CINEMA

GLASS | Recensione (NO SPOILER)

Salve buongiorno e benvenuti io sono Violetta e questo è un nuovo articolo recensione. È uscito il 17 Gennaio in tutte le sale cinematografiche Glass, corssover e anche sequel dei due thriller diretti dal regista M. Night Shymalan, Unbreakable e Split. (Per la recensione video clicca QUI).

Nella prima parte di questa recensione NON farò spoiler così che possiate leggerla tutti, vi avvertirò quando inizierà la parte spoiler da guardare dopo la visione del film. In questo caso più che negli altri è molto importante che se non avete ancora visto la pellicola non guardiate la parte spoiler, perchè l’impianto del film è quello del thriller perciò ci sono dei colpi di scena che conoscendoli prima vi rovinerebbero la sorpresa nella visione. Vi avviso però che do per scontato, trattandosi di un terzo capitolo, che abbiate visto almeno Unbreakable e Split, film di cui parlerò liberamente.

IL PERCORSO CREATIVO TRAVAGLIATO DI SHYAMALAN

(Il Regista M. Night Shyamalan)

Cominciamo con la parte no spoiler. Vi dico subito che per me Glass non è promosso, ma non è neanche bocciato, diciamo che è rimandato. Era il 2000 (quasi vent’anni) fa quando uscì in sala Unbreakable uno tra i primissimi film di Shyamalan come regista, era l’inizio del periodo d’oro di questo brillante e visionario artista, con la capacità di sorprendere grazie ai plot twist nelle sue storie, con la capacità di narrare racconti semplici e al tempo stesso incredibili. Erano gli anni de Il Sesto Senso, di Signs di The Village. Poi per qualche anno sembrò che Shyamalan avesse già raccontato tutto ciò che aveva da dire, sembrò che avesse perso lo smalto iniziale a causa di pellicole come Lady In The Water, L’Ultimo Dominatore dell’Aria e After Earth, ma ci sbagliavamo perchè nel 2015 torna alla ribalta con un thriller dalle tinte horror semplicemente geniale: The Visit. Ne ho parlato in QUESTO VIDEO.  L’anno dopo nel 2016 Shymalan ci sorprende anche di più con Split, film in cui si racconta di un uomo affetto da DDI (disturbo dissociativo di identità) e che ha in sé ben 23 personalità. Alla fine della pellicola, che personalmente a me piacque moltissimo, c’è un cameo di Bruce Willis nel ruolo che interpretò in Unbreakable e in quel momento ci siamo quasi tutti fatti due calcoli e abbiamo capito cosa stesse accadendo. Io non so se l’idea per Split e poi Glass fosse stata nella mente di Shymalan già ai tempi di Unbreakable o se gli sia venuta osservando l’ascesa gloriosa dei cinecomics, ma la trovo brillante. Partendo da un film realizzato in tempi non sospetti, un pezzetto alla volta sta costruendo il suo personale universo cinematografico super-eroistico in chiave “realistica” ovvero partendo dall’idea che il fumetto sia testimonianza e documentazione tramandata di capacità speciali sopite negli esseri umani con il passare del tempo e che ad esempio qualcuno corrispondente al profilo di un disturbo di personalità non abbia una malattia ma un dono.

IL CAST

Torna James McAvoy nei panni di Kevin Wendell Crumb, l’uomo con 23 personalità più una (la Bestia), ma tornano anche Samuel L. Jackson nel ruolo di Elijah Price, l’Uomo di Vetro e Bruce Willis in quello di David Dunn, la guardia di sicurezza protagonista di Unbreakable. Torna anche Anya Taylor-Joy ovvero Casey Cook, una delle ragazze rapite dall’Orda in Split e infine ultimo grandissimo ritorno quello del figliolo di David Dunn, Spencer Treat Clark, che nel 2000 era un bimbetto di 13 anni e oggi è un giovanottone di 32. Non hanno cambiato attore. Poi ci sono anche la magnifica Sarah Paulson nel ruolo di una psichiatra, la dottoressa Staples e poi c’è anche Luke Kirby che non so se ve lo ricordate, ma lui  nel 2003 fece una commedia LGBT davvero carina che ho visto più di una volta e si chiama Mambo Italiano. Lui era il figlio di una famiglia italiana immigrata in Canada che deve affrontare il coming out con i suoi genitori dalla mentalità particolarmente chiusa. Se vi capita ve la consiglio. È apprezzabile il modo in cui cerca di sdrammatizzate un’evento che per moltissime persone è stato un punto di non ritorno che ha purtroppo ingiustamente rovinato il rapporti con i propri familiari. 

L’IMPOSTAZIONE DEL FILM

In Glass Shyamalan gioca con le dinamiche classiche delle storie di supereroi, applicandole a un contesto che percepiamo più “realistico” se vogliamo, rispetto a quello a cui siamo abituati nei cinecomic classici, come ad esempio il villain che è la mente e a sua volta controlla il villain che è il braccio contro l’eroe che ha il compito di salvare la città. In Split la psichiatra del personaggio di McAvoy (che ha innumerevoli personalità e quindi non potendo elencare i nomi di tutti ogni volta lo chiameremo direttamente l’Orda, come viene chiamato nel film), sosteneva e credeva nell’ipotesi che una mente dissociata potesse sviluppare capacità e debolezze diverse riuscendo letteralmente a cambiare la chimica del proprio corpo. Prendiamo ad esempio Jade una delle personalità che soffre di diabete oppure Patricia che ha un’identità di genere differente o ancora Dennis che soffre di germofobia e di un disturbo ossessivo compulsivo o Barry che ha le capacità artistiche di uno stilista o infine la Bestia che piega il metallo e sopravvive ai colpi di fucile. Quello che era un dubbio, durante lo svolgimento del racconto, ci viene confermato come realtà. In Glass invece la dottoressa Staple, fa l’esatto opposto ovvero cerca di smantellare ciò che è stato costruito in Split e quindi inizia a dare delle spiegazioni logiche ai fatti incredibili che riguardano l’Orda, David Dunn ed Elijah Price, sostenendo fondamentalmente che siano tre matti. Il film in qualche modo riesce a stare a galla, perchè ha alcune trovate davvero brillanti e vi consiglio di andare a vederlo nonostante io non sia rimasta particolarmente entusiasta, però non mi è affatto dispiaciuto. Per gusto personale ho preferito prima Split e poi Unbreakable. Split per me è stato il massimo in questa trilogia. Il livello di tensione, la curiosità che suscita, la bravura di McAvoy in stand-alone, l’idea che c’è dietro e il colpo di scena finale, lo rendono il mio capitolo preferito, ma devo dire che anche il plot twist di Glass è piuttosto sorprendente e la regia è interessante.

NON VI PIACERA’ SE…

VI ASPETTATE UN FILM STAND ALONE SU MR. GLASS

Potreste rimanere delusi se vi aspettate un film stand-alone su Elijah Price, perchè nonostante il film si chiami Glass e quindi suggerisca questa ipotesi, non lo è. Rimane un film più corale e che tra i tre, lascia più spazio all’Orda. Per capirci Elijah Price è molto più presente ed influente in Unbreakable e anche molto più affascinante e più “villain”. Ma è un discorso che vale anche per gli altri due protagonisti. Erano più efficaci nei capitoli precedenti. Forse ora che non sono più “la novità”, ora che non li dobbiamo più scoprire, hanno perso un po’ di attrattiva? Potrebbe essere questo uno dei motivi.

VI ASPETTATE IL THRILLING DI SPLIT 

Potreste rimanere delusi se vi aspettate il thrilling di Split, perchè è un film che vi accorgerete verso la fine essere più come una lenta e strategica partita a scacchi che la corsa contro il tempo che suggeriscono dall’inizio.

VI PIACCIONO I CLASSICI DI SHYAMALAN

In generale se vi piacciono i classici di Shymalan potreste apprezzarlo meno di quanto vorreste. In ogni caso, va visto con un’attenzione molto alta perchè è pieno di dettagli che apparentemente vi sembreranno strani, in alcuni casi quasi illogici ma poi ve li dovrete ricordare per ricollegarli tutti nel gran finale che dovendo raccontarci come si concludono in questa pellicola le storyline dei tre protagonisti e presentarci anche qualcos’altro di nuovo, non è un colpo di scena e chiusura film, ma è un finale più spalmato che va a risistemare per bene tutti i libri nello scaffale in ordine alfabetico prendendosi i suoi tempi in modo quasi teatrale.

VI PIACERA’ SE…

AMATE I FILM TEATRALI

A tratti ho avuto l’impressione che Shymalan in alcune scene volesse ricostruire l’atmosfera di un palcoscenico a teatro. Ci sono alcune sequenze, come quella della stanza rosa o i tre momenti separati dedicati a tutti e tre i protagonisti sul finale, che sanno quasi più di teatro che di cinema. Lo capite per il linguaggio, per le pause tra le battute, per i mini monologhi messi in ordine, per il personaggio della Staples decisamente il più teatrale di tutti. Non sono sicura sia una scelta coerente in uno urban movie fantastico, ma a me non è dispiaciuto più di tanto visto e considerato il plot twist. 

LA FOTOGRAFIA PARLA

La fotografia è molto ricercata, non solo elegante, ma anche comunicativa, vi racconta il film in modo subliminale, tenetela d’occhio. I colori neon mescolati a quelli pastello e a inquadrature particolarmente regolari e simmetriche in contrapposizione ad alcune più stranianti, suggeriscono l’idea di sfogliare un fumetto in pellicola. Inoltre ci sono colori che accompagnano in modo quasi didascalico i protagonisti non casualmente, ma hanno un significato preciso. Il verde è il colore di David Dunn perché come dice lo stesso regista “È fisiologicamente associato alle proprietà positive della vita: David è il protettore della vita”. L’ocra per l’Orda è stato scelto perché “È un colore associato alle cerimonie religiose hindu e buddiste e il suo abito ospedaliero ricorda quello di un monaco”. Shyamalan ha anche affermato “Io vedo la Bestia come un evangelista” quindi come qualcuno che dedica la sua vita a rendere consapevoli gli altri di un nuovo credo. Infine il viola per Elijah Price perché “È associato alla nobiltà una qualità maestosa, visto che il personaggio vede se stesso come importante, superiore agli altri, come il protagonista di un fumetto”.

PLOT TWIST ED EPILOGO FUNZIONANO? 

Mi è piaciuto il plot twist e mi è piaciuto l’epilogo dopo il plot twist. Ne parlo in modo esplicito nella parte spoiler, ma ora posso dirvi che se non amate gli “spiegoni” di un quarto d’ora dove c’è un personaggio che si mette lì e racconta tutta la storia, questo finale potrebbe piacervi perché è abbastanza asciutto e non vengono dette moltissime cose, ma più che altro il resto si cerca di mostrarle. Io non sono a sfavore degli “spiegoni” quando fatti bene, ma devo dire che apprezzo molto anche quest’altra variante. L’epilogo invece ci fa sottintendere che potrebbe tranquillamente concludersi qui questa trilogia, ma forse anche no. Diciamo che eventualmente la porta aperta se la sono lasciata. Tutto dipenderà da come andrà il film al botteghino è chiaro. Quindi mi raccomando andate a vederlo perché io un altro sequel me lo vedrei.

MCAVOY SPINTO AL LIMITE

Mi è piaciuta molto l’interpretazione di McAvoy, anche se ho avuto l’impressione che essendo tipo il “pezzo forte”, ovvero essendo stato in Split un personaggio che ha entusiasmato parecchio il pubblico e di cui abbiamo amato l’interpretazione appunto, Shyamalan abbia deciso di giocarselo per bene, conseguenza di dargli parecchio spazio e mi sta benissimo, ma in alcuni frangenti sembra più messo a fare uno show, alcune gag le ho trovate carine, altre le avrei evitate per mantenere più credibile il personaggio. Se in Split per quanto in parte ti affezioni all’Orda, lo trovi comunque giustamente disturbante, qui il tratto disturbante diventa quasi macchiettistico ma non è un problema di recitazione secondo me, perchè l’abbiamo già visto in SPLIT McAvoy, bensì di scrittura. Saltano fuori nuove personalità e quella di Edwig diventa quasi la linea comica se così si può dire, del film. Va bene, tutti ci siamo affezionati a Edwig, ma mi sarebbe piaciuto un po’ meno. Ho trovato che tutto questo abbia nel complesso tolto un po’ di forza al personaggio. Comunque amo quando Patricia prende la luce. McAvoy è fantastico quando fa Patricia. La bestia invece mi aveva convinto di più in SPLIT. Già comunque devo dirlo anche in SPLIT era un po’ al limite come resa, qui mi ha convinto un po’ meno, si vede anche che in alcune inquadrature viene ricostruita in digitale, cosa che di per sè non è il massimo. Shymalan a volte ce l’ha sta cosa. In alcuni dei suoi film è molto misurato, in altri, soprattutto quando deve rappresentare qualcosa di disturbante a volte rischia di stare proprio sulla linea di confine tra disturbante e trash. Qui in alcune scene si è avvicinato molto, senza caderci, ma qualcosina è proprio borderline

*SPOILER ALERT*

COSA FUNZIONA E COSA NO. 

SPARAFLASHARE L’ORDA.

Shyamalan spesso ha delle intuizioni che io trovo davvero brillanti. Da Split sappiamo che l’Orda è composta da tante personalità e sappiamo che ognuna di loro quando si manifesta afferma di aver “preso la luce”. Bello, ci piace quest’espressione. In Glass, Shyamalan ha deciso che la dottoressa Staples riesce a far cambiare personalità all’Orda grazie a un sistema di lampi di luce. Figata. È una trovata che mi è piaciuta molto. Non ho idea se è più fantastica che realistica, immagino più la prima, ma ci sta ed è credibile nell’universo creato da Shyamalan e soprattutto è direttamente collegata al concetto di “prendere la luce”. Però per quanto possa essere un’idea vincente, trovo che in alcuni momenti se ne abusi. Nella scena in cui l’infermiere Daryl inizia a “sparaflashare” l’Orda, una volta, ci sta, due, ok è affascinato, è curioso, ma ad un certo punto sembra che stia facendo zapping in tv. Mi è sembrata una cosa scritta per far fare lo show a McAvoy perché sai che al pubblico piace vederlo, tra l’altro hanno aggiunto nuove personalità per alzare ancora di più la posta. Forzatino perché è un attimo e da disturbante diventa una pagliacciata.

IL FIGLIO DI DAVID INSICURO, MA NON TROPPO. 

Mi è piaciuta molto l’idea di includere il figlio di David Dunn cresciuto e sospetto che se andranno avanti avrà ancora più rilevanza. Un po’ buttato il fatto che dopo anni di fede cieca nelle capacità del padre, la Staples riesca a far vacillare la sua convinzione, ma poi la cosa non viene approfondita e la fiducia nel padre torna come se non avesse mai traballato.

CASEY COOK CHE INTENZIONI HAI? 

Ritroviamo anche il personaggio di Casey che ha fatto rinchiudere lo zio pedofilo e ora vive in una casa famiglia. Casey è l’unica che riesce a riportare Kevin, la personalità originaria dell’Orda, alla Luce, ma non ho amato le troppe gag con Edwig e non mi è piaciuta nella scena finale mentre l’Orda sta morendo. Viste le premesse non capisco perché reagisce in maniera tanto tiepida al fatto che hanno ucciso l’Orda proprio perchè lei è riuscita a far riaffiorare Kevin. Sembra quasi che lo volesse anche lei che fosse ucciso. Da una parte è una volontà che potrei comprendere se provi dei violenti sentimenti di odio verso il tuo aggressore nonché assassino delle tue compagne di classe, ma dall’altra in questa pellicola le la presentano come se avesse un legame molto profondo con alcune personalità dell’Orda e inoltre aiuta il figlio di Dunn e la madre di Elijah a diffondere i video delle capacità di Dunn e le Bestia. Insomma non è il comportamento di una che lo vuole morto. Non so. Non ho capito bene se è stata una questione di recitazione o di scrittura. Lei mi è sembrata più una complice consapevole e non ho ben chiaro perché.

LA MAGICA APPARIZIONE DEL COSTUME DI MR. GLASS

Bello, anzi bellissimo il costume di Mr. Glass, ma chiuso dentro a un manicomio per 20 anni no, dove diavolo d’un diavolaccio l’ha preso? C’erano anche le iniziali M (Mister) e G (Glass) ricamate sul cravattino. Dai. Quando se l’è fatto fare l’abito su misura di satin viola scusate?

MCAVOY L’INFERMIERE INVISIBILE 

Poi un’altra cosa, io personalmente quando l’Orda si carica in carrozzina Glass per la fuga, l’avrei camuffato in maniera più convincente. Probabilmente gli avrei fatto indossare gli abiti dell’infermiere Daryl stecchito, perchè si vede che è un uomo palestrato con una divisa da infermiera e un fazzoletto in testa. Come è possibile che il tipo della Security lo fa passare senza neanche un dubbio?

COSA NE PENSO DEL FINALE 

Quando prima parlavo di teatralità oltre alla scena nella stanza rosa, parlavo del finale. Ogni protagonista ha una scena dedicata alla sua morte. David e Elijah hanno un dialogo con la perfida Staples ed Elijah e l’Orda e sempre Elijah hanno anche dei piccoli monologhi di chiusura. La teatralità dell’uscita di scena del personaggio è un grande cliché del cinema e sembra quasi che Shyamalan ci abbia giocato, sottolineandola. Addirittura molto teatrale, ma forse troppo fittizio, il fatto che quando la Staples di avvicina ad Elijah in punto di morte con la scusa di controllare come stia, la madre di lui, si allontani funzionalmente al fatto di lasciar dire indisturbata alla Staples la verità su di lei.

A me, che l’Orda sia morta è dispiaciuto tantissimo. Era un personaggio troppo fico. Se continueranno la saga, sarà davvero difficile creare un personaggio altrettanto fico. Era geniale.

Non mi è dispiaciuto il colpo di scena sulla morte del padre di Kevin, ci stava. Sono rimasta sinceramente sorpresa del fatto che la Staples fosse la burattinaia del teatrino e questa organizzazione segreta i cui membri hanno un trifoglio tatuato sul polso, mi ha incuriosita molto. Questo gruppo di controllo elimina buoni e cattivi, basta che non ci siano personaggi scomodi o che possono destabilizzare la società più di tanto. Interessante. Sarebbe interessante vedere come continua il discorso.

COSA NE PENSO DELL’EPILOGO

Mi è piaciuto molto l’epilogo della diffusione in rete delle immagini per innescare un risveglio delle coscienze. È una cosa un po’ alla V per Vendetta e tanti altri, ma con tematiche diverse. Usare la comunicazione di massa per far rimbalzare ovunque un’informazione e ricordare alle persone che diffondere la conoscenza e di conseguenza la consapevolezza è una grande arma verso il risveglio e la rivoluzione. Certo, per carità, poi nel mondo reale a colpi de bufale se risvegliano pure movimenti come quello dei terrapiattisti, però diciamo che Shyamalan ci ha voluto dare una visione di un uso positivo dello strumento. Il caro vecchio l’unione fa la forza. A volte ci dimentichiamo della potenza collettiva che può avere un gruppo più o meno grande di persone e tendiamo ad isolarci nelle nostre vite, a volte no e in questo anche l’internet fa la sua parte a volte nel bene a volte nel male.

Bene amici cari questo era tutto quello che avevo da dirvi per oggi sul film. Sono curiosissima di sapere invece cosa ne pensate voi. Le cose che vi sono piaciute, quelle che non vi hanno convinto, insomma tutto. Al prossimo articolo.

V.

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