5 aprile 2018

Una Serie di Sfortunati Eventi 2: La Recensione!

Una Serie di Sfortunati Eventi 2: Don’t Look Away!

 

Salve a tutti cinefili maniaci, benvenuti nell’angolo delle recensioni di Natasha!

Nonostante la serie, a partire dalla sigla, vi inviti costantemente a non farlo, io vi prego di guardare Una Serie di Sfortunati Eventi.

Di questa serie originale Netflix ho già parlato all’annuncio della seconda stagione (potete trovare l’articolo QUI) facendo un discorso molto generale sulla saga.

Oggi, invece, sono qui per recensire tutta la seconda stagione di Una Serie di Sfortunati Eventi.

Lo so, sarà un po’ un’impresa, dato che gli episodi questa volta sono dieci, quindi cinque libri, cinque archi narrativi e millemila avvenimenti. Sfortunati, ovvio.

Ho deciso che parlerò di ogni arco narrativo, sperando di essere esaustiva a sufficienza, senza però scrivere troppo. Non farò il paragone con i libri, e NON CI SARANNO SPOILER. Lo prometto, mi impegnerò al massimo per non rovinarvi la visione della serie, nel caso in cui non l’abbiate ancora vista.

Tuffiamoci, quindi, in questa seconda stagione di Una Serie di Sfortunati Eventi!

Una Serie di Sfortunati Eventi: L’Atroce Accademia (The Austere Academy) parti 1 e 2

Alla fine della scorsa stagione di Una Serie di Sfortunati Eventi abbiamo lasciato i Baudelaire alla Prufrock Preparatory School, seduti su una panca, con vicino, inconsapevolmente, altri due orfani come loro, che hanno subito la stessa loro sorte di perdere i genitori (e un gemello), in un incendio: i Quagmire (Pantano in italiano).

I Quagmire e la bibliotecaria Olivia Caliban saranno gli unici amici e fari di speranza per i Baudelaire in questa accademia gestita dal Vicepreside Nero, un insopportabile folle con la convinzione di essere un genio del violino, da una piccola quanto tremenda ragazzina favorita, ovvero Carmelita, e da insegnanti che, in realtà, non insegnano un bel niente.

Il tutto sempre accompagnati dal motto della scuola, il simpaticissimo Memento Mori, ovvero “ricordati che devi morire”.

Inutile dire che il Conte Olaf metterà nuovamente i bastoni fra le ruote ai Baudelaire, stavolta travestito da insegnante di Educazione Fisica.

Ammetto che, a livello di trama, questo arco narrativo di Una Serie di Sfortunati Eventi è quello che, in questa stagione, mi ha convinto di meno. Il piano del Conte Olaf per ottenere la fortuna dei tre protagonisti è un po’ debole, e non minimamente crudele come ci aspettiamo da questo folle attore mancato.

A sollevare l’arco narrativo sono i personaggi, che riescono a risultare estremamente insopportabili o incredibilmente amabili, e la critica al sistema scolastico, spesso poco interessato all’effettiva formazione di giovani menti, e molto spesso classista e discriminatorio.

Una Serie di Sfortunati Eventi: L’Ascensore Ansiogeno (The Ersatz Elevator) perti 1 e 2

Ecco, questo arco narrativo si riprende un po’ rispetto a quello precedente. Ammetto, anche qui il piano del Conte Olaf è un po’ spento, rispetto a ciò che vedremo successivamente, ma ciò che rende spassosissimi questi due episodi è la pensante, pesantissima critica fatta alla moda e alla ricca borghersia.

La critica è estremamente pesante e raggiunge livelli assurdi, e per questo mi è piaciuto davvero tanto: la mente delle persone è plagiata da quello che viene scelto (da chi, poi?) come “in” e “out”, e fissata con frivolezze assolutamente inutili, se non a ostentare ricchezza (vedasi le tre sale da pranzo e la limousine usata per fare il giro dell’isolato). Riderete parecchio, in queste due puntate di Una Serie di Sfortunati eventi, ma allo stesso tempo vi ritroverete amareggiati dal pensare che, anche se non in modo così estremo, la società di adesso non è poi così differente.

In questo arco narrativo, poi, si aggiungerà un altro personaggio come villain piuttosto importante.

 

Una Serie di Sfortunati Eventi: Il Vile Villaggio (The Vile Village) parti 1 e 2

Oh, ora ci siamo! Decisamente in questi due episodi lo spirito di Una Serie di Sfortunati Eventi torna più vivo che mai, per quanto “vivo” sia un po’ ironico da dire.

In questo arco narrativo succede veramente di tutto, e ogni cosa è sempre più terribile, sempre più… sfortunata, appunto.

Vi è una sola gioia per i Baudelaire, in questi due episodi, ma non vi dirò, ovviamente, quale.

Qui il Conte Olaf inizia nuovamete a dare il meglio di sé, e con meglio intendo ovviamente dire il peggio, aiutato dagli abitanti di un villaggio estremamente legato alle regole, regole che hanno reso i cittadini in realtà estremamente crudeli e violenti. Questo è un tema che ricorre molto, in tutti gli episodi: le persone “per bene”, alla fine, si dimostrano le più sciocche o le più subdole di tutte, poiché compiono gesti crudeli ma convincendosi di essere nel giusto. Almeno il Conte Olaf sa di essere cattivo, e gli piace tanto. Davvero tanto.

Di questo arco narrativo è molto particolare a causa dell’ambientazione quasi western, che però si sposa benissimo con tutti gli eventi.

Una Serie di Sfortunati Eventi: L’Ostile Ospedale (The Hostile Hospital) parti 1 e 2

Se non vi piacciono gli ospedali, se avete paura dei dottori e se vorreste prendere a testate chiunque dica che “la miglior medicina è la risata”, questo arco narrativo sarà il vostro incubo.

Oh, e spero non soffriate di claustrofobia, perché tranne qualche scena, tutti questi due episodi saranno tutti ambientati tra le grigie e fredde mura di questo ospedale, come il villaggio estremamente fissato con regole e burocrazia.

Anche qui i villain daranno il peggio di loro stessi, e pensare che, volendo, qualunque medico potrebbe essere un folle pronto a farvi del male, piuttosto che a salvarvi la vita, rende il tutto assolutamente spiacevole.

Anche qui, di eventi sfortunati ce ne sono davvero, davvero tanti, e i misteri si infittiranno in maniera esponenziale.

 

Una Serie di Sfortunati Eventi: Il Carosello Carnivoro (The Carnivouros Carnival) parti 1 e 2

Questo ultimo arco narrativo della seconda stagione di Una Serie di Sfortunati Eventi è, a mio parere, il migliore di tutti.

Sarà l’ambientazione, un circo inquietante, saranno le citazioni al film cult Freaks, sarà che qui per un mistero risolto ci saranno millemila nuove domande a cui rispondere, sarà perché i piani di Olaf, e non solo, saranno davvero crudeli… ma ho trovato questi due episodi il culmine di questa seconda stagione.

I temi trattati sono tanti, tra cui il finto perbenismo della società, che in realtà è ancora assetata di sangue come se le persone fossero animali, la discriminazione, il non avere scelta e fare cose orribili pur di avere una vita minimamente migliore.

E i Baudelaire se la vedranno davvero, davvero male. Sul serio, non ci sarà una cosa che andà bene per loro, qui, sarà una continua discesa, che terminerà con un letterale cliffhanger.

In generale, per quanto i primi due archi narrativi siano, secondo me, leggermente più sottotono, questa serie è davvero un gioiello. Una Serie di Sfortunati Eventi mantiene il suo animo grottesco, macabro, divertente e cartoonesco, ma allo stesso tempo crudele.

Ogni episodio, in qualunque modo, tiene con il fiato sospeso, a causa di tutti gli avvenimenti che accadono, e vi assicuro, sono davvero tanti, ma questo ritmo così frenetico, per me, è un pregio.

Come sempre, i personaggi sono splendidi, e se ne aggiungeranno di nuovi in questa stagione, e alcuni saranno così accattivanti quasi da oscurare i Baudelaire, ai quali però saremo sempre legati.

Vi ritroverete con sentimenti contrastanti: odierete i cattivi, proverete pena per i protagoinisti, ma allo stesso tempo non vedrete l’ora di vedere sempre più eventi sfortunati avvenire. Ma è questo che rende la serie così speciale.

E so che, se avete visto la stagione, avrete un solo oggetto in mente.

La zuccheriera.

Avete visto la seconda stagione di Una Serie di Sfortunati Eventi? Vi è piaciuta? Fatemelo sapere in un commento!

Natasha Vagnarelli

@BlackWidow

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