6 luglio 2018

Scarlett Johansson nel ruolo di Dante “Tex” Gill?

Una riflessione sulla polemica riguardo Scarlett Johansson e  Rub & Tug

 

Salve a tutti cinefili maniaci, benvenuti nell’angolo degli articoli di Natasha!

Il tema di oggi è un tema delicato e piuttosto controverso; spero dunque di poterlo trattare al meglio e nel modo più obiettivo possibile.È stato recentemente annunciato che nel film Rub & Tug, pellicola che tratterà la storia del boss malavitoso Dante “Tex” Gill, ad interpretare il protagonista sarà Scarlett Johansson.

A scatenare la polemica non è stato il fatto che l’attrice interpreterà un ruolo maschile, ma il ruolo di un uomo trangender. Dante Gill, infatti, era biologicamente donna, ma pare che il presentarsi in modo mascolino non fosse solo una messa in scena, ma che si trattasse di vera e propria disforia di genere.

Il punto focale della polemica è il fatto che Gill dovrebbe essere interpretato da un uomo transgender.

Ora, vorrei cercare di analizzare al più possibile l’argomento.
La comunità LGBT si attiva sempre molto per avere, giustamente, più visibilità, anche nel mondo di Hollywood, ma penso che, stavolta, le cose non sono affrontate nel modo giusto.
Prima di tutto, le critiche dirette alla Johansson. Trovo che questo sia piuttosto sciocco, perché non è certo lei colpevole della scelta, non credo proprio si sia messa a cantare a squarciagola Enrico VIII chi è più re di me fino a farsi scegliere dal regista. Attaccare lei e le sue doti recitative è di cattivo gusto, ma soprattutto, non è corretto. Non è giusto. Come non è stato giusto attaccarla personalmente per il suo ruolo in Ghost in the Shell, dove si parlava di white-washing.

Chiuso questo punto, passiamo al prossimo, ovvero sul perché Scarlett Johansson non dovrebbe interpretare questo ruolo. Una delle argomentazioni più sentite è stata quella che, non essando transgender, la Johansson non potrebbe interpretare tale ruolo al meglio.
Questo argomento, come potete immaginare, è molto debole, poiché il lavoro dell’attore è proprio interpretare personaggi differenti. Facendo un esempio, non bisogna per forza essere nati nell’800 per interpretare un personaggio di quel periodo.
Senza contare che ci sono stati diversi uomini che hanno interpretato magistralmente donne transgender, come Jared Leto, Lee Pace o Eddie Redmayne.

Lee Pace in “Soldier’s Girl”

Un altro problema potrebbe essere il fatto che la Johansson sia troppo femminile per interpretare un personaggio dal fisico così maschile, e qui in effetti si potrebbe discutere. Non avendo però ancora foto dal set, non possiamo sapere come verrà truccata e vestita.

Il punto principale, però, è il fatto che questa sarebbe stata un’occasione per dare un ruolo a qualcuno che fa parte di una grande minoranza nel cinema, ovvero un uomo transgender. Se notate, se le donne transgender sono più frequenti sul grande schermo, di uomini trasgender si parla davvero, davvero poco, e dare la possibilità ad un attore ftm di interpretare Dante Gill sarebbe stata una bella mossa, un mostrare apertura verso questa parte della comunità LGBT. Dopotutto, il cinema è uno dei mezzi più diretti per parlare alle persone.

Quindi, sì, si tratta sicuramente di un’occasione sprecata.

Sinceramente, anche io penso che sarebbe stato meglio dare questo ruolo ad un attore trangender, ma anche qui c’è un però.
Non vorrei che, come sta accadendo per le attrici transgender, l’attore ipotetico per questo ruolo fosse relegato per sempre ad interpretare personaggi ftm.
Forse, la polemica è nata anche per questo, per il fatto che se agli attori cisgender viene data l’opportunità di interpretare personaggi transgender, raramente accade il contrario.

Concluderei questo articolo con una riflessione e con un invito. La riflessione è che, chiunque interpreti Dante Gill, è molto importante che un intero film tratterà la vita di un uomo transgender, poiché di personaggi ftm ce ne sono molto pochi sia nelle pellicole, sia nelle serie tv. Magari questo film aiuterà comunque a fare cultura, e ad evitare strafalcioni come far interpretare a Laverne Cox Frank-N-Furter, creando ancora più confusione tra transgender e travestito (confusione che, purtroppo, vi è ancora).
Però il mio invito è diretto ad Hollywood, o in generale ai registi di qualsiasi luogo. Non discrimitate, siate più inclusivi nei casting, fate avere più ruoli a persone transgender, e non solamente di personaggi transgender. Le persone transgender sono, prima di tutto, persone, e dovrebbero essere trattate allo stesso modo di quelle cis.

E voi? Cosa ne pensate di questa poletica? Fatemelo sapere in un commento.

Natasha Vagnarelli

  • Claudio Russo

    Sono assolutamente d’accordo sul fatto che, come polemica, sia esagerata e basata principalmente sul fatto che Scarlett Johansson sia già stata accusata di white washing (e comunque non dimentichiamo che un attore non ha diritto di parola su queste decisioni: se i produttori avevano già deciso di prendere una donna cisgender per interpretare quel ruolo, non c’era nulla che Scarlett potesse fare). Tuttavia come hai detto tu penso sia importante portare l’attenzione sul fatto che i ruoli trans sono quasi sempre assegnati a persone cis, ma non avviene mai il contrario. Inoltre se ci pensi sono sempre interpretati dal persone appartenenti al sesso biologico del personaggio. Se è un mtf sarà un uomo ad interpretarlo e de è un ftm sarà una donna. Questo non fa altro che altro che alimentare la credenza popolare che una donna trans, ad esempio, non sia realmente una donna. Perché dopotutto, senza nessun tipo di terapia il risultato cinematografico assomiglia spesso più a quello. Inoltre mi sento anche di dire, come hai detto tu (e anche violetta nella live di ieri) che se avessero dato il ruolo ad un uomo trans, probabilmente l’effeto sortito non sarebbe stato affatto inclusivo per le persone trans nel mondo del cinema, ma avrebbe rischiato di relegarle a quei ruoli. Inoltre penso che questo pensiero possa anche estendersi a persono gay e lesbiche. È vero che negli ultimi anni queste categorie si sono viste molto più rappresentate sul piccolo e grande schermo, però non dimentichiamoci che ad esempio è difficile trovare personaggi forti che siano uomini gay e femminili. Questo tipo di ruoli sono relegati spesso ad attori (nella maggior parte dei casi etero) comunque piuttosto mascolini. Di uomini femminili se ne trova ad interpretare ruoli comici, un po’ strambi spesso molto lontani dalla sfera sessuale (basti pensare a Sheldon Cooper o Dirk Gently). Tirando le fila del discorso, penso che questa polemica, pur essendo piuttosto campata in aria, ci porta a delle rilessioni davvero interessanti.

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