CINEMA

Se la strada potesse parlare: tra amore e razzismo

Se la strada potesse parlare é un bellissimo “ballo”diviso tra l’amore che ti porta in aria e il resto del mondo che ti respinge coi piedi a terra proprio quando sta per incominciare la tua canzone preferita.

Infatti, il nuovo film di Barry Jenkins (vincitore del premio Oscar per Moonlight) ci narra la storia di Tish e Fonny, due ragazzi afroamericani in procinto di sposarsi, il quale destino viene spezzato quando Fonny verrà accusato ingiustamente di stupro da una donna portoricana.

Come se non bastasse, Tish é incinta, ma la sua più grande fortuna é quella di avere una famiglia solida alle spalle che é pronta ad aiutarla con il bambino e soprattutto a lottare per la scarcerazione del ragazzo.

Ed é proprio questa unione e questa voglia di lottare senza piangersi addosso, e l’amore che c’é tra i due protagonisti, che trasforma il film in un filo d’oro che rischia di spezzarsi più volte, ma che pur essendo colpito da innumerevoli vibrazioni d’odio non lo fa mai.

Perché “Se la strada potesse parlare” ne avrebbe di cose da dire…

 

SE LA STRADA POTESSE PARLARE DIREBBE: “AMORE”

Scena tratta da Se la strada potesse parlare
Scena tratta da Se la strada potesse parlare

 

Durante il film vediamo spesso Tish e Fonny camminare mano per la mano per la strada, baciarsi, urlare di gioia ed avere perché no, anche paura.

Ed in qualche maniera, é proprio la strada che loro percorrono insieme a dividerli, per colpa di uno “scherzo” di cattivo gusto che in questo caso non colpisce soltanto l’afroamericano, ma anche il sudamericano le donne e la vittima dello stupro.

Questo ci ricorda quanto il razzismo prenda il colore della vittima che gli é più convenevole in quel momento, sa infierire in base a dove si trova, allo stato, al genere, e si annida nelle persone che hanno più paura.

E in tutto questo dove sta l’amore?

Beh, in quei bellissimi istanti di questi due ragazzi che sono talmente innamorati da vedere solo quello.

 

SE LA STRADA POTESSE PARLARE DIREBBE: “REGINA KING”

Regina King nel film
Regina King nel film

 

Il film di Barry Jenkins é candidato a ben tre premi Oscar, che comprende anche la statuetta come miglior attrice non protagonista a Regina King.

Qui, vediamo quest’attrice americana vittoriosa di diversi Emmy, diventare una madre protettiva a tutti gli effetti ma senza sopraffare.

Siamo abituati a vedere nei film le donne afroamericane che smanettano e che sgranano gli occhi come pazze, come se fossero messe li per farci ridere, invece qui Regina King che interpreta la madre di Tish ci ricorda quanto anche senza urlare, senza prendere a schiaffi nessuno, ma portandosi dentro una grande forza che vibra senza farti esplodere, si può tirare fuori una performance che arriva dritta al cuore della gente perché é vera e non forzata.

(Ma non dico da Oscar perché l’ultima volta che l’ho detto un paio di persone sono rimaste a mani vuote)

Quindi, forza Regina King, che con questo nome nell’anno dellaFavoritava di lusso!

Alla prossima, 

Ilaria Ricci

 

 

 

 

 

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