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Jim Carrey, da mito a zero?

Jim Carrey

Se vi chiedo di pensare a uno degli artisti più versatili e folli, a un attore che vi fa generosamente ridere solo con la mimica facciale e le movenze articolate, molto probabilmente concorderete nel dire che Jim Carrey è la risposta più adatta. Ma se vi chiedessi invece qual è stata la sua ultima interpretazione che possiate considerare iconica tanto quanto Bruce Nolan in “Una Settimana da Dio” o “Il Grinch” sicuramente la vostra risposta non andrà oltre il 2004, quando Carrey con il suo Conte Olaf in “Lemony Snicket – Una serie di sfortunati eventi” rappresenta un difficile rivale per Neil Patrick Harris che ha il compito di impersonare lo stesso personaggio nel riadattamento Netflix.

La verità è che Jim Carrey ha perso colpi.

O meglio, la sua “icona” ha perso colpi. Lo smalto che contraddistingueva l’attore comico più pagato al mondo durante i suoi anni migliori, la sua faccia modellabile come Play-Doh, sono pian piano state sostituite da una spenta malinconia e dagli anni che sono piombati tutti d’un colpo su un artista davvero controverso.

La scintilla che ha infiammato l’opinione pubblica sull’uomo che si cela dietro “The Mask – Da zero a mito” è partita l’8 settembre quando alla New York Fashion Week, durante la festa dell’Harper’s Bazaar dedicata alle “ICONS”, la giornalista Catt Sadler di “E! News” si è imbattuta in un enigmatico Jim Carrey (lintervista è piuttosto imbarazzante) che ha affermato di trovarsi a quella festa perché alla ricerca dell’evento più inutile che potesse trovare. Gelo. Catt, per esperienza, non demorde e sdrammatizza, facendo notare a Jim quanto ci siano “Icone” che tutti possano seguire come esempio, che lui stesso era vestito bene per l’occasione e che era, in fondo, anche lui una di quelle icone. Ma l’attore ha risposto fermamente che tutto quello che li circondava non esistesse, che le personalità di quelle icone non contassero e che la realtà è molto più profonda e va oltre la finzione e i travestimenti.

Jim Carrey e Catt Sadler
La strana intervista di Jim Carrey alla New York Fashion Week

 

Da qui Twitter, Facebook, Youtube hanno ripreso a bersagliare il tema della sanità morale e addirittura mentale dell’artista, che dopo due anni deve ancora affrontare il tragico suicidio della ex-fidanzata Cathriona White e le accuse che ne derivano, reputandolo responsabile e prossimo al tribunale. Carrey si sta così lentamente liberando della sua parte comica e più pop, sferra attacchi aperti al pubblico e alla sua stessa credibilità ma paradossalmente (o volutamente!?) sta facendo parlare di se.

Sebbene sia momentaneamente assente dai grandi schermi, l’artista canadese sarà protagonista infatti di un documentario targato (machevelodicoaffare) Netflix, ovvero “Jim & Andy: The Great Beyond” che mostrerà il processo creativo che ha portato Carrey ad interpretare il comico Andy Kaufman nel film “Man on the Moon”, (disponibile dal 17 Novembre).

E noi fan, amiamo di più l’uomo o la maschera?

The Mask - Da Zero a Mito
Jim Carrey in The Mask (1994)

 

La risposta è complessa da dare e bisognerebbe metterci nei panni di una personalità complessa, che ha da sempre combattuto la sua personale battaglia alla figura del classico attore hollywoodiano ma che allo stesso tempo ha superato momenti difficili e crolli di certezze. Perché nella vita ci sono molte cose che dai per certo ma che alla fine non sono certe neanche quelle. Come quando capisci che in “The Mask” in realtà dice “Sfumeggiante” e non “Spumeggiante” (doppiatori confermano). Beh, traumi.

Ma su con la vita, se volete ancora saziare la vostra fame da cinema, curiosità e gossip il sito è tutto per voi e restate pure sintonizzati per le prossime notizie dal mondo di Hollywood e non solo… “e casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte!”. Questa era scontata?

Gaetano Sinatra
@PeterParker

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