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Cosa guardare dopo The Umbrella Academy

La dolorosa separazione di Netflix dai supereroi Marvel è ormai ultimata. Con la cancellazione di ulteriori stagioni di Jessica Jones e The Punisher, i diritti Marvel sparsi intorno al mondo sono tornati a casa Disney in attesa del lancio di Disney+. Ma non tutti i mali vengono per nuocere! The Umbrella Academy è la risposta geniale che Netflix ha infatti deciso di adottare per chi ha ancora bisogno di supereroi a portata di streaming. Basati sulla serie a fumetti ideata da Gerard Way (frontman dei My Chemical Romance), i dieci episodi pieni di intricatissimi sviluppi sono il materiale ideale per un malsano binge watching.

Mini-Recensione

The Umbrella Academy Wallpaper

Uno degli errori più grandi che si possano commettere nella realizzazione di serie supereroistiche è sottovalutare il pubblico che le guarda. Non basta piazzare poteri a caso, sguinzagliare supercattivi e far combattere chiunque. Quello porta solo ad essere poi trasmessi il pomeriggio su Italia Uno. No, The Umbrella Academy con la guida di Steve Blackman (Legion, Altered Carbon) è riuscita a dare al pubblico quello che qualunque spettatore vuole in primis: bei personaggi. Sicuramente alcuni passano in secondo piano se confrontati con elementi del calibro di Klaus, Numero Cinque e Vanya, ma tutti hanno un percorso interessante, di sviluppo concreto.

In The Umbrella Academy c’è spazio per ogni tipo di amore, di debolezze e redenzioni. Ma stravince anche per maggiordomi scimpanzé, valigie che ti fanno viaggiare nel tempo e tantissima buona musica (qui la playlist). Ogni puntata ha un momento musicale che tenta in ogni modo di colorare ancora di più la scena che stanno vivendo i nostri protagonisti, sia con toni caldi e ritmati che con atmosfere fredde e cupe.
Il rush finale non vi lascerà delusi ma solo affamati e in attesa di una seconda stagione che Netflix deve però ancora confermare.

 

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