23 novembre 2018

Intervista a Caleel: Da “La Caduta dello Zentir” a “I Crimini di Grindelwald”

Adrian Rednic, La Caduta dello Zentir, I Rinnegati di Arest, Intervista Caleel

 

È passato già un anno dai nostri piccoli primi passi. Eppure eccoci ancora qui a sperimentare nuove idee, una tra tutte le interviste. Certo, non possiamo ancora chiedere aneddoti divertenti a Ryan Reynolds per il suo “Detective Pikachu“, ma ci arriveremo. Oggi, direttamente da YouTube scambieremo quattro chiacchere con uno dei migliori elementi della community italiana che tratta di fantasy, cinema e serie Tv: Adrian R. Rednic, in arte Caleel. A soli  21 anni ha presentato al Lucca Comics & Games, e poi al resto d’Italia, il suo primo romanzo fantasy, “La Caduta dello Zentir“, primo capitolo della saga “I rinnegati di Arest“. Contattare una persona così disponibile come Adrian è stato davvero facile e grazie al supporto di Fanucci Editore questo è quello che ne è venuto fuori.

 

Gaetano: Caro Adrian, intanto ringrazio te e Fanucci Editore per la cinquantesima volta per questa possibilità. Per la nostra redazione è davvero un piacere iniziare a collaborare con altre realtà del web. Ma iniziamo un po’ con le classiche domande di rito: Per chi non dovesse seguirti su Youtube e non conoscesse la “lore” del tuo canale, di preciso di cosa ti occupi?

Adrian: Ciao a te e ai lettori di violetta.rocks, il piacere è tutto mio!
Ricordo che qualcuno un paio di anni fa, nel descrivere il mio canale, avesse detto che io mi occupassi di “argomentazione letterario-cinematografica”, termine che mi era piaciuto molto perché mi faceva quasi sembrare una persona seria. In realtà sono solo un geek con una grande passione per le storie fantastiche, molte delle quali mi hanno accompagnato durante la mia crescita. Essenzialmente porto approfondimenti e curiosità sulle saghe come Harry Potter, Game of Thrones, Il Signore degli Anelli, Star Wars, e chi ne ha più ne metta.

 

Intervista a Caleel, Intervista a Adrian Rednic

 

G: Che effetto ti fa sapere che quello che prima probabilmente era solo un file di testo con mille appunti ora è lì, vicino al Trono di Spade e le Cronache di Narnia?

A: Credo sia una di quelle esperienze impossibili da descrivere in quanto necessitano di essere vissute. È sempre stato il mio sogno nel cassetto da quando ero un ragazzino e mi perdevo tra gli scaffali delle biblioteche e delle librerie. Per me quei luoghi esercitavano un fascino incredibile. Erano, un po’ come avrebbe detto C.S. Lewis, le mie Foreste di Mezzo: una miriade di portali verso altri mondi tutti da scoprire. E spesso pensavo a quanto sarebbe stato incredibile, un giorno, poter sedere in mezzo a quei colossi, e soprattutto permettere a qualcuno di perdersi in un mondo da me creato.
La prima volta che sono entrato in una libreria e ho visto il mio romanzo in mezzo a tutti gli altri mi sono soffermato per un buon quarto d’ora ad osservarlo, un po’ come fa un genitore che guarda il figlioletto dormire tranquillo, pieno di felicità ed orgoglio. Ma chissà cosa avranno pensato i commessi… “Giacomo, credo che quel tizio si sia rotto, vai a controllare un po’”.

 

G: Che consiglio daresti ai tuoi coetanei che covano in segreto il sogno di stringere tra le mani un libro scritto da loro?

A: Beh, anche nella scrittura, così come in ogni altro ambito, serve un esercizio costante. Non bisogna mai partire con l’idea di scrivere subito un romanzo lungo e complicato. Voglio dire, se doveste cominciare a dipingere, non è che partireste con una replica esatta della Gioconda, ma con degli esercizi più semplici e banali. Lo stesso vale per i libri: scrivete, e scrivete tanto! Storie, racconti, piccoli episodi, fate tantissimo esercizio. Le vostre prime opere vi faranno schifo, ed è così che deve essere: bisogna partire dal basso e imparare a trovare il proprio stile e migliorarsi nel tempo.
E per la pubblicazione in realtà non credo ci siano degli assi nella manica. Molti potrebbero pensare che per il semplice fatto che io avessi un certo seguito io abbia trovato editori pronti ad accogliermi a braccia aperte. Niente di più sbagliato. Così come tutti, anche io ho dovuto inviare il mio romanzo a una miriade di case editrici, e molte mi hanno rifiutato, fino a che qualcuno non mi ha detto di sì. Quindi sì, lì bisogna aspettare, e sperare. Perché un po’ di speranza non fa mai male.

 

Adrian R. Rednic Libro, La Caduta dello Zentir

 

G: Se fossi un hater qualunque di bassa categoria probabilmente direi “Ecco, un altro Youtuber che sfrutta il suo pubblico per comprare un suo libro. Anche se il genere è fantasy, probabilmente è copiato da Harry Potter”. Oltre che con una maledizione Cruciatus, come risponderesti?

A: Risponderei dicendo che è un ragionamento che si può applicare ad un “classico libro autobiografico da Youtuber”, ma non ad un romanzo di narrativa. Una persona che mi segue deve comunque essere intrigata dalla storia che sto scrivendo per volersi avvicinare ad essa. Il mio è per la maggior parte un pubblico di lettori agguerriti che sanno riconoscere o meno il valore di una storia, quindi se questa non li intriga, semplicemente si tengono lontani da essa, nonostante l’abbia scritta io. Per mia fortuna nessuno (almeno per ora) ha mai detto che fosse una storia copiata da Harry Potter, anche perché con quella storia non ha praticamente nulla a che fare. Se non si contano le varie citazioni ed easter egg che da bravo nerd ho nascosto in giro, ovviamente.

 

G: “La caduta dello Zentir” è il primo di quello che tu prospetti essere una lunga saga, “I rinnegati di Arest”. Raccontaci un po’ del tuo processo creativo. Come fa un giovane scrittore a far “quadrare i conti” e non restare ingarbugliato nelle sue stesse trame?

A: Far quadrare tutto è in effetti la difficoltà più grande di tutte, nonché la maggior fonte di ansie e preoccupazioni. Quando mi è arrivato il visto-stampa, ovvero la versione definitiva del libro da essere approvata per essere stampata, mi è partito il treno del “oddio, e se ho sbagliato qualcosa? Se ho lasciato qualche buco di trama? Ma ho infilato tutti i collegamenti necessari per il sesto o il settimo libro?!”.
Ritengo che per fare funzionare ogni cosa sia assolutamente necessario avere pagine e pagine di appunti da poter consultare. In questi giorni ho iniziato a lavorare al secondo volume, e sono partito proprio dal stilare degli appunti per ogni cosa: schede dei personaggi con la loro descrizione e la loro storia, mappe dei nuovi ambienti che verranno introdotti così che possa seguire al meglio gli spostamenti di ognuno, liste delle creature e dei mostri magici a cui poter attingere con i loro punti di forza e le loro debolezze ecc.
Rende il tutto molto più facile e scorrevole, perché nel momento in cui hai bisogno di qualcosa puoi semplicemente aprire il tuo “archivio” e prendere quello che più si addice alla situazione, senza perdere tempo a dover inventare qualcosa partendo da zero.

 

Adrian Rednic, La Caduta dello Zentir, Intervista Caleel

 

G: A noi “giovini” viene sempre più inculcata l’idea che ci siamo giocati il cervello con internet e i social, anche se ultimamente le varie fiere del fumetto e il web più in generale sono strapieni di autori di libri e fumetti. Non è che in realtà un po’ ci siamo stancati degli schermi e stiamo provando a fare inversione?

A: Al contrario, secondo me gli schermi ed internet hanno permesso a molti “estranei” di avvicinarsi ai libri e ai fumetti quando inizialmente non l’avrebbero mai pensato possibile. Io l’ho visto succedere in prima persona in questi ultimi anni, in quanto moltissimi mi hanno detto di essere stati spinti a leggere di più e a recuperarsi i libri di questa o quella saga proprio per il modo in cui ne avevo parlato bene nei miei video.
Inoltre in questi ultimi anni la “cultura nerd/geek” ha cominciato a prendere piede in una maniera incredibile. Se fino ad una decina di anni fa era una cosa molto di nicchia, con l’avvento di internet e del fenomeno sempre crescete delle serie tv sempre più persone hanno cominciato ad appassionarsi a quelle storie che molti di noi hanno seguito fin dall’infanzia. Un esempio fra tutti Game of Thrones. La saga letteraria va avanti da quasi 30 anni, ma la maggior parte delle persone (io compreso) l’ha scoperta e ci si è avvicinata proprio grazie alla serie tv della HBO.

 

G: C’è già in progetto un secondo capitolo? Hai già in mente il titolo o è ancora tutto top secret?

A: Come accennato anche prima i lavori del secondo capitolo sono già iniziati. Ci vorrà un bel po’ di tempo, quindi meglio cominciare subito! Ho già un titolo in mente, ma è ancora provvisorio. Tuttavia non posso ancora rivelarlo, in quanto farei spoiler sia per il primo volume che per il secondo!

 

G: Scenario pazzesco, Netflix o HBO ti offrono la possibilità di realizzare una serie basata sulla saga de “I rinnegati di Arest” con budget infiniti. Ci sono registi o attori che hai sempre ritenuto perfetti per questo tuo universo?

A: Ammetto che non mi dispiacerebbe avere i fratelli Duffer alla regia, ho adorato il modo in cui in Stranger Things  hanno legato la quotidianità dei personaggi al mondo paranormale, pur mantenendo il tono leggero e ironico dei ragazzi. Credo che la loro visione si sposerebbe alla perfezione con la mia.
Per quanto riguarda gli attori, in tutta onestà, per i quattro protagonisti preferirei che venissero scelti dei volti poco conosciuti o emergenti. Proprio per mantenere il concetto che volevo passare anche nel libro del fatto che loro fossero quattro ragazzi qualunque.
Ammetto tuttavia che vedrei molto bene un burbero Robert De Niro nei panni del vecchio e scontroso bibliotecario, Montgomery, e Alan Rickman sarebbe stato assolutamente perfetto nel dare la voce al gatto Bastet.

 

Una delle copertine dei video di Caleel.

 

G: Ora perdonami ma per “deformazione professionale” voglio farti almeno una domanda sul mondo del cinema. Senza alcuno spoiler, come pensi che la saga di “Animali Fantastici” si riprenderà dopo il finale piuttosto scombussolante de “I Crimini di Grindelwald”?

A: Questa è una bella domanda, sarà davvero molto duro per loro riuscire a riconquistare la fiducia del pubblico. Il mondo di Harry Potter è sempre stato a cuore a noi fan, e abbiamo sempre adorato ogni singola cosa. Ma negli ultimi anni, prima con La Maledizione dell’Erede e adesso con questo secondo capitolo della saga di Animali Fantastici, ci siamo sentiti un po’ “traditi” dalla Rowling rispetto alla qualità a cui ci aveva abituato. Tuttavia credo che sia ancora presto per parlare, ci toccherà aspettare la fine di questa saga per poter trarre le somme.

 

È stato un piacere tartassare Adrian di domande, anche se ne avrei molte altre da chiedere. Non mi resta che fargli tantissimi auguri per “La caduta dello Zentir” e per le altre storie a cui sicuramente darà vita!
E voi? Avete letto già “La Caduta dello Zentir”?

 

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Gaetano Sinatra

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