1 novembre 2018

Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni: La Recensione

Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni: Top o Flop?

 

 

Salve a tutti cinefili maniaci, benvenuti nell’angolo delle recensioni di Natasha!

Oggi parleremo di un film appena sfornato, caldo come una pagnotta appena uscita dal forno, film uscito nelle sale italiane proprio ieri e che la vostra Natasha ha visto proprio ieri: Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni, alla regia Lasse Hallström e Joe Johnston e prodotto dalla The Mark Gordon Company ma soprattutto dalla notissima e sempre nei nostri cuori Walt Disney Pictures.

Ammetto che, per questo film, avevo grandi aspettative come molti dubbi e perplessità. Di adattamenti su pellicola del balletto di Tchaikovsky, tratto anch’esso dal racconto Lo Schiaccianoci e il Re dei Topi di Hoffman ce ne sono stati, e forse uno dei più fedeli è quello di Barbie, e lascio a voi le conclusioni.
Le mie aspettative erano dovute principalmente al cast, in cui spiccano nomi come Morgan Freeman, Keira Knightley ed Ellen Mirren, dai costumi e dalle ambientazioni viste nel trailer e soprattutto dal mio volere così tanto un nuovo riadattamento cinematografico della fiaba. Ma proprio da questo punto partivano anche i miei dubbi: per quanto ami la favola originale ed il balletto, le cui musiche sono assolutamente sublimi, so che è molto difficile poterci trarre un film che sia effettivamente fedele: il materiale, in fondo, è ben poco. Come tutte le fiabe, il racconto è breve, e farci un film di almeno un’ora e mezza è piuttosto difficile; stessa cosa per il balletto, forse ancora più scarno a livello narrativo: è normale, dunque, aggiungere e cambiare qualcosa, ma il mio timore era proprio riguardo alla quantità e alla qualità delle aggiunte e dei cambiamenti.
Il mio verdetto finale? Lo saprete alla fine della recensione.
Non preoccupatevi, manterrò la recensione NO SPOILER, in modo da non rovinarvi la visione del film.

Clara (Mackenzie Foy) è addolorata, insieme al padre, fratello e sorella, dalla recente morte della madre, Marie. La sera della Vigilia di Natale, prima di andare alla festa del padrino Drosselmeyer (Morgan Freeman), il padre dà a ciascuno dei figli un dono da parte della defunta Marie. Clara riceve una scatola a forma di uovo costruita proprio dal padrino, con una serratura impossibile da forzare, e senza la chiave.
Alla cena di Natale, al momento di ricevere i doni, Clara segue un filo con il proprio nome sopra, che l’avrebbe condotta al proprio dono, ovvero la chiave dell’uovo. Seguendo il filo, tuttavia, si ritrova in un luogo innevato, un luogo che decisamente non è più la casa del padrino. La chiave le viene rubata da un topo e, per seguirlo, si ritroverà in un luogo incantato, un luogo composto da quattro regni: il regno dei fiori, dei fiocchi di neve, il regno dei dolci ed il misterioso e pericoloso quarto regno. Ogni regno è governato da un reggente, tra cui la dolce Fata Confetto (Keira Knightley). I tre regni gioiosi sono in guerra con il quarto regno, governato dalla dispotica e traditrice Madre Cicogna (Ellen Mirren) e Clara, scopertasi Principessa dei regni, in quanto sua madre Marie era la regina, nonché creatrice, di quel luogo, dovrà sconfiggere la tiranna, aiutata da un Capitano Schiaccianoci (Jayden Fowora-Knight).

Dalla trama, potete vedere già da voi quanto la storia narrata sia decisamente, decisamente distante dal racconto originale. Ma davvero, davvero distante. Non che sia necessariamente una brutta cosa, capitemi, però ci sono molte cose che mi hanno fatto storcere il naso e che probabilmente hanno fatto lo stesso effetto anche a voi.
Prima di tutto, la base, ciò che fa partire tutta la storia: Clara non riceve in dono lo Schiaccianoci. E proprio questo schiaccianoci, nonostante sia nel titolo del film, ha un ruolo secondario, e completamente differente da quello originale. Non è un principe trasformato, nulla di tutto ciò. Clara lo incontra nei Quattro Regni e dice solo: “Oh, un soldato schiaccianoci!”. Ecco come facciamo a capire che è lui ad essere Lo Schiaccianoci. Fine. Non è uno spoiler, perché questa cosa viene chiarita nella primissima parte del film, risolta subito. Niente di più, niente di meno.
Poi, Clara è già principessa. Non lo diventa, come nella storia, è già principessa, perché la madre Marie era la regina. Su questo, ho dato io una piccola interpretazione: le figure di Clara e Marie sono spesso comparate fra di loro, e ho pensato che Marie sia Maria, nome della protagonista della fiaba di Hoffman, che nel balletto è poi diventata Clara. Forse, dunque, l’intento del film è mostrare che il balletto e la storia siano in realtà due vicende differenti, una successiva all’altra. Allo stesso tempo, però, le vicende si mischiano, dato che nel balletto all’interno del film, viene mostrata la storia di Marie, ed è più simile al balletto che alla storia originale, e dello Schiaccianoci non vi è traccia.
Insomma, la mia è un’idea, che però non viene mai effettivamente snocciolata, né confermata o smentita. Ditemi magari voi cosa ne pensate.
Altro punto che mi ha fatto un po’ storcere il naso è lo spostamento del villain dal Re (e Regina) dei Topi a Madre Cicogna. Il Quarto Regno, il Regno dei Divertimenti, non esiste né nella storia originale, né nel balletto, ed Ellen Mirren avrebbe potuto benissimo interpretare la Regina dei Topi senza creare un personaggio nuovo. Più che altro perché si tratta di un cattivo storico, il riconoscibilissimo cattivo dello Schiaccianoci, i Topi.
Altre cose che non ho gradito particolarmente, sono stati i richiami ad altri due film Disney live action, ovvero Alice in Wonderland e Le Cronache di Narnia. Insomma, Clara paladina che deve salvare il regno è pari pari ad Alice, così come l’entrata nel regno innevato mi ha fatto pensare che, da un momento all’altro, spuntasse Aslan, così a buffo.

A livello di intreccio, questi sono stati i problemi. C’è però un altro punto, un altro grande, grandissimo punto che crea problemi, secondo me.
I personaggi. A parte l’estetica, di cui parleremo dopo, non c’è nulla che li caratterizzi più di tanto, se non comportamenti un po’ da macchietta. Le motivazioni del villain (e qui non farò alcuno spoiler, vedrete da voi) sono mal spiegate, raffazzonate, così come i protagonisti sono abbastanza piatti. Anche Clara, a cui hanno cercato di dare caratteristiche geniali, di ragazza indipendente e anticonformista, alla fine diventa stereotipo di un abbattimento di stereotipo: per mostrare un personaggio femminile forte, non c’è bisogno di dirlo. Non bisogna puntare il dito urlando “LEI ABBATTE GLI STEREOTIPI!”, mostratelo e basta, e magari mostratelo in modo diverso dal solito non volersi vestire elegante, ballare, ecc. Anche perché si rischia di creare una sorta di discriminazione opposta, facendo capire che volersi vestire elegante, ballare ecc. fa di una donna una persona frivola e sciocca. E ciò è estremamente sbagliato, poiché non esistono donne di serie A o donne di serie B.

Ok, ho distrutto abbastanza questo film, è tempo di tirarlo un po’ su, perché delle note positive ci sono.
Sicuramente, nonostante i personaggi un po’ banali, gli attori fanno del loro meglio e, tra tutti, ho amato la Knightley un po’ sotto effetto di droghe. Sarà che, per me, quella donna è assolutamente magnetica, e in ogni ruolo cattura l’attenzione. Così come Ellen Mirren, il cui look da bambola rotta è splendido.
In generale, i costumi, gli effetti speciali, le ambientazioni sono molto belle. Sembra effettivamente tutto uscito da un balletto, ogni design è difficile da dimenticare, anche quello dei personaggi che hanno una o due battute. Le musiche sono splendide, anche perché attingono in gran parte, fortunatamente, a quelle scritte da Tchaikovsky, che sono sempre deliziose per l’udito.
Una delle mie scene preferite, poi, se non la mia preferita, è quella del balletto, dove si racconta la storia di Marie. Una storia dentro la storia, una splendida ballerina, coreografia spettacolare e scenografia pazzesca. Come vedere a teatro il balletto, seppur ridotto.

Insomma, questo film ha punti deboli, parecchi punti deboli, domande senza risposta e cambiamenti inutili, ma ha anche punti di forza, peccato che questi non rientrino nella trama, ma nel contorno.
Consiglierei o no questo film? Ni. Non è sicuramente orrendo, e vederlo al cinema sicuramente amplifica la bellezza fotografica e dei costumi, ma non aspettatevi una trama rivoluzionaria. Non è un film avvincente, ma guardandolo non risulta noioso, il tempo passa in modo gradevole e, nonostante le delusioni che la trama suscita, non lascia addosso quella sensazione di frustrazione che rende la visione insopportabile. Vi è comunque un’aria magica che aleggia in tutta la pellicola e che comunque incolla allo schermo e fa sorridere.
Se volete immergervi in belle atmosfere senza però dover impegnare troppo la mente, questo è un buon film per farlo.

 

 

Natasha Vagnarelli

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