6 gennaio 2018

Kevin Spacey è il DIAVOLO e Christopher Plummer l’ACQUASANTA? – FEUD #1

Plummer VERSUS Spacey

C’è ancora una scena con il diabolico Kevin Spacey

Ridley Scott ha fatto di tutto per sbarazzarsi di ogni traccia del diavolo, ma non ci è riuscito. Una scena che vedrebbe Kevin Spacey di quinta in un deserto era troppo costosa per essere girata di nuovo. E così è rimasta. Di cosa stiamo parlando?

 

Ma di Tutti i Soldi del Mondo di Ridley Scott

E tutti i soldi del mondo non sono bastati a nascondere sotto il tappeto una faccenda scottante come il ciclone di accuse che nell’ultimo anno ha travolto Kevin Spacey. Ricordate, no? Weinstein e compagnia bella. Culi palpati, proposte indecenti, liaison scomode. Un marciume che ricorda alla lontana LA Confidential. Film che, per altro, vede come protagonista Kevin Spacey. Che sia rimasto intrappolato in quell’universo narrativo? O che soffra della sindrome di Stendhal? Quella per cui ci si immedesima a tal punto con un’opera d’arte da non riuscire più a distinguere la finzione dalla realtà. E Asia Argento, coinvolta pure lei in questa torbida faccenda (ma nel ruolo della vittima), ha recitato ne La sindrome di Stendhal di Argento senior. Tutto torna.

Soldi ben Spacey?

Ok, magari tutti i soldi del mondo sarebbero bastati, ma i dieci milioni di dollari di cachet che la produzione ha dovuto sborsare per permettere a Christopher Plummer di reinterpretare il personaggio di John Getty non sono stati sufficienti a grattare via l’effige di Spacey dalle ventidue scene che lo vedevano presente. Evidentemente la produzione temeva un danno economico maggiore di una decina di milioni di dollari, quale un boicottaggio di massa della pellicola costata complessivamente 50 milioni.

Sono serviti, per lo meno, a ripagare lo sforzo immane dell’ottantanovenne Christopher Plummer. Ritmo serrato di 18 ore di riprese al giorno. L’attore stacanovista ha anche rinunciato alla possibilità di visionare il girato con Spacey.

Non fa bene a nessun attore basarsi su una performance di altri. Quando prendi un ruolo a teatro è meglio non subire alcun tipo di influenza esterna. Sei tu che devi dare vita a quel ruolo. Non ho visto nemmeno il trailer con Kevin Spacey.

– Christopher Plummer

Meglio Spacey che green screen

La scena incriminata sarebbe costata troppo alla produzione a causa della location: un deserto. Si sarebbe potuto ovviare al problema con un green screen o chroma key. Parliamo della tecnica per cui si posiziona un telo verde dietro agli attori e in fase di montaggio lo si “buca” per fare posto all’ambiente ricreato digitalmente. Ma Ridley Scott ha preferito lasciare la quinta (le spalle) di Kevin Spacey piuttosto di accettare un compromesso che puzzava di “poraccio”.
Così Spacey lascia la sua impronta in una produzione che ha fatto di tutto per scacciarlo.

Lo sentite il suo ghigno mefistofelico?

PLOT

La pellicola parla del rapimento del nipote del ricchissimo John Getty per mano della ‘Ndrangheta.
Il solito film – potreste pensare – su una famiglia disperata che fa di tutto per riavere indietro il proprio caro. E visto che parliamo dell’uomo più ricco del mondo, dovrebbe filare tutto liscio.
E invece no. Il miliardario Getty decide di NON pagare il riscatto.

Il film è nelle sale da ieri. A fare compagnia a Christopher Plummer, già in odore di oscar per la sua stoica dedizione, ci pensano Mark Wahlberg e Michelle Williams.

Noi ci salutiamo nella nostra solita maniera: con una calda stretta di mano e la promessa di rivederci sabato prossimo. E se tutto va per il verso giusto, avremo una chicca per i Golden Globes.
E non aggiungo altro.

Saluti da @TonyStark, il vostro Roberto Lunelio di fiducia.

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