1 marzo 2018

SPECIALE OSCAR: The Silent Child e Revolting Rhymes

Rispettivamente nominati come Miglior Cortometraggio e Miglior Corto d’Animazione

 

Salve a tutti cinefili maniaci, benvenuti nell’angolo delle recensioni di Natasha!

Signore e signori, gli Oscar si avvicinano, sono impellenti. Per questo ho deciso di scrivere questo articolo, questo speciale dedicato a due categorie in particolare: Miglior Cortometraggio e Miglior Corto d’Animazione.

Ovviamente non recensirò ogni singolo candidato, ma i due lavori che preferisco e che, a mio parere, vinceranno; se avete visto il TotoOscar a cura del nostro Roberto (per chi non ha fatto i compiti trovate l’articolo QUI) saprete che per la categoria Miglior Cortometraggio io ho votato The Silent Child, mentre per il Miglior Corto d’Animazione la mia scelta è ricaduta su Revolting Rhymes.

E quindi iniziamo subito con questa doppietta di recensioni!

THE SILENT CHILD

Questo cortometraggio è basato su eventi reali: è la storia di Libby, una bambina sorda di quattro anni. La sua vita è fatta di silenzio: non comunica, non esprime le proprie emozioni, sembra quasi una bambola dai capelli biondi.

Il silenzio che Libby percepisce, e sente nell’animo, è anche dovuto alle persone che la circondano: non può sentirli effettivamente, ma si rende conto che è compatita, che è vista come “anormale”.

La sua vita, il suo futuro appaiono grigi, e grigi sono anche i colori: la nebbia inglese sembra avvolgere i personaggi, nasconderli quasi, rendendo la malinconia quasi palpabile.

I colori, metaforicamente e non, ritornano quando Joanne, esperta nel settore, aiuta Libby a farla aprire, a farle scoprire il mondo della comunicazione, a darle speranza.

Questo corto affronta il tema della disabilità e della discriminazione in modo estremamente elegante: non vi è nulla di sopra le righe, di esagerato; si tratta di una storia non semplice, affatto, ma raccontata con naturalezza, in un modo che prende al cuore; lo stritola, durante la visione, ma poi lo riempie di amore e speranza.

C’è tanto in questo cortometraggio non solo a livello di trama, ma anche di regia, pulita e raffinata, e di recitazione, spontanea e vera.

REVOLTING RHYMES

Devo ammetterlo, io adoro qualsiasi opera che trasformi le classiche storie della nostra infanzia in qualcosa di nuovo, di diverso.

Revolting Rhymes fa esattamente questo. Le storie di Cappuccetto Rosso e Biancaneve si incontrano in quello che a tratti sembra una commedia, poi un thriller, poi un dramma. E lo trovo geniale. I personaggi che tutti conoscono hanno elementi nuovi, ma rimanendo comunque in qualche modo fedeli alla loro versione originale. È una storia di amicizia, di amore, una storia che scalda il cuore, quando la si guarda.

E lo stile ha una parte fondamentale: estremamente cartoonesco, coloratissimo, in qualche modo sproporzionato; sprizza fantasia da tutti i pori, creando da una parte un netto distacco con la realtà, e dall’altro aggrappandosi al nostro io bambino, che quasi si sente più legato ad uno stile stravagante che alla grigia e banale realtà.

Voi avete visto questi corti? Vi sono piaciuti? Credete vinceranno l’Oscar? Fatemelo sapere in un commento!

Natasha Vagnarelli

@BlackWidow

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