4 gennaio 2018

Junji Ito Collection: l’anime horror che non potete perdere

Salve a tutti cinefili maniaci, benvenuti all’angolo dei consigli di Natasha!

… Diamine, ogni volta ‘sto benedetto angolo cambia; stavolta è “dei consigli”, perché è una via di mezzo tra articolo e recensione– ok, non sapevo come iniziare, lo ammetto. Quindi, tuffiamoci direttamente nell’argomento della settimana!

A gennaio uscirà un anime, un anime del quale avevo un bisogno estremo, un anime che probabilmente diverrà uno dei miei preferiti del 2018.

In Giappone, e poco dopo sulla piattaforma di streaming Crunchyroll, uscirà Junji Ito Collection.

Io so che alcuni di voi staranno saltando dalla gioia nel leggere ciò, mentre altri avranno alzato un sopracciglio, in modo molto perplesso. Ed io sono qui apposta per estinguere ogni vostro dubbio!

Junji Ito Collection sarà una serie di episodi autoconclusivi sui lavori presenti nella collana Junji Ito Masterpiece Collection e nella più recente antologia Fragments of Horror.

… Forse siete ancora un po’ confusi. Bene, partiamo dal principio: chi è Junji Ito?

Junji Ito è un mangaka, un mangaka horror. Anzi. Io mi azzarderei a dire che Junji Ito è IL mangaka horror. Voglio quindi addentrarmi nel parlare delle sue opere per farvi comprendere cosa potete aspettarvi da questa nuova serie anime.

Facciamo prima, però, un piccolo passo indietro, parlando prima di tutto di come è concepito il genere horror in Giappone. Importante dire quanto questo sia estremamente antico: se in Occidente la letteratura dell’orrore è nata con Il Castello di Otranto del 1764, nella cultura nipponica essa è nata nel Periodo Edo, che inizia nel 1603. La tradizione horror giapponese, oltre ad essere molto antica, si distacca da quella più mainstream poiché estremamente legata al folclore e alla religione locale, rendendo a volte difficile per noi cogliere tutti i dettagli.

Il J-Horror (così viene chiamato l’horror giapponese) si concentra molto sull’atmosfera, sull’angoscia di tipo psicologico e soprattutto sulla suggestione, sull’emozione che l’orrore stesso provoca. Difficilmente troverete spiegazioni, nel J-Horror: rimarrete perplessi, confusi, vorrete risposte ma allo stesso tempo preferirete non sapere nulla, godendovi quella sospensione nell’angoscia. Per poter capire meglio di cosa parlo, vi consiglio la serie anime Yami Shibai, i cui episodi durano pochi minuti e raccontano piccole storie horror in perfetto stile giapponese.

Ora, però, veniamo a Junji Ito.

Potrei scrivere davvero tanto su questo autore, ma cercherò di contenermi, ve lo prometto. Oltre alle antologie che ho citato sopra, vi consiglio assolutamente la lettura di Tomie, la sua opera prima, Hellstar Remina e Uzumaki, il mio preferito in assoluto. Non mi dilungherò troppo su ogni singola storia, ma analizzerò gli elementi che rendono i lavori di Junji Ito dei capolavori (per quanto riguarda Tomie, se volete, potete leggere QUI una mia vecchia riflessione).

fonte: https://en.wikipedia.org/wiki/Tomie

 

Vi ho consigliato la lettura di queste opere, ma vi avverto: non sono facili da leggere, e non solo per i temi trattati, ma anche per lo stile: Junji Ito utilizza uno stile semplice e grottesco, linee definite e neri opprimenti, e tutto ciò può far male agli occhi, quasi letteralmente. Da questo punto di vista, forse, la serie anime potrà essere d’aiuto con i colori e le animazioni fluide.

fonte: https://twitter.com/realgdt/status/648117433593655296

 

Per quanto riguarda cosa effettivamente ci sia in queste storie… be’. Be’.

Le opere di Junji Ito sono puro orrore, e ve lo dice una che si ritrova spesso insoddisfatta dalla letteratura/cinematografia horror.

Junji Ito tratta temi psicologicamente disturbanti, e per farlo si avvale anche di immagini disturbanti; queste, tuttavia, non sono mai fini a se stesse: nelle sue opere non troverete mai schizzi di sangue a caso, o mostruosità senza senso. La violenza visiva è il tocco finale che rende l’atmosfera opprimente ancora più terrorizzante.

E ogni storia parte da eventi o da concetti banali, di tutti i giorni.

Uzumaki per me è l’apoteosi di ciò: tutto ruota attorno ad una forma, alla spirale. Un’idea assurda, quasi, che pare non possa portare da nessuna parte, ma che vi assicuro vi rimarrà impressa nella mente per sempre.

Io i capitoli Zanzare e Cordone ombelicale ancora li sogno la notte.

fonte: https://en.wikipedia.org/wiki/Uzumakiù

 

E oltre ai concetti che fanno partire le storie, anche i temi trattati li viviamo tutti i giorni: gelosia, invidia, paura dell’ignoto, bellezza e morte.

Ora, però, parliamo della serie.

… Non si sa nulla. Sul serio, non sto scherzando. Abbiamo un trailer, è vero, ma non saranno annunciati i titoli degli episodi, in modo da sorprendere lo spettatore ogni volta. Anzi, non è nemmeno detto che le storie mostrate nel trailer verranno davvero trattate.

Ditemi voi se tutto ciò non è assolutamente geniale.

Cosa possiamo aspettarci, però? Come detto prima, l’animazione e i colori, in un certo modo, potrebbero smorzare la tanto iconica atmosfera opprimente dei fumetti, però i suoi e le musiche potrebbero colmare questa lacuna. Sono abbastanza sicura che non ci saranno censure, e che la violenza visiva accompagnerà quella psicologica.

Se amate l’horror, io credo che non possiate perdervi questa serie; sono sicura che rimarrete sorpresi e che vorrete a quel punto leggere ogni cosa scritta e disegnata da Junji Ito.

Conoscevate questo autore? Avete mai letto qualcosa di suo? Guarderete questa serie? Fatemelo sapere in un commento!

Natasha Vagnarelli

@BlackWidow

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