25 dicembre 2017

E se Stephen King fosse Babbo Natale?

Cari amici del lunedì, buon Natale e che possiate passare dei giorni felici, a prescindere che amiate le festività natalizie o meno.

Visto che a Natale siamo tutti più buoni, vi dico subito che se non amate il sarcasmo e se appena vedete una puntata dei Simpson o dei Griffin vi fate il segno della croce, questo articolo non fa per voi.

Invece se “amate” ridere in tutte le salse perché ci libera dai mali quotidiani, beh, continuate a leggere poiché voglio cercare di farvi divertire.

Detto questo, oggi vi dono un mio speciale di Natale la cui idea è nata da una notte burrascosa dove non riuscivo a dormire e sudavo anche con zero gradi fuori dalla finestra. (In realtà era giorno, non faceva neanche così tanto freddo e cambiavo di continuo canale tv mentre pensavo: “Ma come fa la gente a guardare ancora Beautiful dopo trent’anni?”)

Insomma, per qualche insano motivo ho avuto una folgorazione nata alla fine dalla monotonia delle feste e delle pubblicità natalizie.

Perció mi sono posta queste domande.

(Strano… Non me le pongo mai…)

Ma se Stephen King, l’uomo che ha contagiato il mondo con le sue turbe psichiche: dalla paura per i tombini, ai mostri e ai water parlanti (no scusatemi, questa è colpa di “Senti Chi Parla 2“) fosse stato Babbo Natale, il nostro inno sarebbe ancora la bambina della pubblicità del panettone che canta “A Natale puoi fare quello che non puoi fare mai, oppure si tramuterebbe in “A Natale puoi torturare come non faresti mai“?

Canteremo ancora “We wish you a merry Christmas and a happy new year”?

Oppure inizieremmo ad urlare alla Marylin Manson maniera: “We Wish a painful Christmas and a bloody new year“?

(Scusate, mi diverto troppo…)

Dalla voce di Stephen uscirebbe il classico “Oh oh oh” oppure un bel “Muhahaha”?

E soprattutto come si chiamerebbero e di cosa parlerebbero le sue opere se il Re del romanzo thriller odierno fosse anche il Re del Natale?

Ve lo spiega Tim Burton… (Magari) Ehm, volevo dire: ve lo spiego io.

(È da prima che volevo citare Tim Burton per ovvi motivi e adesso che l’ho fatto mi sento vuota…Perdonatemi la confidenza)

Iniziamo!

2512

2512
2512

 

Uno scrittore di libri per bambini smette di credere nel Natale quando la moglie lo tradisce con uomo vestito da renna, e per questo ogni anno nel periodo natalizio si diverte a scrivere articoli dove abbatte la festa.

Un giorno, mentre sarà nuovamente pronto ad alloggiare in uno dei suoi squallidi hotel, riceverà un biglietto: “Non entrare nella stanza 2512”.

Lo scrittore, incuriosito, invece ci entrerá e vivrà una nottata di puro terrore.

Abeti spunteranno dal pavimento come grattacieli, canzoncine di Natale suoneranno da un giradischi rotto, renne cavalcheranno il soffitto lasciando una scia di palline decorative che riempiranno la stanza, mentre spogliarelliste vestite solo con bretelle, lingerie e cappello di Babbo Natale assaliranno l’uomo.

Dopo quella notte lo scrittore cambierà mestiere e deciderá di aprire un night.

The mistletoe

The mistletoe
The mistletoe

 

In una piccola cittadina del Maine, dopo una tempesta molto potente, nell’aria vengono rilasciate piantine di vischio che presto ricoprono l’intera zona.

Il risultato è che ad ogni passo coppiette innamorate o meno, iniziano a limonare in ogni dove, creando caos per le strade e un blocco dell’economia totale.

Come si conclude?

Quell’anno il numero delle nascite si è triplicato.

Dato che da vischio nasce vischio.

Santa sematary

Santa Sematary
Santa Sematary

 

In un’altra piccola cittadina candida e pacata del Maine, se vieni seppellito nel cimitero dei Babbi Natale il giorno di Natale, rinasci… No, niente, non rinasci.

Fu così fino a che un uomo non decise di seppellirvi il gatto la vigilia di Natale.

L’animale rinacque dalla terra un po’ appanzato, con i baffi più lunghi e con un vestito rosso a coprirgli il corpo.

Quando fu di ritorno verso la strada di casa, intento a fissare il cielo poiché sognante di poter guidare una slitta trainata da tanti topolini, e di poter portare croccantini ai gatti di tutto il mondo, un camion lo schiacciò e rimase ucciso nuovamente.

Morale della favola: tenete le zampe per terra quando sognate e soprattutto quando attraversate la strada.

Misery non deve cantare

Misery non deve cantare
Misery non deve cantare

 

Un cantante di successo a pochi giorni dal Natale percorre come sempre la strada di casa con la propria auto, ma purtroppo è vittima di un incidente.

Quando si risveglia si ritrova in un letto, completamente paralizzato e con accanto una sua vecchia conoscenza: la sua fan numero uno.

“Ho saputo che vuole lasciare la musica e che il prossimo sarà il suo ultimo concerto di Natale…”

Le dice lei con lo sguardo languido.

“Sì..”

Gli risponde lui impaurito.

“E che inoltre Misery prenderà il suo posto nella band”

“È molto brava…”

La donna incomincerà a impazzire e a picchiarlo con un mattarello.

Misery non deve cantare!

E così dopo una lunga ed estenuante tortura, la fan pazza avrà il piacere di sentire in diretta l’ultimo concerto dell’uomo, prima che muoia di stenti.

La sua voce non era mai stata così piena di dolore.

Stand by me: ricordo di un Natale

Stand by me: ricordo di un Natale
Stand by me: ricordo di un Natale

 

Stanchi del solito Natale in compagnia delle loro famiglie sgangherate e del loro paese dove non succede mai niente, quattro ragazzi decidono di fare una scampagnata per i boschi dove si vocifera che si trovi il cadavere di un bambino scomparso.

Dopo mille avventure, tra cui l’essere scampati vivi per miracolo da un Polar Express in corsa, quando i ragazzi si ritrovano nella foresta scoprono realmente il cadavere di un loro coetaneo.

L’aria non era mai stata così fredda, e quel momento li segnerà per sempre.

Fino a che non saranno un po’ più grandi e avranno le bollette a cui pensare.

Eat

Eat
Eat

 

In un piccolo paesino dello stato del Maine (sì, Stephen King è nato in Florida), ogni anno il giorno di Natale un numero elevato di bambini scompare e dopo circa dieci giorni ritorna con almeno cinque chili in più sui fianchi senza sapere però come mai.

Quando tocca al piccolo Georgie sparire, il fratello maggiore e i suoi amici iniziano a cercarlo, ma di conseguenza iniziano ad essere perseguitati dal fantasma di una vecchietta che ogni volta che lasciano qualcosa nel piatto sussurra loro nelle orecchie: “Eat darling, eat!

In futuro si scoprirà che il fantasma della nonnetta voleva far ingrassare gli altri bambini come non aveva potuto fare con suo nipote: diventato vegano, praticamente non mangiava neanche la tovaglia il giorno di Natale.

End.

 

 

Amici e amiche del lunedì, spero di avervi fatto passare cinque minuti in allegria con le mie st… Storie, e vi auguro ancora un buon Natale e un felice anno nuovo.
Ci vediamo nel 2018 ragazzi, la vostra Ilaria Ricci o se preferite @PepperPotts

 

PS: Se non mangiate tutto galleggerete anche voi.

  • Violetta Rovetto

    AHahAHha “Eat” mi ha steso 😂

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