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True Detective 3: First Impressions | Violetta Rocks

true detective 3

True Detective 3 è una serie targata HBO in onda su Sky Atlantic a partire dal 14 Gennaio 2019.

True Detective è tornato. Per come lo conosciamo noi, per come lo abbiamo amato noi: atmosfere cupe, dialoghi con ampi respiri, pause e silenzi che trasmettono un mondo, la povertà americana, un duplice omicidio, un mistero dal sapore quasi occulto, pedofilia, suspense. Sono gli ingredienti che rendono macabramente magico questo show. Ha il potere di fare rabbrividire e nello stesso tempo volerne di più, di quei brividi. Un gelo che ti fa sentire vivo. Un’invasione della tua confort zone, non basta lo schermo a proteggerti dal senso di impotenza davanti la cattiveria umana.

Siamo in Arkansans, scompaiono due bambini, la cittadina si barrica in un muro di paura; i due detective indagano, hanno una pista che viene ostacolata dai federali. Poi il colpo di scena, servito al secondo episodio che mette in discussione tutto. Ma non è così lineare come sembra, qui la scrittura mescola le carte in tavola. True Detective 3 è anche questo. La narrazione è divisa in tre linee temporali, dove l’attore premio oscar Mahershala Ali si adagia con grandissimo lavoro recitativo: dal caso effettivo, alla riapertura di esso anni dopo (a seguito di un indizio sfuggito, mettiamola così per evitare spoiler) fino a vedere Mahershala Ali in vecchiaia, malato di Alzheimer che tenta di ripercorrere con una giornalista tutti i fatti più salienti. Il tutto, spalleggiato da un credibilissimo Stephen Dorff nella parte del cinico, burbero collega.

True Detctive 3 torna alle origini, offrendo una struttura più simile alla prima stagione. Un ripercorrere all’indietro l’intera vicenda, attraverso un racconto a tre voci e tre linee temporali. Una formula vincente, perché come nella prima, in soli due episodi crea quella sorta di dipendenza da sviluppo, vogliamo sapere. Vogliamo conoscere. Rimaniamo incantanti dalla narrazione degli eventi e soprattutto, formuliamo già mille domande e congetture. Come ad esempio SPOILER –> per me la moglie non è stata la santa carucetta che sembra e se lui non se la ricorda è per qualche trauma inerente al caso. Mo ve l’ho popo detto.

Vi consiglio caldamente di guardarlo in lingua, anche se risulterà molto complicato visto il marcatissimo accento americano che strascica e mangia le parole. Ma potrete osservare la verità recitativa degli attori. Osservate come sono i personaggi e non come vengono imitati dagli attori, come non ci sia nessun tipo di impostazione. Ogni movimento è fluido e sorretto da una parlata vera, naturale. Stanca. Reale. Abbrutita dalla vita, dalla fatica.

Insomma, alle due puntate diamo diesci e attendiamo le prossime con la giusta ansia. Ogni lunedì su Sky Atlantic. E noi ci vediamo fra un mese per la recensione completa di True Detective 3.

Articolo a cura di Arianna Bonardi   
(Link Canale Youtube)

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