@Natasha

Due o tre parole su Justice League – NO SPOILER

Justice League – Recensione a freddo

 

 

Salve a tutti cinefili maniaci, benvenuti nell’angolo delle recensioni di Natasha!
Lo ammetto, sono un po’ emozionata dal dover parlare di uno dei film del momento, nonché abbastanza terrorizzata; non voglio ricevere raffiche di pomodori virtuali. Parlerò ovviamente delle mie opinioni, ma, come sempre, sarò apertissima al dialogo (costruttivo, grazie, prego) con voi, miei adorabili lettori del giovedì.

Stavolta potete anche stare sereni, perché queste mie parole in croce saranno totalmente spoiler free.
Che dite, iniziamo?

Allora, facciamo come sempre qualche piccola premessa, e la prima fra queste parte dalla dicitura “recensione a freddo”. Sono andatata a vedere Justice League sabato 18 novembre e avrei voluto subito scrivere qualcosa al riguardo. La domenica, infatti, avevo già tutto bello che preparato, ma una volta messa davanti alla cartella bianca mi sono resa conto che, no, non potevo far nulla in quel momento. Avevo ancora troppe emozioni e idee che cozzavano nel mio cervello: qualsiasi cosa avessi tirato fuori, non sarebbe andata bene. Per questo motivo ho deciso di stendere le mie opinioni di Justice League il 23 novembre (voi la vedrete online il 30) ovvero dopo aver fatto passare cinque giorni dalla visione. Un tempo decente, mi pare. Adesso, nella mia testa, è tutto più chiaro e penso di poter scrivere una recensione perlomeno decente.
Seconda premessa. Non parlerò dei fumetti, non li citerò, farò finta che non esistano per concentrarmi solo ed esclusivamente sul film. Dopotutto, Justice League fa parte del DC Cinematic Universe, quindi qualcosa che, sì, prende ispirazione dalla tradizione fumettistica, ma che deve riuscire a stare in piedi da sé.
Oh, stessa cosa per le serie tv DC. Non le nominerò neanche.

Molto bene, ora possiamo passare all’analisi vera e propria. Purtroppo dovrò essere un po’ vaga per evitare di fare spoiler, ma cercherò comunque di proporvi la mia opinione. Partiamo, dunque, con la trama.
… Eh. Partiamo male.
Fermi, fermi, fermi, non sparatemi. Lasciatemi spiegare. La trama di Justice League è molto semplice e lineare, il che non è un male, però leggetela un paio di volte (non ci sono spoiler, è proprio il succo del succo del succo del nocciolo): un cattivo proveniente da un altro mondo vuole conquistare la Terra utilizzando degli oggetti dal potere incredibile. Alcuni eroi decidono di unire le forze per sconfiggere il nemico comune.
Non vi ricorda qualcosa? Proprio niente? Proprio niente nient— AVENGERS.
Signore e signori, questa è la trama di Avengers s-p-i-c-c-i-c-a-t-a. Non hanno neanche provato a fare qualcosa di diverso.
Lo so, lo so; non si può fare molto con un film di supereroi, direte voi, però abbiamo esempi non così lontani (la trilogia del Batman di Nolan, per esempio) di come si possa fare un po’ di più. Certo, anche ne Il Cavaliere Oscuro vi è la solita solfa del cattivo da sconfiggere, però il tutto è condito con approfondimenti psicologici e riflessioni quasi filosofiche. Anche in Justice League avrebbero potuto farlo, hanno messo le basi per potenti introspezioni sull’identità, sull’essere una persona… e le hanno lasciate lì a morire. Molto bene.
In Avengers, almeno, non c’era questa grande pretesa, anche perché ogni personaggio aveva avuto almeno un film per essere presentato a dovere, vero, ma soprattutto perché quello si è voluto fare è stato mettere insieme soggetti carismatici e farli interagire tra di loro. Basta. Forse solo Bruce Banner ha avuto un ruolo più drammatico, ma che, almeno nel primo Avengers, è stato risolto in una maniera che non ha infastidito.
In Justice League avrebbero potuto sfruttare moltissimo Cyborg, che era partito benissimo, per poi perdere gran parte del dramma in dieci secondi, senza una motivazione particolarmente forte.

Visto che abbiamo introdotto Cyborg, direi di parlare degli altri personaggi della Justice League. Anche qui, non potrò essere troppo specifica, ma vedrò di fare il possibile.
E qui potrò divertirmi un po’ di più.
Sicuramente il migliore è Barry Allen, ovvero Flash (Ezra Miller). Di lui abbiamo le maggiori sfaccettature: è comico, insicuro, goffo, eroico. Anche lui poteva essere approfondito di più, soprattutto per quanto riguarda il suo passato, però anche così fa un buon lavoro.

 

Barry Allen/Flash (Ezra Miller)

 

 

Cyborg, alias Victor Stone (Ray Fisher) parte bene, ma si perde. Da tormentato ragazzo che non sa più chi è, diventa un manichino. Meccanico. Non ho la minima idea di cosa sia successo durante la sceneggiatura, però non venitemi a dire che sono bastati due sorrisi di Wonder Woman per farlo cambiare completamente. A proposito, parliamo di lei!

 

Victor Stone/Cyborg (Ray Fisher)

 

 

Allora, qui devo mettermi una mano sul petto, inspirare profondamente e non farmi distrarre da quanto sia meravigliosa Gal Gadot.
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… Ok, ci sono. Dunque, Diana Prince in Justice League spacca i culi, non c’è nulla da dire. La scena della sua presentazione fa fare un death drop alla mascella. Diciamo però che, rispetto a Berry, non ha troppe sfaccettature: è comunque un personaggio tra i meglio riusciti, ma in alcuni momenti è un po’ piatto e la sua evoluzione viene messa leggermente in secondo piano, riducendola ad un’inquadratura ed una frase poco potenti.
Ah, piccola annotazione: io lo so che Gal Gadot è bellissima, però qualche inquadratura di meno al suo deretano potevano farla, eh. Così, per rispetto.

 

Diana Prince/Wonder Woman (Gal Gadot)

Ma a proposito di fanservice… in Justice League c’è Jason Momoa! E sì, non ho detto Aquaman per un motivo ben preciso. Se non fosse per una scena in acqua e per il tridente, io mica l’avrei capito che si trattava di Aquaman. Non penso sia un male costruire un personaggio attorno all’attore che lo interpreta, però in questo caso hanno preso Jason Momoa, hanno cercato di inquadrarlo il più possibile bagnato e a petto nudo, e hanno fatto dire due o tre volte a Batman il suo nome. Basta.
E, per carità, in Justice League Jason Momoa è super carismatico, mi è piaciuto un sacco, ma non mi ha trasmetto Aquaman. Mi ha trasmesso solo Jason Momoa. E, vedasi Gal Gadot, potevano oggettificarlo molto, molto meno.

 

Arthur Curry/Aquaman (Jason Momoa)

Ora c’è la patata bollente, e non ho usato questo modo di dire a casaccio.
Parliamo di Batman. Bruce Wayne. Io lo so che Ben Affleck ce la sta mettendo tutta ad interpretare il suo ruolo, ma a me pare che, come Batman, in particolar modo in Justice League, sia decisamente una patata. È impacciato, poverino, non ha lo stesso carisma da leader che ha Iron Man! È lì che cavalca le montagne manco fosse un personaggio di GoT, ci prova con Diana, indossa il costume, ma proprio non ce la fa!
Anche il pipistrello sul Batcostume non ha voglia di vivere! Se lo guardate bene, è spiaccicato sui pettorali come una frittata senza speranza.
Forse Ben Affleck stava cercando di trasmettere l’incapacità di Batman/Bruce di relazionarsi con gli altri, però più che sembrare chiuso, cupo e misterioso, sembra solo incredibilmente goffo.
Mi spiace, ma è così.

 

Bruce Wayne/Batman (Ben Affleck)

Del cattivo non dico nulla, perché potrei fare spoiler, ma per dirvi quanto è stato carismatico, vi basti sapere che non mi ricordo neanche il nome.
… E poi. Io vorrei parlare di un altro personaggio di Justice League, uno che mantiene la stessa espressione per tutto il film, ma farei davvero un grande spoiler.
Vi do solo un indizio: baffi tolti con la CGI.
Ho detto anche troppo!

Vi stupirò, forse, con questa mia conclusione: Justice League, alla fin fine, mi è piaciuto. O meglio, sono riuscita a godermelo.
Le scene d’azione sono ben fatte, c’è un giusto equilibrio tra serietà e cazzoneria; la trama, per quanto banale, scorre senza particolari intoppi. Il mio consiglio è di andare a vedere Justice League senza troppe pretese. Non fatevi il sangue acido, non ne vale la pena.
Pensate questo: non potrà mai essere peggio di Batman e Robin.

 

Natasha Vagnarelli
@BlackWidow

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