta dal papà di Adelaide e indossata da lei e la maglia de Lo Squalo indossata sempre da Jason in spiaggia.

Bene amici queste erano solo alcune delle tantissime cose che si potrebbero dire di questo film, Scrivetemi voi nei commenti quali sono le vostre interpretazioni e tutte le altre cose che avete notato. Al prossimo articolo.

V. Rocks

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