29 marzo 2018

Santa Clarita Diet: la recensione della Stagione 2!

E la vostra dieta, qual è?

 

 

Salve a tutti cinefili maniaci, benvenuti nell’angolo delle recensioni di Natasha!

Oh, oh, oh. No, non mi sono trasformata in Babbo Natale, ve lo giuro, si trattava semplicemente di una risata estremamente gioiosa.

Perché, vi chiederete? Molto molto semplice. Oggi andrò a recensirvi la seconda stagione di una delle mie serie preferite degli ultimi tempi, ovvero Santa Clarita Diet.

Facciamo un piccolo riassunto degli avvenimenti della prima stagione, che dite?

E tranquilli, la recensione sarà NO SPOILER. Potete leggere tranquillamente.

Nella prima stagione di Santa Clarita Diet abbiamo visto la vita della famiglia Hammond -Sheila, Joel e Abby- sconvolta da un’avvenimento non esattamente nella norma: Sheila, infatti, per un motivo sconosciuto, diventa una non-morta (mi raccomando, zombie è dispregiativo). Sì, una non-morta. C’è chi si taglia i capelli…

Questa trasformazione che sembra così terrificante, però, ha un impatto positivo sulla personalità della donna: diventa più sicura di sé, più energica, più attiva. Ma anche più impulsiva.

E tutto sarebbe andato bene, se non fosse che Sheila si ritrova a sbranare un proprio collega; dopo questo avvenimento, per lei mangiare qualsiasi altro tipo di carne diventa impossibile: per sopravvivere, ha bisogno di mangiare carne umana.

Fresca, perché dall’obitorio ovviamente sa di chimico.

Quindi gli Hammond, aiutati dall’amico nerd di Abby, Eric, si ritroveranno a diventare degli assassini per necessità. Ma solo di persone cattive, ovvio. Almeno, in teoria.

Nella seconda stagione di Santa Clarita Diet si avrà una significativa svolta nella trama, dato che le ricerche per comprendere la motivazione della trasformazione di Sheila diverranno molto più serrate. I personaggi, vecchi e nuovi, avranno la loro parte, chi più di meno, ma serviranno tutti a far quadrare le cose, o a renderle più difficili per la sventurata coppia di agenti “immobigliari”. No, scusate, “immobiliari”.

… Capirete la battuta dopo aver visto la seconda stagione.

Questa serie è davvero, davvero spassosa, e ritengo che debba avere più successo di quello che già sta ricevendo.

Forse però è il caso di spiegare perché Santa Clarita Diet mi piace così tanto, e poi spiegare perché questa seconda stagione non mi ha delusa per nulla.

In generale, io amo la dark comedy per un motivo molto semplice: fa da sola il lavoro che normalmente faccio io durante i film horror. Dovete capire che per guardare i film più sconvolgenti mai fatti, ho dovuto elaborare una tecnica molto raffinata (?) ovvero il trasformare l’orrido in qualcosa di divertente, in qualcosa di comico. Santa Clarita Diet fa questo lavoro per me: prende una situazione horror, splatter e possibilmente apocalittica e la trasforma in qualcosa di esilarante. Perché è davvero esilarante, guardando Santa Clarita Diet mi sono davvero fatta un sacco di risate. Le situazioni, per quanto ovviamente assurde, riescono però a sembrare reali nella loro follia. Certo, le reazioni dei personaggi a volte sono un po’ esagerate e grottesche, ma tutta la serie ha quest’aria cartoonesca e sopra le righe che, davvero, nemmeno ve ne accorgerete.

Altro motivo per cui adoro Santa Clarita Diet? La scelta del leitmotiv orrido, che in questo caso è il cannibalismo, ed è uno dei miei temi horror preferiti, perché affronta quello che è uno dei più grandi tabù dell’umanità. Umani che mangiano umani, l’essere umano che diventa preda e predatore, ribaltando la catena alimentare.

Ci sarà un motivo se il mio serial killer immaginario preferito è Hannibal Lecter, no?

Santa Clarita Diet tuttavia non va così approfonditamente nel tema, almeno a livello filo-psicologico, ma perché non avrebbe senso, visto il ritmo scanzonato. Tuttavia ci sarà qualche riflessione al riguardo che, vi assicuro, non vi lascerà delusa.

E a proposito di ritmo, in Santa Clarita Diet è serratissimo. A causa della breve durate di ogni episodio, venticinque minuti circa, gli avvenimenti procedono con molta velocità, ma senza essere opprimenti: non vi ritroverete millemila situazioni e sottotrame, ma quelle che ci sono saranno in continua evoluzione e vi lasceranno con il fiato sospeso.

Ultimo motivo per cui amo Santa Clarita Diet? I personaggi. Per quanto siano sopra le righe, a volte goffi, impulsivi, impacciati o con la faccia da schiaffi, riescono ad essere veri. Forse in maniera meno esagerata, ma probabilmente anche noi reagiremmo così, in determinate situazioni.

Ora, una piccola valutazione sulla seconda stagione. Vi assicuro che la trama procede, vi ritroverete con nuove domande, ovviamente, ma quelle vecchie troveranno una risposta.

La comicità è sempre a livelli alti, non è assolutamente inferiore alla prima stagione, anzi.

Tutti i personaggi subiranno delle evoluzioni, anche se non eccessive, e giustamente: gli avvenimenti si destreggiano in pochi giorni, e sarebbe assurdo pensare di far cambiare in modo repentino gli atteggiamenti dei personaggi. Unica pecca, secondo me, è l’eccessiva teatralità di Joel: è divertentissima da vedere, ma a volte è un tantino esagerata, troppo rispetto a quella degli altri personaggi, soprattutto quando interagisce con qualcuno che non sia Sheila o Abby.

Davvero, vorrei dire di più, ma cadrei negli spoiler, e non voglio assolutamente rovinarvi la visione di Santa Clarita Diet.

Piuttosto, correte a vederla, sono sicura che la divorerete.

E per quelli che l’hanno vista: cosa ne pensate? Vi è piaciuta? Fatemelo sapere in un commento!

Natasha Vagnarelli

@BlackWidow

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