CINEMA

RALPH SPACCA INTERNET | Recensione (NO SPOILER)

Salve io sono Violetta e benvenuti in questo nuovo articolo recensione in cui parliamo di Ralph Spacca Internet. Cinquantasettesimo classico Disney e sequel del film del 2012 Ralph Spaccatutto realizzati entrambi in computer grafica. (Per la recensione video clicca QUI).

REGIA e SCRITTURA

La regia e la sceneggiatura sono state realizzate da Phil Johnston con il contributo di Rich Moore nella direzione e Pamela Ribon nella scrittura. Phil Johnston lo ricorderete per il primo capitolo di Ralph ovvero Ralph Spaccatutto che però era diretto da Rich Moore e per aver scritto anche Zootropolis. Rich Moore invece lo conosciamo per aver lavorato come regista dei Simpson e di Futurama.

IL CAST

Nel cast originale a prestare la voce a vecchi e nuovi personaggi ritroviamo John C. Reilly dietro Ralph, Sarah Silverman dietro Vanellope Von Schweets e Jane Lynch dietro a Tamora Jean. Tra i personaggi nuovi ci sono invece Gal Gadot che è Shank la protagonista di un videogioco online di corse d’auto, poi Taraji P. Henson invece è Sisi la personificazione dell’algoritmo di una piattaforma dove vengono caricati video virali e meme, Alan tudyk è Lesottutte un piccolo ma brillante motore di ricerca e Alfred Molina è Doppiafaccia un misterioso personaggio del Dark Web. Nella versione italiana le voci sono quelle dei nostri più celebri e bravi doppiatori e in più c’è la piccola partecipazione di Favij, La Sabri e Salvatore Aranzulla.

DOVE ERAVAMO RIMASTI

Le nuove avventure di questo sequel ripartono sei anni dopo da dove le avevamo lasciate. Negli ultimi anni Ralph e Vanellope hanno vissuto tranquilli e hanno consolidato il loro rapporto diventando migliori e inseparabili amici. Un incidente al cabinato di Sugar Rush, il videogioco di Vanellope, farà si che i nostri due piccoli pixellosi eroi si intrufolino nello sconfinato regno di Internet per salvare il mondo di Vanellope, ma aggiustare un videogame non è l’unica cosa che sarà necessario fare per proteggere l’amicizia tra Ralph e Vi.

MEGLIO RALPH SPACCA TUTTO O SPACCA INTERNET? (oggettivamente)

È meglio Ralph Spaccatutto o Ralph Spacca Internet? Vi risponderò prima in modo più oggettivo possibile e poi soggettivo. Oggettivamente non credo che uno sia migliore dell’altro, a dire il vero è anche difficile paragonarli perchè tra Ralph Spacca Internet e il suo predecessore ci sono significative differenze nella struttura della sceneggiatura. Non è assolutamente un male e forse è addirittura un plus valore perchè essendo molto diversi il paragone è più difficile e quindi si ha meno la percezione che uno dei due capitoli sia migliore dell’altro, ma solo che siano molto diversi. Ritengo infatti che entrambe le storie siano validissime e che sia interessante vedere rielaborate le dinamiche. Mi spiego meglio: in Ralph Spaccatutto abbiamo un film d’animazione di avventura con un giallo nascosto, costruito in modo davvero magistrale che ci regala un vero e proprio sorprendente colpo di scena con plot twist, costruito tramite le macchinazioni di un villain apparentemente celato, ma in verità sotto agli occhi di tutti. Inoltre c’è il percorso di crescita del personaggio di Ralph che soffrendo per l’etichetta da villain che deve portare, riesce infine ad accettare la sua natura, superando la difficoltà a controllare la rabbia e ottenendo ciò che desidera di più ovvero l’affetto e la considerazione degli amici. Nel caso di Ralph Spacca Internet la struttura è completamente funzionale alla storia d’avventura, eliminando il giallo. Perciò non vi troverete più a farvi le domande che restano sospese e in attesa di scoprire la verità, nè ci sarà un villain a sorpresa che stravolgerà tutte le vostre convinzioni, ma la storia si concentrerà interamente su un concetto tanto semplice quanto toccante, educativo e di formazione com’è giusto che sia in un classico Disney. Si approfondisce quindi il tema dell’amicizia che viene ripreso da Ralph Spaccatutto. Trovare un’amico, in questo caso (ma la storia si presta a una lettura più ampia e quindi all’iniziare una relazione di qualunque natura essa sia) non è un traguardo, ma l’inizio di un percorso che va curato, custodito e coltivato e che affronta momenti indimenticabili ma anche grandi difficoltà e in tutto questo c’è una lezione da imparare: se ami qualcuno devi lasciarlo libero. Scoprirete nel film cosa significa e come viene declinato. Approfondiremo questo argomento nella parte spoiler.

MEGLIO RALPH SPACCA TUTTO O SPACCA INTERNET? (soggettivamente)

Se con distacco vi dico che entrambi i prodotti sono validi anche se strutturalmente diversi tra loro e vi consiglio assolutamente di vederlo perchè nella maggior parte dei casi lo troverete divertentissimo e coinvolgente, come mia opinione personale vi dico che nel mio cuore resta comunque Ralph Spaccatutto, perchè sono particolarmente legata alla struttura di quel film, perchè il plot twist era geniale come se non più di quello di Zootropolis, perchè mi piacciono molto le storie di rivalsa (Vanellope che si scopre essere molto più di come viene considerata) ma soprattutto per il personaggio di Ralph che nel primo capitolo aveva una personalità un po’ diversa. Infatti se in Spaccatutto ha un atteggiamento per quanto negativo, più maturo, sarcastico e adulto, in questo sequel sembra aver subito una sostanziale modifica del carattere, infatti si comporta più come un bambinone e sembra essere stato particolarmente infantilizzato, anche nel modo di esprimersi e di agire. L’ho trovato a tratti forzati rispetto a com’era stato rappresentato nel primo film. Ci può stare perchè comunque ha avuto un percorso e una trasformazione e ha lasciato la disillusione della solitudine per far spazio all’ingenuità del tuffarsi a capofitto in un’amicizia a 360 gradi, però questa rimane l’unica cosa del film che mi ha lasciato un po’ perplessa.

I NUOVI PERSONAGGI FEMMNILI 

Nel complesso il film è bello e valido, tutti i personaggi principali di maggior azione sono donne e vengono rappresentate in declinazioni tanto diverse tra loro quanto interessanti, affascinanti e sfaccettate. Penso che un po’ tutti amerete Shank con il suo aspetto aggressivo, ma dalla profonda saggezza, come una mentore e una sorella maggiore.

Ma vi piacerà anche Sisi brillante, entusiasta e pragmatico algoritmo a capo di uno dei più grandi portali video dell’internet che vi conquisterà con la sua esperienza e prontezza.

IL MONDO DI INTERNET

Il mondo di internet è stato creato con decine e decine di riferimenti allo sconfinato web, da Google, a Youtube, passando per Twitter, Instagram, Pinterest, Snapchat, Amazon, Ebay e tutto quello con cui abbiamo a che fare giornalmente nel vasto mondo del world wide web. Il modo in cui hanno personificato le operazioni che per noi sono spesso riconducibili ad un semplice click è pazzesco. Geniale la personificazione della pubblicità Spam e di AdBlock, delle aste su Ebay, di come salta la connessione, degli spostamenti tra un indirizzo e l’altro, delle notifiche pop-up, del Dark Web, insomma vi garantisco che la rappresentazione del mondo di internet è entusiasmante e vi divertirà moltissimo. Non saprete davvero dove mettere prima gli occhi, c’è talmente tanta roba che è un film che vi farà venire voglia di rivederlo fotogramma per fotogramma. Inoltre Disney, che possiede praticamente ormai tutto, si è ritagliata il suo momento di auto-celebrazione vantandosi di tutte le sue conquiste e sventagliandoci in faccia Star Wars, Marvel, c’è addirittura un cameo di Stan Lee e vi travolgerà con tutti i suoi personaggi classici infilando qua e là qualche personaggio Pixar e anche mescolando in alcuni momenti l’animazione classica a quella digitale per citare alcune vecchie pellicole che vi scalderanno il cuore, per non parlare del modo brillante in cui sono state inserite tutte le Principesse Disney.

Tutto questo mix di effetto nostalgia fan service, mangerà parecchia pellicola, esattamente la prima metà, tanto che nonostante mi stessi divertendo parecchio, ho avuto un déjàvu con il “tutto fumo e niente arrosto” di Ready Player One e ho iniziato a temere che il film fosse tutto nostalgia e fan service e che la storia ne avrebbe risentito in modo importante. Invece mi sono dovuta ricredere perchè la storia c’è ed è interessante ed emotivamente coinvolgente, anche se parte sul serio solo nella seconda metà del film.

La parte NO SPOILER finisce qui perciò a tutti quelli che chiuderanno l’articolo ora, grazie per essere arrivati fin qui, grazie per avermi letta e lasciatemi la vostra opinione nei commenti. Infine  se andrete a vedere il film tornate a leggere anche la parte spoiler e a fatemi sapere se il film vi è piaciuto. Ciao!

*ATTENZIONE SPOILER*

Per chi è rimasto, inizia ora la parte SPOILER.

LA SCENEGGIATURA

COME CREARE IL CUORE DEL FILM. 

Manca quindi un vero e proprio villain classico, almeno in senso stretto, ma torna un elemento comune con il primo Ralph ovvero “il virus”, la minaccia imprevedibile e incontrollabile che abbiamo visto anche in Spaccatutto, ma rappresentato non da un vero e proprio virus della rete, ma da uno scarrafoide scappato da un altro video gioco.

Continuiamo con il discorso di cui sopra e vediamo come hanno costruito il cuore pulsante della storia partendo da “Se vuoi bene a qualcuno devi lasciarlo libero”, anzi ora che siamo nella spoiler zone, mi permetto di dire “devi lasciarlo andare”. Ralph sin dal primo capitolo del film, comunica il suo bisogno di attenzioni e affetto (che tutti abbiamo) lui in particolar modo, rivendica questo bisogno poiché è stato abituato ad essere allontanato da tutti perché il villain del suo gioco, Fix it Felix. Il bisogno del personaggio è quindi quello di essere accettato dagli altri. Anche Vanellope nel primo film vive una situazione analoga, anche lei non viene accettata dagli altri a causa di un suo “difetto” nel codice, infatti viene rappresentata come un instabile glitch ed è considerata dagli altri sbagliata perchè diversa. Alla fine del film Ralph impara a volersi bene così com’è ed è anche così che ottiene l’affetto degli altri, mentre Vanellope dalla meno popolare diventa la più popolare trasformando la sua presunta debolezza in una forza. Essendosi aiutati a vicenda in questo difficile percorso, Ralph e Vanellope (che hanno iniziato la loro conoscenza con una rivalità con l’obiettivo di ottenere la stessa medaglia), ora sono grandi amici e coltivano questa amicizia per sei anni. A questo punto torniamo a seguire le loro avventure. I due sono inseparabili, ma i loro bisogni evolvono. Mentre Ralph è totalmente concentrato sulla loro amicizia, ama la loro routine quotidiana e vive per far felice Vanellope diventando dipendente dalla presenza della ragazzina, a quest’ultima, che ha sempre avuto un animo avventuroso e dice di sentirsi viva ogni volta che non sa cosa succederà nella sua vita, la ripetitività comincia a stare stretta e sogna in grande, sogna di allargare i suoi orizzonti, come la metafora di un nostro amico che decide di andare a studiare all’estero o un figlio che decide di andare a vivere da solo o un fidanzato che decide di fare un’esperienza senza di voi. Vanellope però si sente la responsabilità addosso del bisogno di affetto di Ralph, non vuole ferirlo e cerca di rimandare il momento in cui dovrà dirgli che vuole lasciare Sugar Rush e restare nel gioco di Shank, Slaughter Race, ma l’esitazione di Vanellope si manifesta comunque ferendo effettivamente Ralph che cerca di manipolare i sogni della ragazzina con la conseguenza di renderla insicura (il virus mandato da Ralph copia il glitch di Vanellope e crasha Slaughter Race). Vanellope, non sapendo che quel pasticcio è in realtà responsabilità di Ralph, si sente l’unica responsabile. Rendendo insicura la ragazzina, Ralph ha quasi ottenuto ciò che vuole, cioè che lei non sogni più e per paura torni nella sicurezza della sua routine, ma Ralph infondo ha un cuore buono e ammette le sue colpe, così la loro amicizia vacilla profondamente e la fortissima paura dell’abbandono di Ralph diventa il nuovo obiettivo del virus che identifica in lui una vulnerabilità da attaccare. La vulnerabilità di Ralph, metafora del suo dolore interiore, a causa del virus si trasforma in un mostro gigante che cita King Kong con la piccola Vanellope tra le dita, arrampicato sul grattacielo di Google. Cosa ci racconta quindi qui il film? Cosa si deve fare quando la dipendenza da un affetto è così forte da dare vita a un mostro dentro di noi. Ciò che andrebbe fatto è l’ultima cosa che si vorrebbe fare ossia lasciare andare la presa, cadere, farsi male piuttosto, ma lasciare andare la presa. È l’unico modo per far restare la persona che amate vicina a voi. Un insegnamento che vale per tutti. Per il genitore con i figli, per gli amici, per il compagno che si illude di possedere la compagna come un oggetto, perchè solo una persona che si senta libera a fianco a noi, non potrà fare a meno che scegliere di starci vicina. Un messaggio tanto semplice quanto difficile da imparare e altrettanto importante da ricordare. 

LE PRINCIPESSE DISNEY e LA RIVALITA’

Mi è piaciuta molto la “rivincita” delle principesse Disney che ironizzano sull’essere una principessa solo se la propria vita è stata stravolta da un uomo alto e possente e alla fine fanno squadra (solidarietà tra ragazze) per salvare loro stesse quell’uomo alto e possente.

E a proposito di questo mi piace che i personaggi femminili non vengano mai rappresentati come rivali nemmeno quando sono realmente rivali. Nella corsa tra Shank e Vanellope, nonostante si stiano sfidando, c’è un rispetto reciproco per le capacità l’una dell’altra, come un combattimento leale e questo è un messaggio molto importante, perchè spesso le ragazze vengono educate a farsi la guerra a vicenda e a insultarsi svilendo sé stesse e le altre soprattutto se sono in competizione.

SAPERSI ASCOLTARE

Mi è piaciuta l’idea di legare una forma d’arte potente e coinvolgente come la musica a un desiderio. Vanellope infatti non riesce a cantare una canzone sul volante di Sugar Rush perchè è solo ciò che crede di desiderare e solo quando capisce davvero cos’è che sta cercando intona una melodia per Slaughter Race.

I sogni di Vanellope inoltre sono molto anti-convenzionali rispetto ai cliché a cui siamo abituati. La ragazzina infatti sente nel profondo di appartenere a un mondo street e selvaggio come quello di Slaughter Race, che non solo è  insolito per gli stereotipi di “Pretty Princess” e “Il mio sogno da bambina è sempre stato quello di sposarmi con l’abito bianco” eccetra, ma è insolito anche in un discorso più generico, perchè Slaughter Race è una specie di selvaggio west urbano e di solito siamo abituati ad avere personaggi (maschili e/o femminili) che desiderano emanciparsi da un contesto simile per approdare ad un livello più alto della società. 

Bene amici questo era tutto per oggi. Grazie per aver letto, ovviamente fatemi sapere la vostra opinione nei commenti, grazie per essere stati con me e ci vediamo nel prossimo articolo. 

V. Rocks

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