2 dicembre 2017

Sappiamo già chi vincerà l’Oscar 2018

Titolo della rubrica: Road to Oscar

Sappiamo già chi vincerà l’oscar? Con precisione, no. Con largo margine d’errore, nemmeno.

Perché se c’è una cosa sicura per quanto riguarda la serata più favolosa che ci sia, è che tutto può cambiare fino all’inizio della cerimonia (e talvolta, fato beffardo, pure alla fine). Titoli che la stampa dava per certi, attori che quasi se lo sentivano in tasca, Suicide Squad che vince miglior trucco…

#ROAD TO OSCAR: fase uno – National Board of Review

Insomma, quando si parla di Academy non c’è mai da annoiarsi (a meno che la serata non la conduca Chris Rock). Tolte quelle quattro tradizioni sceme più incrostate della teglia di macarons di Violetta – e cioè la Disney che nove volte su dieci si porta a casa il miglior film d’animazione e i James Bond che si accaparrano sempre, e sottolineo SEMPRE, la migliore canzone originale – tutto il resto è fluido e incerto. Perché i gusti dei giurati sono influenzati dalle tendenze del momento e sono “mobili qual piume al vento”. Non stupitevi, quindi, se un anno la spunta il film istituzionale, l’anno dopo quello nostalgico e quello dopo ancora quello sperimentale.

Per giunta l’Academy sembra sempre più consapevole del suo peso politico e dell’attenzione mediatica che suscita. Negli ultimi anni lo usa di continuo per veicolare questo e quell’altro messaggio sociale di protesta (vedi il caso Moonlight versus Trump) o di allineamento (vedi il caso 12 Anni Schiavo pro Obama) con il Governo, rendendo il lavoro di noialtri preveggenti ancora più ostico e intricato.

Tutto ciò per dire che non esiste una formula sicura per vincere l’oscar.

Ha dunque senso giocare al toto-Oscar?

Certo che sì: anche se la certezza che vinca questo o quell’altro film non ce la darà mai nessuno, ci sono dei segnali che se letti con occhio attento e critico potrebbero indicarci quale opera, attore o attrice hanno maggiore probabilità di ritrovarsi un uomo ricoperto d’oro e nudo tra le mani (e no: non stiamo parlando di Weinstein questa volta).

La prima spia è la casistica degli anni passati (che, come abbiamo appena detto, non è sempre decisiva). La seconda è la temperie culturale che scorre nelle pagine delle riviste più radical chic. La terza è l’accoglienza del pubblico all’uscita in sala dei titoli. La quarta è la trafila di premi minori che anticipano l’oscar, che è quello di cui ci occuperemo in questa rubrica.

Eh sì, l’oscar non è l’unico premio cinematografico ma è quello che chiude le danze. Prima di tutto c’è un iter che registi e produttori devono, loro malgrado, sorbirsi per poter infine accedere al Dolby Theatre. Cene di gala, cerimonie, attese snervanti, discorsi tronfi di Iñarritu. Quella roba lì, insomma. Ad aprire le piste c’è, puntuale come sempre, il National Board of Review, la cui cerimonia si è tenuta due giorni fa.

Logo del National Board of Review

Un po’ di storia.

L’associazione nacque nel 1909 a New York – pensate – come protesta contro la censura imposta dal sindaco sul cinema, ritenuto immorale. La rassegna raggruppò fin da subito cinefili, giornalisti e professionisti del settore, in un assetto che si mantiene tuttora inalterato. I membri si riunirono con l’esigenza di assistere alle proiezioni di film la cui circolazione veniva osteggiata dalle autorità e la determinazione di vagliare la qualità estetica dei nuovi prodotti cinematografici.

L’associazione, con il suo indaffarato recensire, si presentò quindi all’America come surrogato della censura ufficiale. In brevissimo tempo la dicitura “Passed by the National Board of Review” che accompagnò i film in uscita divenne una garanzia più autorevole del visto censura di Stato. Nello stesso anno in cui si tenne la prima cerimonia di consegna degli oscar, la National Board of Review istituì anch’essa una serie di onorificenze da conferire ai film che si distinsero per qualità. Uguale età e longevità dei due premi, ma differente prestigio. Perché? Lo vedremo più avanti.

Questa, più o meno la storia del premio, ma spegniamo Super Quark e veniamo al dunque.

Dicitura: "Passed by National Board of Review"
Nota la dicitura: “Passed by National Board of Review”

Quanto è orientativa la selezione del National Board of Review in relazione al premio Oscar?

Pochi giorni fa GoldDerby, una delle piattaforme più autorevoli per quanto riguarda i premi dello spettacolo insieme ad Indiewire, ha pubblicato un articolo in cui sconsigliava gli scommettitori di affidarsi all’orientamento dei National per le loro puntate. Noi della redazione del ViolettaRocks abbiamo indagato per conto vostro, e abbiamo scoperto che non è proprio così o, per lo meno, non lo è sempre stato.

Nei decenni passati l’Academy e il National avevano una sovrapponibilità di scelte molto alta, margine che dagli anni duemila si è gradualmente assottigliato pur mantenendosi rilevante. L‘anno scorso hanno condiviso solo tre categorie (Miglior Attrice Non Protagonista – Naomi Harris, Miglior Attore Protagonista – Casey Affleck, Miglior Sceneggiatura Originale – Manchester by the Sea).

È vero perciò che nel corso del tempo i due premi hanno intrapreso strade diverse, e che molti film snobbati da uno sono stati poi rivalutati dall’altro. Però c’è un però.

Locandina di The Post, vincitore indiscusso di quest'edizione
The Post, vincitore indiscusso di quest’edizione

 

Differenze tra Oscar e National Board of Review

I due premi si basano su concept completamente diversi: mentre l’Academy guarda al film come prodotto d’insieme di più maestranze e riserva dei premi importanti anche alle categorie tecniche, il National si attiene alla visione dell’opera filmica come contributo del genio del regista e della partecipazione di attori. Punto. Non si premiano costumisti, scenografi o operatori.

GoldDerby può anche dirci che il National non ci ha visto lungo su Grand Budapest Hotel, ma se immaginassimo di escludere le sopraccitate categorie dalla gara noteremmo che pure per l’Academy il blasonato film di Anderson si ritroverebbe con un pugno di mosche in mano e qualche nomination che non hanno neppure la più pallida probabilità di concretizzarsi. Idem con patate per gli altri grandi assenti citati nell’articolo.

In secondo luogo se il National ha un occhio in più per autori e opere emergenti, produzioni indipendenti e autofinanziate, tanto da riconoscergli delle categorie isolate, l’attenzione dell’Academy è rivolta soprattutto ai film delle major, i grandi successi al botteghino, le icone e i tormentoni dell’anno; come a ricordarci che il cinema è un’industria prima ancora di essere un’arte.

Terza differenza riguarda l’approccio con cui le due commissioni visionano l’opera e interagiscono con regista e cast. L’Academy ha, anche in questo caso, un imprinting più formale: obbliga gli elettori a votare in separata sede e preferisce ritagliarsi delle rassegne con gli artisti per intervistarli a mezzo stampa, i membri del National si riuniscono per visionare i film dell’anno e discuterne coi registi. Questo permette alla giuria di guardare al film come prodotto autoriale, con una prospettiva più “calda” e per certi versi umanistica.

 

Quali sono i premi che quest’anno sono stati assegnati e a chi sono andati?

Ecco tutte le categorie: Miglior Film The Post Miglior Regista Greta Gerwig, Lady Bird Miglior Debutto alla Regia Jordan Peele, Get Out Miglior Cast Get Out Miglior Attore Tom Hanks, The Post Miglior Attrice Meryl Streep, The Post Miglior Attore Non Protagonista Willem Dafoe, The Florida Project Miglior Attrice Non Protagonista Laurie Metcalf, Lady Bird Miglior Film D'Animazione Coco Miglior Attore Emergente Timothée Chalamet, Chiamami col tuo nome Miglior Sceneggiatura Originale Il filo nascosto, Paul Thomas Anderson Miglior Sceneggiatura Non Originale The Disaster Artist, Scott Neustadter & Michael H. Weber Miglior Film Straniero Foxtrot I Migliori Film Stranieri Dell'Anno A Fantastic Woman Frantz Loveless Summer 1993 The Square Spotlight Award Wonder Woman, Patty Jenkins e Gal Gadot Freedom of Expression (A pari merito) John Ridley - Let It Fall: Los Angeles, 1982-1992 Angelina Jolie - First They Killed My Father Miglior Documentario Jane Migliori Documentari Dell'Anno Abacus: Small Enough to Jail Brimstone & Glory Eric Clapton: Life in 12 Bars Faces Places Hell on Earth: The Fall of Syria and the Rise of ISIS Top 10 Film Baby Driver Chiamami col tuo nome The Disaster Artist Downsizing Dunkirk The Florida Project Get Out Lady Bird Logan Il Filo Nascosto Top 10 Film Indipendenti Beatriz at Dinner Brigsby Bear A Ghost Story Lady Macbeth Logan Lucky Loving Vincent Menashe Norman: The Moderate Rise and Tragic Fall of a New York Fixer Patti Cake$ Wind River

 

 

Dal sito ufficiale della National Board of Review

 

 

Che dire? Non ci sono molte considerazioni da fare, tenendo conto che non abbiamo ancora avuto modo di vedere nessuno o quasi dei film premiati. Solo tre brevissime riflessioni.

La prima è che il National quest’anno ha preferito concentrarsi su pochi titoli mirati, sfrondando alla grande i competitor. La seconda è che le scelte sono, a colpo d’occhio, caute e tradizionaliste, andando a premiare registi e autori già ultra consacrati e film che avranno una sicura cassa di risonanza tra il pubblico americano e quello internazionale. La terza è che, tra i vari titoli, figura per due volte Chiamami col tuo nome, opera del regista conterraneo Luca Guadagnino (e sento già Stanis La Rochelle rimbeccarmi: “Però sei molto italiano, perdonami. Te lo posso dire? Sei molto italiano.”)

E voi cosa ne pensate dei vincitori? Avreste preferito vedere altri titoli e altri nomi? Fatemelo sapere qua sotto nei commenti.

Questa, signori miei, era la rubrica Road to Oscar, una rubrica che vi terrà compagnia fino al prossimo 4 Marzo.

Saluti dal vostro Roberto Lunelio, @TonyStark di noialtri.

  • Ilaria Ricci

    Questo si che è un articolo Robi!
    Comunque seguendo il terribile Rotten tomatoes Lady Bird promette alla grande.
    Sono curiosa di vedere questo e Call me by your name.
    Complimenti ancora veramente molto istruttivo e interessante.

    • Roberto Lunelio

      Grazie Ila sei un tesoro. Anche io sono super curioso di vedere il film di Guadagnino anche perché avrei dovuto fare la comparsa fino all’ultimo e poi m’ha pisciato mannaggia a lui!! (È stato girato dalle mie parti) Grazie ancora :3

  • Arianna Bonardi ❄

    Grazie Robi, mi serviva davvero un aritcolo recap come questo. Poi oh raga, un giorno toccherà anche a me stringere in mano quella dannata statuetta!!!

    • Roberto Lunelio

      Ma ‘nfatti, ancora non capisco che aspettano a dartela! <3

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