28 gennaio 2018

L’uomo sul treno, ovvero Liam Neeson in Taken 4

L'uomo sul treno nuovo film con Liam Neeson

Una delle cose peggiori, sia in sala che nella vita, è la delusione delle aspettative (filosofia portami via). Capita spesso. Guardi un trailer, mentre cerchi di levare un pezzo di pop corn incastrato fra i denti, seduto in una delle poltrone del multisala, gradisci e dici ai tuoi amici seduti accanto: “Figo questo, poi ce lo vediamo”. Passa qualche settimana e sei di nuovo lì, a guardare il film “figo” che avevi adocchiato e BOOM! non è figo. Vero, Suicide Squad? Vero, Thor: Ragnarok? Vero, L’uomo sul treno?

Ovviamente l’articolo non contiene nessuno spoiler.
Al massimo qualche traccia di olio di palma, ma niente spoiler, promesso.

 

Il Trailer e le aspettative


Si, so che non potevamo aspettarci moltissimo, non ci erano state fatte grandi promesse. Il trailer di “L’uomo sul treno – The Commuter” però sembrava anticipare un thriller psicologico ricco di plot twist che avrebbero coinvolto direttamente e indirettamente i passeggeri sul treno e soprattutto il protagonista, interpretato da Liam Neeson. Un “Assassinio sull’Orient Express” dei giorni nostri, ambientato nei vagoni di un treno interurbano popolato da pendolari che celano loschi segreti e che infine si rivelino magari tutti stranamente collegati tra loro.

 

E invece qualcosa non va

 

Il film parte con le giuste premesse. Un buon montaggio infatti ci rende partecipi della quotidianità di Michael McCauley, la moglie Karen (Elizabeth McGovern) e il figlio Danny (Dean-Charles Chapman, proprio il nostro Re Tommen, che faticherete a riconoscere causa pubertà fulminante). Michael prende il treno giorno dopo giorno per raggiungere il posto di lavoro, cammina pensieroso e Liam Neeson riesce con l’aiuto delle giuste inquadrature a comunicare una pesante solitudine nonostante sia sempre circondato dalla folla di lavoratori.

Vera Farmiga e Liam Neeson in "L'uomo sul treno"
Joanna e Michael, in un estratto del film.

 

Il film funziona soprattutto quando il personaggio di Joanna entra in scena.
L’interpretazione di Vera Farmiga, la Lorraine Warren della saga di The Conjuring, è intrigante, ci presenta un “villain” credibile ma di cui vogliamo sapere molto di più. E invece niente, sedotti e abbandonati. Joanna se ne va e sentiremo solamente la sua voce attraverso delle telefonate dirette a Michael con le istruzioni del “gioco” in cui viene coinvolto.
Poi boh. Succedono cose.
L’indagine mirata su ogni passeggero sfuma in un susseguirsi di accuse a caso, scazzottate e monologhi un po’ forzati. Veniamo coinvolti in pochissimi retroscena dei pendolari, non riusciamo ad immedesimarci o a provare simpatie e antipatie. E mannaggia la miseria, i riferimenti alla saga di “Taken/Io vi troverò”. Era necessario far parlare Liam Neeson al telefono con sguardo sconvolto mentre la sua famiglia viene minacciata?
Il finale avrebbe dovuto essere un crescendo di ansia e colpi di scena, ma “L’uomo sul Treno” non osa più di tanto. Spiega il necessario, glissa sui burattinai e risolve facilmente le difficoltà di Michael. Fine. E resti seduto sulla stessa poltrona del multisala, pensando a quanto il trailer fosse “figo” mentre hai appena finito un film un po’ con l’amaro in bocca.

 

“L’uomo sul Treno” è da buttare?

 

Ovviamente no. È tutta una questione di gusti, target e possibili alternative da valutare. Ma l’esperienza in sala forse non è necessaria. Se avete voglia di un film con dei tratti thriller ma che coinvolga lo spettatore anche in scene d’azione in cui Neeson, senza ricorrere a controfigure, dà un’ottima prova di saperle dare di santa ragione anche impugnando una chitarra elettrica (non scherzo), allora “L’uomo sul treno” non vi deluderà.

Liam Neeson interpreta Michael McCauley
Michael McCauley che sbrocca durante il film.

 

E non ha deluso chi ha prodotto ed ha investito sul progetto.
Il film, abbastanza economico rispetto al resto dei prodotti di Hollywood, ha ottenuto un ottimo risultato al box office americano e continua ad ottenere consensi anche nella prima settimana dall’uscita italiana.

Speriamo che le capacità di Liam Neeson lo coinvolgano più avanti in prodotti sempre migliori e che gli scollino di dosso il personaggio di Bryan Mills (protagonista di Taken), lo allontanino dal tramutarsi in Bruce Willis e lo portino a una maturità più elegante.
Ci si becca la prossima domenica, pischelli!

Gaetano Sinatra
@PeterParker

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