26 aprile 2018

First Impression: The Alienist

The Alienist: Impressione a caldo!

 

 

Salve a tutti cinefili maniaci, benvenuti nell’angolo degli articoli di Natasha!

Oggi facciamo qualcosa di un po’ diverso: una piccola prima impressione sul primo episodio di una serie. Non sarà una vera e propria recensione, ma una serie di riflessioni e di idee in seguito alla visione solo del primo episodio.
E di quale serie parliamo, oggi? The Alienist, produzione Netflix!

Per una recensione vera e propria di questa serie, vi basterà aspettare Mercoledì, con la nostra Arianna alias @ScarlettWitch! Mi raccomando, non perdete il suo video!

Partiamo ora con questa first impression.

Siamo a New York, alla fine dell’800. Su un ponte viene ritrovato il corpo di un ragazzino italiano che si prostituiva in un bordello della città. Il giovane è stato vestito da donna, e brutalmente mutilato.
Di questo efferato delitto viene a conoscenza l’alienista (psicologo ante litteram) Laszlo Kreizler, che manda sulla scena del delitto l’illustratore John Moore, al quale affida il compito di disegnare il corpo del ragazzo. Per l’alienista, il colpevole non è colui che la polizia ha identificato, ma ritiene che l’omicida sia lo stesso coinvolto nel caso di due bambini uccisi pochi anni prima, e mai trovato.
Ad aiutare Moore e Kreizler ci sarà anche Sara Howard, segretaria del commissario Roosevelt, e prima donna a lavorare in polizia.

Allora, della trama non c’è molto da dire per questo primo episodio, dato che è introduttivo, però ci sono molti elementi che hanno reso questo primissimo episodio estremamente interessante.
L’ambientazione è cupa, fredda, i colori grigi, il tutto a creare tensione e ansia, nonché malinconia. Il ritmo della serie è veloce, gli avvenimenti si susseguono in modo ben cadenzato.
I personaggi sono poi un punto di forza: per quanto sia solo il primo episodio, è facile vedere il rapporto un po’ alla Sherlock e Watson tra Kreizler e Moore, il primo più freddo, calcolatore e geniale, il secondo più umano, più timoroso ma comunque deciso a scoprire la verità. Nota di merito a Sara Howard, bella ed intelligente, brava nel suo lavoro, ma sempre preda delle angherie e dei soprusi dei membri della polizia, ma ai quali risponde sempre a testa alta. Un tocco femminista  che ho molto gradito.
Il caso, poi, è estremamente intrigante, e non vi sono remore a far vedere le scene più crude. Rimanda molto a Jack lo Squartatore, ma inserendo l’elemento del travestitismo e quello della efebofilia. Se trattati bene, entrambi possono risultare spunti di riflessione molto interessanti. In più, da una scena, si può intendere che il cannibalismo sia un’altro elemento della serie. Ed io amo quando viene inserito nelle storie con serial killer.
Ultima ma non meno importante, è l’analisi dell’animo umano, le riflessioni psicologiche e filosofiche che concludono l’episodio.

Che dire, questo primo episodio mi ha incuriosito davvero molto. L’ho trovato intrigante e penso che la serie prometta molto molto bene.

Mi raccomando, non perdetevi la recensione di Arianna mercoledì prossimo!

 

Natasha Vagnarelli
@BlackWidow

  • Michela Sanvitti

    Già mi incuriosiva… Ora si più. Lo guarderò.

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