15 marzo 2018

Parliamo di Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald

Riflessioni in libertà su Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald

 

Salve a tutti cinefili maniaci, benvenuti nell’angolo degli articoli di Natasha!

Prima di tutto, voglio ringraziarvi infinitamente per avermi aiutato, tramite sondaggio di Instagram (seguite il profilo della RockSquad, vero?), a scegliere l’argomento del mio odierno contenuto.

Avete parlato, ed eccomi dunque a parlare di Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald.

Vi anticipo che questa sarà un po’ una chiacchierata in libertà, nella quale esporrò un po’ di idee, un po’ di aspettative, un po’ di dubbi e qualche delusione.

Intanto, spero che abbiate fatto i compiti e abbiate visto il trailer con la nostra Violetta, e se non l’avete fatto correte QUI e poi tornate a leggere questo articolo.

Ci siete? Siete pronti? Siete carichi? Molto bene, iniziamo!

Allora, allora. Ho così tanto da dire che probabilmente mi dimenticherò qualcosa -speriamo di no-. Cercherò di essere il più esaustiva possibile.

Cominciamo quindi facendo una piccola digressione su cosa sia Animali Fantastici.

La nostra amata Zia Jo (a.k.a. J.K. Rowling), tra le sue sempre splendide pubblicazioni, decise di scrivere un piccolo libro, una riproduzione di uno dei libri di testo utilizzati ad Hogwarts, ovvero Animali Fantastici e dove trovarli, di Newt(on) Scamander. Esso è una sorta di enciclopedia di tutte le creature del mondo magico a noi tanto caro, accompagnata dagli appunti del nostro Trio protagonista, ovvero Harry, Ron ed Hermione. Un gioiellino che ogni Potterhead brama di avere nella propria collezione a tema HP.

Da questo libricino, però, si è creato un progetto molto diverso, e molto ambizioso: raccontare le avventure del giovane magizoologo Newt, intento a viaggiare per completare la sua enciclopedia, accompagnato sempre dalla sua fidata valigia, che quella di Mary Poppins je spiccia casa.

Vediamo le peripezie di Newt iniziare nell’America dei Roaring Twenties, ed intrecciarsi con le vite di due streghe, Tina e Queenie Goldstein, e di un babbano (o nomag, se preferite), Jacob Kowalski -sì, come il pinguino.- In questa storia, il cattivone di turno non è ovviamente Tom Riddle, ma il mago oscuro più potente e pericoloso mai esistito prima di Voldemort: Gellert Grindelwald, prima amico e poi nemico del preside più amato di Hogwarts, Albus Silente, ed ossessioneto con i Doni della Morte.

Il primo film è stato veramente meraviglioso: ha conquistato il cuore dei nostalgici che desideravano ancora vedere un expelliarmus sul grande schermo, ma ha anche affascinato coloro che non hanno seguito assiduamente la saga originaria. La sceneggiatura curata dalla Rowiling in persona fa decisamente la differenza, e la pellicola ha decisamente fatto il suo dovere, ovvero emozionare, meravigliare ed intrattenere.

Non dirò “dove eravamo rimasti” per evitare di farvi spoiler, quindi partiamo dal trailer del sequel, e cerchiamo di trarre insieme qualche riflessione.

Sicuramente gli avvenimenti non saranno ambientati esclusivamente negli States, anzi: ritroveremo la Scuola di Magia e Stregoneria del nostro cuore, quindi probabilmente ci troveremo in Inghilterra e, dal trailer, pare che faremo qualche scappata anche a Parigi. Ritroveremo i personaggi del film precedente, ma ne troveremo di nuovi, o meglio, di molto vecchi, ma in una luce estremamente nuova.

Parliamo dunque di lui, Albus Silente, interpretato qui da Jude Law.

Metto subito a tacere la prima critica, ovvero: “Silente in questo film è troppo giovane”. Facciamo subito un rapidissimo calcolo: il primo film è ambientato nel 1926, e Silente è nato nel 1881. Se i miei calcoli sono esatti, nel ’26 Silente avrebbe avuto 45 anni, che è precisamente l’età di Law. Da questo punto di vista, quindi, la scelta è assolutamente perfetta. Sulle capacità attoriali del nostro Jude, io non ho nulla da dire, e a quanto pare la scelta è stata fatta perché l’attore ricorda in qualche modo le movenze di Gambon, che da Il Prigionero di Azkaban ha interpretato il ruolo di Silente.

Sinceramente, ciò che non mi convince molto di Law è l’aspetto: Silente dovrebbe avere i capelli rossi, essere ginger come Ron Weasley. Certo, forse Jude Law con i capelli rossi non sarebbe stato molto credibile, però magari un po’ di tinta non avrebbe guastato. Ma questa è in effetti una piccolezza, se ricordiamo gli occhi della piccola Lily Evans nell’ultimo film della saga.

In sintesi, sono contenta della scelta, e spero che durante il film né la performance di Law né la caratterizzazione del personaggio mi deludano.

…D’accordo, so che state tutti aspettando questo momento, ed infatti non me lo lascerà sfuggire. I capelli non sono l’unica cosa che mi disturba di questo Silente, ma la colpa non è di Jude Law.

Forse saprete che la nostra Zia Jo ha svelato che il principale motivo per cui Silente non si era accorto della strada che Gellert (Grindelwald) stava prendendo: Albus era innamorato, o comunque invaghito di lui. Sì, esatto. E forse come me aspettavate che, in questo film, questa cosa venisse confermata, in modo che nessuno potesse appellarsi alla cosiddetta “morte dell’autore”, ovvero la perdita di autorità del creatore di un’opera quando questi non inserisce un’unica e chiara chiave di lettura all’interno dell’opera stessa, lasciando quindi al lettore la possibilità di sceglierne l’interpretazione.

A quanto pare, però, ciò non avverrà. David Yates ha dichiarato che non si farà riferimento alla sessualità di Silente, quindi non si farà riferimento al suo innamoramento nei confronti di Grindelwald. Ed io non capisco perché la Rowling non si sia ribellata, dato che i personaggi sono suoi, così come la sceneggiatura. Spero davvero che anche lei non si sia piegata alla legge del marketing, non facendo questa mossa perché potrebbe allontanare da questa nuova serie tutti quelli che non amano l’omosessualità perché sì. Motivazioni molto logiche (inserire ironia).

Spero davvero che questa scelta sia stata fatta solo perché in questo film sarebbe inutile ai fini della trama, magari perché Silente e Grindelwald non interagiranno ancora sufficientemente. Spero che si tratti di un rimandare al prossimo film. Lo spero vivamente.

Ma io so che volete che io parli di Grindelwald. Io lo so che volete che io parli di Johnny Depp. E lo farò, lo giuro.

Vorrei però che, intanto, leggiate l’articolo del nostro Gaetano, @Peterparker, al riguardo, che trovate QUI.

Allora, allora, allora. Questo è un tema un po’ caldo e delicato.

Cominciamo da quello che non mi convince di questo Gellert, ed è innanzitutto l’aspetto. Prima di tutto, appare un po’ troppo vecchio per avere la stessa età di Albus; d’accordo, Depp è effettivamente più grande di Law, ma il cinema fa miracoli. Il punto è che pare davvero invecchiato in questo film, con la barbetta incolta e spelacchiata, la faccia smorta e scavata. Certo, possiamo interpretare ciò come una pazzia interiore che si manifesta sull’esteriorità, e sinceramente penso che l’intento sia effettivamente questo.

Però quei capelli ossigenati no. Ecco, no. D’accordo, in generale Johnny, parlando solo di aspetto fisico, è quanto di più lontano ci sia dal mio immaginario di Grindelwald. Johnny è un sacco mediterraneo, ha questo aspetto sbarazzino e un po’ gitano, cose che non ho mai associato a Gellert. Per esempio, a mio modestissimo parere, avrei voluto dannatamente vedere Mads Mikkelsen nel ruolo di Grindelwald. Per me, sarebbe stato perfetto, sicuramente da un punto di vista fisico, e penso anche come performance.

Ma a proposito di performance… possiamo criticare quella di Depp senza averla effettivamente vista? Su, nel primo film è apparso due minuti, non possiamo basarci su questo. Penso che la maggior parte delle persone si stia basando sulle performance precedenti a questo ruolo, in particolare le più recenti.

E lo so, è capitato che qualche personaggio fosse molto simile a Jack Sparrow (ad esempio Tonto in The Lone Ranger), ma personalmente non credo sia effettivamente colpa di Depp. Anche perché io vorrei ricordare che questo attore ha interpretato ruoli decisamente differenti da Jack Sparrow, dal suo esordio in The Nightmare on Elm Street a Edward Mani di Forbice, al Cappellaio Matto e tanti altri personaggi in cui ha portato sul grande schermo performance magistrali ed accattivanti.

Quindi, dal punto di vista interpretativo, voglio dare fiducia a Johnny, nonostante d’aspetto proprio non mi convinca.

Ma non è tutto. Probabilmente molti di voi, come me, avranno sviluppato un’antipatia nei confronti di questo attore dopo il caso con l’ex moglie Amber Heard. Di pancia mi verrebbe voglia di boicottare ogni suo film, ma pensandoci, non sarebbe giusto, così come è stato scritto da Gaetano. La legge del taglione non funziona e, per quanto mi sia difficile dividere totalmente carriera da vita privata, mettere alla gogna Johnny Depp è sbagliato. Giudicare tutta la sua carriera attoriale negativamente a causa di un crimine privato, non fa di noi persone migliori. Certo, è una cosa da prendere in considerazione, ma non per criticare la sua performance come Grindelwald.

Be’, direi che ho parlato anche troppo. Ditemi, dunque: cosa ne pensate della scelta di Jude Law e Johnny Depp? Avreste preferito qualche altro attore al loro posto?

Ma soprattutto, vi piace Animali Fantastici? Andrete a vederlo?

Natasha Vagnarelli

@BlackWidow

  • Roberto

    Ciao, perdonami, ma siccome ho notato che tu come tante altre persone non ve ne siete accorte di ciò…xD…Se ci si riflette su un attimo il Grindelwald coi capelli lunghi e la barbetta incolta è quello che è ancora imprigionato dal Macusa…Poi quando evaderà ritornerà con cresta e baffo.

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