20 luglio 2018

Le Bizzarre Avventure di JoJo: Vento Aureo – La recensione del primo episodio

Quattro chiacchiere su Vento Aureo

 

 

Salve a tutti cinefili maniaci, benvenuti nell’angolo delle recensioni di Natasha!

Ah, sono fremente di scrivere questo articolo. Non vedevo l’ora e, purtroppo, a causa di vari fattori ho dovuto ritardarne la scrittura e l’uscita. Ma eccomi qui, pronta -anzi, prontissima!- a tuffarmi in questa recensione che spero di rendere il più concisa possibile. Perché so che rischierei di parlarne per ore, ore ed ore.

Sì, lo so, sto costruendo un’attesa inutile, dato che avete tutti visto il titolo, ma concedetemi questo piccolo momento di hype.

Per voi recensirò per voi il primissimo episodio, trasmesso in anteprima mondiale il 5 luglio in Giappone, della quinta serie de Le Bizzarre Avventure di JoJo: Vento Aureo.

…D’accordo, forse sono un poco partita in quarta, pensando che tutti conoscano questa serie. Facciamo un piccolo passo indietro.

Manga di successo di Hirohiko Araki, Le Bizzarre Avventure di JoJo è un’opera semi-antologica: divisa in parti, ognuna di esse ha il proprio protagonista, la propria ambientazione e la propria storia, anche se tutte sono collegate da un’unico filone, ovvero le vicende legate alla famiglia Joestar. Senza contare i vari spin-off, light novel ecc ecc, le parti sono queste:

  • Parte 1: Phantom Blood

  • Parte 2: Battle Tendency

  • Parte 3: Stardust Crusaders

  • Parte 4: Diamond is Unbreakable

  • Parte 5: Vento Aureo

  • Parte 6: Stone Ocean

  • Parte 7: Steel Ball Run

  • Parte 8: JoJolion

Le ultime due, in realtà, non vanno sotto il nome di Le Bizzarre Avventure di JoJo. Perché le ultime sono a sé stanti? Non ve lo posso dire, se no vi farei spoiler, ed è l’ultima cosa che voglio.

Di tutte queste serie, è probabile che abbiate visto/sentito parlare prevalentemente di Stardust Crusaders, dato che è la più famosa, e di cui era stata anche fatto una serie di OAV tra il 1993 ed il 2003. Perché è così famosa? Perché introduce l’elemento chiave di JoJo che no, non sono le pose, per quanto tutti noi le amiamo, ma gli Stand, il potere iconico dei personaggi della serie, ovvero manifestazioni spirituali della persona con determinati poteri.

Dal 2012, la David Production ha deciso di trasmettere l’anime di questo cult, e le parti che sono state trasmesse sono state dalla 1 alla 4. E tutti noi fan eravamo così in attesa di poter vedere la quinta parte, ma la David non diceva nulla, niente di niente, se non buttarci addosso episodi speciali con protagonista Rohan Kishibe (self-insert, circa, di Araki stesso).

Volevamo di più, e finalmente, in poco tempo, siamo stati accontentati. Vento Aureo sarà trasmesso a partire da ottobre 2018, e l’anteprima del primo episodio è stata il 5 luglio, come detto prima. Non disperatevi, potrete trovare la serie sottotitolata in italiano sicuramente su Crunchyroll o VVVVID (io vi consiglio il secondo emittente).

Ma perché tutti aspettavano in modo così trepidante Vento Aureo? Be’, i motivi sono molteplici. Questa serie, prima di tutto, ha ambientazione tutta italiana, e per noi e per i giapponesi tanto amanti del Bel Paese, non può che essere qualcosa di meraviglioso. Seconda cosa, Vento Aureo si libera molto delle componenti slice of life che caratterizzavano la quarta seria, momenti divertenti ma che spezzavano un po’ la suspance creata dallo splendido villain Yoshikage Kira. Vento Aureo è una sorta di Stardust Crusaders 2.0: una lotta contro il tempo, nemici su nemici, battaglie, strategie, ma decisamente migliorata rispetto alla terza parte. E vi spiego subito i motivi, almeno, i miei motivi.

I personaggi sono decisamente più caratterizzati rispetto a quelli di SC, i poteri Stand sono più raffinati, più originali e più simbolici (specialmente nel caso dello Stand del protagonista), e poi il JoJo della serie, anzi, il GioGio, in questo caso.

Protagonista di Vento Aureo è infatti Giorno Giovanna, figlio nientemeno che di Dio Brando (e non sto a spiegarvi chi sia, ma sappiate solo che è il supervillain, il cattivone supremo, la nemesi dei Joestar), un quindicenne dal passato difficile e con il sogno di ripulire la criminalità organizzata italiana. Voi cosa facevate a quindici anni?

Vento Aureo ha una natura dicotomica, come ce l’ha Giorno: divertente in alcuni punti, triste in altri, con emozioni a perdifiato e momenti di riflessione. Giorno stesso è dicotomico: giovane, ma dallo sguardo maturo e tagliente, con il potere di creare la vita ma allo stesso tempo di infliggere colpi mortali.

D’accordo, direi che ho fatto un bel preambolo. Direi che è il caso di buttarci nel vivo della serie animata. Diamo, prima di tutto, un’occhiata ai doppiatori dei personaggi principali:

  • Giorno Giovanna: Kensho Ono (doppiatore di Kuroko in Kuroko no Basket e di Harry Potter nell’omonima saga cinematografica)

  • Bruno Bucciarati: Yuichi Nakamura (doppiatore di Tomoya in Clannad e di Gray in Fairy Tail)

  • Pannacotta Fugo: Junya Enoki (doppiatore di Takai e Takeru in Digimon Adventure 1)

  • Narancia Ghirga: Daiki Yamashita (doppiatore di Izuku Midoriya in Boku no Hero Academia)

  • Guido Mista: Kosuke Toriumi (doppiatore di Asaki in Tokyo Ghoul)

  • Leone Abbacchio: Junichi Suwabe (doppiatore di Daiki Aomine in Kurono no Basket)

Di tutti i personaggi, nel primo episodio, possiamo sentire solo le voci di Giorno e Bruno, e secondo me sono perfetti. Assolutamente perfetti. Dell’interpretazione degli altri non posso ancora dire, ma su carta mi sembrano accoppiate perfette, in particolare Yamashita per Narancia.

Il primo episodio di Vento Aureo copre circa i primi quattro/cinque capitoli del manga, e secondo me è una buona tempistica. Hanno introdotto molto bene Giorno, rendendolo estremamente magnetico (e la scelta di vestirlo di rosa anziché di blu non si è dimostrata fallace, incredibilmente) come deve essere. Ci sono stati vari rifermenti alle serie precedenti che hanno fatto urlare i fan nella sala di proiezione (e me a casa) e hanno introdotto il più importante tra gli altri protagonisti, ovvero Bruno. Ho adorato ogni singolo frame.

Molto saggia la scelta di modificare nuovamente lo stile grafico dei personaggi, rendendolo una via di mezzo tra i tratti marcatissimi del primo tratto di Araki e delle prime tre serie animate e tra quelli più dolci della quarta serie animata, che avevano fatto un po’ storcere il naso ai fan. Credo che come stile sia molto simile a quello usato da Araki stesso nella versione cartacea di Vento Aureo, ed io ho assolutamente apprezzato la scelta.

Ancora non si hanno informazioni sull’opening e sull’ending, è stato mandato solo un intro, e spero con tutto il mio cuore che la serie abbia almeno una delle due OST in italiano. Insomma, avevano usato una lirica italiana per Battle Tendency, direi che una seria ambientata in Italia merita minimo l’ending in italiano. Così come l’introduzione alla premiere è stata in italiano.

Vi dico di recuperare l’episodio e di rimanere sintonizzati sia su violetta.rocks sia su VVVVID o Crunchyroll, perché dovete guardare questa serie, dovete, fatevi del bene, sia perché sicuramente ne parlerò ancora.

Vento Aureo ha appena iniziato a tirare.

Natasha Vagnarelli

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