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SPIDER-MAN Un Nuovo Universo | Recensione (NO SPOILER)

 

Ciao e benvenuti, io sono Violetta e questa è una nuova recensione.

Martedì prossimo, il giorno di Natale, uscirà in tutte le sale italiana Spider-man Into The Spiderverse ovvero Spider-man Un Nuovo Universo. L’ho visto in anteprima per voi, così da poterne parlare con qualche giorno di anticipo, ovviamente NO SPOILER. 


IL CONTESTO

Nel mondo Marvel esistono innumerevoli storie e innumerevoli super eroi e negli anni molti sceneggiatori e disegnatori hanno tenuto le fila di tutte le trame che non sono quasi mai lineari in un’unica storyline, ma si dipanano in molte avventure diverse anche basate su uno stesso personaggio ma declinato in dimensioni, epoche e culture differenti o “resettato” in modo da poterne raccontare la storia in una versione più al passo con i tempi. In tutto questo come sappiamo i Marvel Studios hanno venduto i diritti cinematografici di molte rappresentazioni dei propri supereroi a varie ed eventuali major hollywoodiane tra cui Disney, Sony e 20th Century Fox, che guidate o meno dagli Studios stessi, hanno creato altrettanti nuovi mondi, un po’ simili alle vicende narrate nei comics, un po’ rimaneggiate, un po’ nuove di zecca. In questo coloratissimo e variegato Universo, quest’anno al cinema ha preso forma Spider-Man non a caso Un Nuovo Universo, che partendo da una versione di Spiderman nuova fiammante ideata da Brian Bendis e disegnata dalla nostra marchigiana Sara Pichelli che ne disegna tutt’ora le avventure principalmente per il mercato Statunitense.


MILES MORALES

L’Uomo Ragno di questo universo denominato Ultimate si chiama Miles Morales ed è un ragazzino afro-americano di origini ispaniche, la mamma è Portoricana, studente di Brooklyn. Nell’Universo Ultimate Peter Parker è morto ed è Miles a prenderne il posto, diventando l’Uomo Ragno proprio come il suo predecessore, a causa del morso di un ragno radioattivo e il resto è storia. La rappresentazione di Miles si allontana del cinematograficamente prevedibile per decenni e si propone come un apprezzato nuovo sintomo si multiculturalità e inclusività. Miles è un ragazzo afro-discendente che non viene ghettizzato nello stereotipo del bad boy o del ragazzo problematico o con una famiglia problematica, nè è la “spella simpatica” del protagonista, solo perchè è nero. È il più classico e basilare, normalissimo esempio di adolescente insicuro qualunque, ma non ha la pelle bianca e grazie a lui respiriamo la street culture, ma anche la cultura pop afro-americana dei ragazzi statunitensi di oggi. La sua famiglia è tutt’altro che problematica con un papà poliziotto e una mamma medico che come tutti i genitori vogliono che il figlio frequenti la migliore scuola in circolazione. In quest’avventura Miles non sarà solo, incontrando altre “spider-persone” che vengono da altri universi. Scoprirete nel film come e perchè.


Gli “SPIDER-TIPI”

SPIDER-GWEN

Questi altri “spider-tipi” vengono da altre saghe a fumetti che li vedono protagonisti e sono Spider-Gwen, una Gwen Stacy molto particolare, una super eroina con super poteri, un taglio considerato generalmente poco femminile, che indossa le punte da ballerina classica e ama la danza, ma è anche una batterista sfegatata, scritta da Jason Latour e disegnata da Robbi Rodriguez. 


PETER PARKER con la pancia. 

Poi c’è un Peter Parker disilluso e un po’ appesantito, che però avrà un ruolo molto importante nella vita di Miles, diventando il suo mentore, il suo maestro, anche se decisamente sgangherato.


SPIDER-MAN NOIR

Come suggerisce il nome ha un look e degli atteggiamenti che ricordano quelli di un detective da film Noir anni ’40 e un character design che lo fanno sembrare appena uscito da Sin City. Inoltre è doppiato in originale da Nicholas Cage.


PENI PARKER

È una teenager Giapponese al comando di un robot che ricorda molto una versione carina e coccolosa degli Eva di Evengelion nonchè la buffa parodia di un anime. È interessante come anche nello stile grafico abbiano strizzato l’occhio allo stile di disegno del Sol Levante ricreando i parametri più tipici di molti mangaka. 


PETER PORKER o SPIDER-HAM

Spider-Ham o come si presenta nella versione italiana Peter Porker, è un maialetto in costume da ragno che sembra uscito dall’universo dei Looney Toons. Si muove come Porky Pig e usa tutti gli strani oggetti cartooneschi del mondo dei Looney come i tipici martelli giganti.


LA REGIA

Il film è diretto da Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman, tutti registi che hanno lavorato nel mondo dell’animazione ed è stato scritto da Phil Lord e Christopher Miller, sceneggiatori anche di Piovono Polpette e Lego Movie. La pellicola è stata invece distribuita da Sony Pictures che detiene i diritti dell’universo di Spiderman nonostante abbia concesso a Disney di poterlo utilizzare in Spiderman Homecoming, Avengers e Civil War.


È DAVVERO IL MIGLIOR FILM DI SPIDEY?

Questo film è stato definito da alcuni come il miglior film su Spider-Man o addirittura il miglior film dell’anno. 

Il film è effettivamente molto bello, vale la pena andarlo a vedere, è coinvolgente, appassionante, commovente, avventuroso, emozionante e con interessanti colpi di scena e probabilmente è uno dei migliori film d’animazione per ragazzi di quest’anno (anche se prima di dargliene il merito completo dobbiamo vedere Ralph Spacca Internet).

Però definirlo il miglio film con il personaggio di Spiderman fatto fin’ora, credo sia un po’ approssimativo. Innanzitutto perchè i film che sono stati fatti su Spiderman hanno visto la luce in un periodo di diciassette anni oramai, che sembra relativamente poco, ma non lo è affatto per il cinema se pensiamo alla velocità con cui la tecnologia avanza e all’accelerata che grazie a internet e alla globalizzazione sta prendendo la diffusione della cultura nel mondo e di conseguenza l’evoluzione delle dinamiche della società. Inoltre per quanto tutti gli Spider-Man realizzati fin’ora siano stati prodotti per un pubblico di giovanissimi, giovani e giovani adulti, questo in particolare ha una struttura particolarmente family-friendly anche se di quelle verticali, ossia piace ai bambini, esalta i ragazzi e fa contenti i genitori, tra cui gli amanti dei film per ragazzi scritti bene e gli appassionati di Marvel. Quello che voglio dire è che non a caso si tratta di un prodotto approvato dal Comics Code, l’organo di censura del fumetto statunitense, che funziona un po’ come Disney per i suoi prodotti ovvero si assicura che una storia sia sì al passo con i tempi, ma resti nei binari del politicamente corretto, perchè deve funzionare principalmente da narrazione di formazione per ragazzi. Infatti i valori trasmessi, il modo in cui vengono raccontati dagli eventi e le dinamiche tra i personaggi a tratti divertenti e a tratti anche commoventi, ricordano moltissimo i film Disney e/o Pixar, in particolar modo quelli di nuova generazione, più inclusivi quindi, più variegati, ma che non dimenticano di insegnare ai ragazzi il valore della famiglia, dell’amicizia e della ricerca della fiducia nelle proprie capacità. Questi secondo me sono alcuni dei motivi principali per cui non possa essere messo a confronto con altri Spider-Man i cui obiettivi erano diversi per periodo di produzione, ma anche per intenti e target di pubblico. Forse quello che si avvicina maggiormente è proprio la storia di Spider-Man con Tom Holland, ma anche qui si tratta di un film che non è verticale per bimbi, teen e genitori, ma è più tutto fatto per un pubblico teen e di giovani adulti e appassionati.


È DAVVERO IL MIGLIOR FILM DELL’ANNO?

Parlando di miglior film dell’anno un’esagerazione se non ci si mettono vicino le parole d’animazione e per ragazzi.

È Bello, bellissimo, a me è piaciuto davvero tanto, mi ha emozionata, commossa e se siete fan di Marvel o comunque di Spider-Man e amate le storie Pixar-Disneyane (soprattuto di nuova generazione), vi piacerà tantissimo e per il momento potremmo definirlo miglior film dell’anno ma aggiungendo per ragazzi e d’animazione, ma miglior film dell’anno in assoluto forse è un po’ estremo e io non sono fan di un approccio assolutista e sensazionalistico nel giudizio di una pellicola sia che si tratti di un giudizio positivo che negativo. Da spettatrice media posso anche dire a tutti i miei amici che è il film più bello di sempre, ma se ne devo parlare a un pubblico che mi segue è necessaria un po’ di oggettività per guardare le cose con un sensato distacco.


L’ANIMAZIONE

A livello tecnico è davvero bellissimo, è stata usata una tecnica di animazione che si distacca da praticamente tutto quello che abbiamo visto fin’ora, unendo a ragione l’animazione classica con quella digitale, il tutto permeato dall’iconico stile comics che prende vita. Ci sono infatti retini, balloon animati, inquadrature multiple in un unico fotogramma come a formare la griglia di una pagina di fumetto, insomma è davvero interessantissimo e piacevole da guardare e da seguire. Il Character design di tutti i personaggi è molto bello ed è davvero curioso vedere come abbiano spaziato negli stili grafici per ogni spider-tipo, con Peter Porker che come dicevamo si muove e ha l’aspetto simile a quello di Porky Pig del Looney Toons, passando per Peni Parker e la sua identità da anime Giapponese, fino ad arrivare a SpiderMan Noir che sembra sagomato sui personaggi di Sin City.


IL VALORE FONDAMENTALE NEL FILM

Sottolineare determinati valori umani è molto importante per questa pellicola così come in tutte le pellicole di formazione per ragazzi e il valore più importante tra tutti ci viene suggerito essere quello della famiglia, trasmesso grazie al rapporto tra Miles e suo padre, ma anche grazie all’unione tra il padre di Miles e la mamma che creano una coppia visibilmente molto affiatata nell’educazione, spalleggiandosi e smussando i lati caratteriali più spigolosi dell’altro, ma anche il personaggio dello zio di Miles avrà un ruolo chiave su cui non posso soffermarmi per evitare di dire troppo. Anche il Peter Parker con la “panzetta” avrà un ruolo importante, non solo come mentore di Miles ma grazie al rapporto con il ragazzo, non si perderà l’occasione per sottolineare l’importanza della famiglia e dei figli. Se ci farete caso, noterete che il valore della famiglia sarà incarnato persino nel villain principale e oltre non mi spingo. 


IL CAMMINO DELL’EROE

Non manca il classico cammino dell’eroe che qui è in versione teen, quindi l’eroe acerbo con grandi poteri da imparare a gestire e con una scarsa fiducia in sè stesso che dovrà costruire anche con l’aiuto degli affetti tra cui gli amici. L’abbiamo visto con Violetta nel primo Incredibili, con Hercules nel ’97, ma anche con Semola nella Spada Nella Roccia, Mulan e continuate voi, ci sono innumerevoli teen-hero che intercorrono il classico cammino dell’eroe verso la formazione personale.


IN CONCLUSIONE

Mi hanno divertito molto tutti i riferimenti che a inizio film vengono fatti alla trilogia di Sam Raimi, se avete visto gli SpiderMan di Raimi non potrete ignorarli. Infine il momento che mi ha commosso di più è stato il cameo di Stan Lee. Sentire quello che dice sapendo che non c’è più è ancora più d’effetto.

Questo è tutto quello che vi volevo e potevo dire oggi su Spiderman Un Nuovo Universo, grazie per aver letto fino a qui e ora tocca a voi. Fatemi sapere se l’avete visto, se vi è piaciuto, se lo andrete a vedere e tornate a commentare qui sotto con le vostre impressioni sul film e quello che avete notato voi. Ci vediamo alla prossima recensione!

V.

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