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True Detective stagione 3: nuovi dettagli

Una delle serie crime più belle che siano mai state prodotte sta per tornare. Parliamo di True Detective, la serie scritta da Nic Pizzolatto, che ci aveva lasciati con la mandibola spalancata nel 2014 ma poi ci aveva annoiato mortalmente l’anno dopo con una seconda stagione assai sottotono.
Il 13 gennaio in America (14 gennaio per i telespettatori italiani) su Sky Atlantics è attesa la première della terza stagione. Solite 8 puntate canoniche che seguiremo con l’acquolina in bocca.

Molti gli attori che hanno prestato il volto per True Detective, ma nella nostra mente rimangono indelebili le espressioni dure e navigate di Matthew McConaughey e di Woody Harrelson. Nel 2019 nei panni dell’investigatore vedremo il magnifico Mahershala Ali, vincitore del premio Oscar nel 2017 come miglior attore non protagonista per Moonlight. Attesa anche la performance di Stephen Dorff.

Molti gli enigmi rimasti insoluti nella prima stagione (quelli della seconda non ci interessano). Non per svista ma per intenzione poetica dell’autore. Nelle reali indagini della polizia, infatti, sono pochi i dettagli che emergono alla luce, frammenti di verità che compongono un vago quadro dai contorni sfumati. E questo nella migliore delle ipotesi. Per il resto, l’oscurità regna sovrana. Cetera fabulosa.

Della trama si sa poco. Giustamente. Ali dovrà indagare sulla scomparsa di alcuni bambini avvenuta in tre momenti diversi sull’altopiano di Ozark, in Missouri. E si torna a respirare l’aria angosciante e suggestiva della prima stagione. Quei quadri di nichilistica bellezza, che sembravano descritti dalla mano di T. S. Eliot.

These dead men walk on water
Cold blood runs through their veins
The angry river rises
As we step into the rain

Ma non è l’unica, rassicurante, certezza. Altre cose verranno fatte nel buon metodo della vecchia scuola. E per vecchia scuola intendo sempre la prima stagione. Nic Pizzolatto si era lamentato che per la seconda stagione di True Detective i produttori gli avevano dato pochissimo tempo. Mentre le idee per la prima stagione si erano sedimentate senza fretta nella sua mente, per la seconda ha dovuto forzare la mano, con risultati discutibili. Però, se la matematica non mi inganna, tra la seconda e terza stagione sono passati quasi 4 anni. Un tempo ragionevole per un altro piccolo capolavoro.

“Mi sono reso conto che nella seconda stagione c’erano moltissime cose che al pubblico non interessavano, se ci si basava sulla prima stagione. Ma sono davvero molto fiero del lavoro svolto da tutti. Cerco sempre di migliorarmi e penso che le critiche costruttive siano molto utili in tal senso. Quindi non le evito. Spero che la differenza nella terza stagione la faccia il focus sul personaggio. Sento che questa stagione avrà molta più luminosità rispetto alle precedenti, più speranzosa. Non sono nemmeno sicuro sia davvero noir.” – Nic Pizzolatto

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