24 ottobre 2018

Hill House è uno dei migliori prodotti Netflix! – (No spoiler)

The Haunting of Hill House

Netflix ce l’ha fatta. Hill House (o The Haunting of Hill House, in english) è sicuramente uno degli ultimi prodotti Netflix più ben accolti dalla critica e dal pubblico. Senza essere per niente attesa. La serie horror ha infatti conquistato in pochi giorni il consenso di moltissimi fan che, stupiti, oltre al genere horror hanno avuto modo di assaporare un ottimo family drama dalle tinte thriller. Netflix, a quanto pare, sta iniziando veramente a diversificare quanto di più i suoi prodotti, non solo puntando tutti i suoi sforzi sulle più commerciali Elite, Riverdale e compagnia adolescente, ma anche sfornando serie dalla grande qualità stilistica e attoriale. Un percorso che sicuramente porterà l’utente medio ad avere piena fiducia nel marchio rosso e che non lascerà facilmente il servizio, anche quando a minacciarlo ci saranno imperi ben più imponenti (*coff* Disney *coff*).
Hill House ha davvero salvato la credibilità della piattaforma!

 

 

L’eterna Hill House

È sicuramente difficile raggiungere un buon risultato con una serie horror. Il pericolo è spesso quello di non ricevere il giusto numero di spettatori a causa di forti scene non alla portata di tutti o di svendere la propria anima scadendo nel ridicolo (vero American Horror Story?). Il regista Mike Flanagan (Il terrore del silenzio, Ouija – L’origine del male, Il gioco di Gerald), che ha curato l’intero progetto, ha preso tutte queste preoccupazioni e le ha messe da parte senza esitare. L’horror c’è e non si risparmia, valica il puro terrore e diventa metafora di una difficile condizione familiare, martoriata prima dalla malattia mentale e poi dal lutto.

Nell and the Bent-Neck Lady
Nell e ‘La Signora dal Collo Storto’

 

Il tema della casa infestata non è nuovo o originale, sia chiaro. The Haunting of Hill House nasce proprio come rifacimento largamente ispirato all’omonimo romanzo del ‘59 di Shirley Jackson (Shirley è anche il nome di una delle protagoniste non a caso) da cui sono nati ben due prodotti cinematografici, uno nel ’63 e il più recente nel ’99, con Owen Wilson, Liam Neeson e Catherine Zeta Jones (ma che fine ha fatto lei? Boh).

 

Non chiamatelo ‘Remake’

Ma Hill House aggiunge molto di più alla storia originale. I protagonisti vengono pian piano messi a nudo, desiderosi di andare avanti con le loro vite ma incapaci di arrestare gli effetti della maledizione che li segue come un’ombra. Ed il cast non poteva che essere più adatto per questo percorso evolutivo. Menzione d’onore a Carla Gugino (Liv), che passa dall’essere una madre solare ad un anima tormentata dalle allucinazioni con un semplice sguardo, e a Victoria Pedretti (Nell) che debutta a livello internazionale davvero con stile. Per non parlare dei giovanissimi attori che hanno interpretato i protagonisti della serie da piccoli. Finalmente degli attori che infrangono gli stereotipi sui bambini negli horror, sapendo persino gestire interi monologhi.

Hill House, Haunting of Hill House
Fonte: The Inquisitr

 

Linearità? Causa-Effetto? No, grazie. Hill House possiede uno stile narrativo tutto suo, presentandosi come un caotico puzzle a cui spesso lo spettatore dovrà provare a dare un ordine prima che ci pensi il finale. Le scene senza risposta vengono introdotte sin dalla prima puntata e il costante alternarsi di due e più linee temporali, tra passato e presente, chiariranno le scelte e le conseguenze che queste portano. Nulla è lasciato al caso, dai personaggi secondari alla scenografia che li circonda, dai jumpascares ben pensati agli easter eggs.  Per non parlare di alcuni lunghi piani sequenza che lasciano a bocca aperta chi ama la tecnica.

Hill House Stephen King
A Stephen King piace:”HILL HOUSE, rivista e rimodellata da Mike Flanagan. Non che mi interessi di questo tipo di rivisitazioni, ma è ottima. Un lavoro geniale, davvero. Shirley Jackson avrebbe approvato, ma chi può saperlo.”

 

Non lasciatevi quindi scappare l’occasione di testimoniare a una delle migliori scelte stilistiche della piattaforma. Soffocate le vostre paure e accendete la luce se serve, perché alla fine dieci puntate vi saranno sembrate poche e sentirete quasi la mancanza dell’infestata Hill House.

 

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Gaetano Sinatra

 

 

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