25 marzo 2018

David di Donatello: siamo ridicoli ad imitare gli Oscar?

David di Donatello

Dopo esservi rovinosamente addormentati durante la notte degli Oscar, non mi dite che vi siete persi anche i David di Donatello? La cerimonia tutta italiana è al giorno d’oggi una delle più importanti per la celebrazione e la premiazione dei migliori prodotti italiani nelle sale. Chi non ricorda l’agguerrita battaglia che nell’edizione del 2016 vedeva gareggiare Perfetti Sconosciuti, Lo chiamavano Jeeg Robot, Il Racconto dei Racconti, Youth – La Giovinezza e Non essere cattivo? E l’impatto della conduzione affidata a Cattelan in quell’anno, avevano reso l’evento trasmesso su TV8 abbastanza godibile. Il video d’introduzione dei The Jackal poi è bastato da solo per dar valore all’intera premiazione. Peccato che quest’anno la cerimonia sia stata, come dire, in termini tecnici e professionali, una ciofeca. Regredita semplicemente a una brutta puntata del Festival di Sanremo. Ah, e c’era Steven Spielberg.

(Potete recuperare la puntata cliccando QUI)

 

 

 

Plagio venuto male, malissimo

 

Si sa, gli Oscar sono fra gli eventi più attesi nel mondo dello spettacolo e riscuotono davvero un ottimo successo, anche oltreoceano. Ma perché un evento come i David di Donatello, che quest’anno sono stati “adottati” dalla Rai, deve sforzarsi così tanto per assomigliare a una cerimonia così sostanzialmente differente?
La notte degli Academy Awards è un evento che intrattiene perché nasce, si evolve e lavora con elementi interamente americani. Il conduttore, i dialoghi comici e drammatici, i partecipanti, sono inseriti in un contesto assolutamente a sé stante. Perché in Italia, durante la consegna dei David di Donatello, dobbiamo regalare così tanto spazio a Steven Spielberg e Diane Keaton? Perché le star hanno dovuto per forza indossare delle spillette per denunciare le discriminazioni di genere? Perché dobbiamo essere così politically correct da affidare la conduzione a una persona di colore? Ah ok, quello era Carlo Conti, lasciate stare. Ma il suo “Facciamoci un selfie tutti insieme” a fine serata è stato davvero troppo.

Slefie ai David di Donatello.
Selfie. Selfie ovunque.

 

Il Festival del WTF, ve lo racconto io

 

La serata è iniziata con un monologo un po’ sterile interpretato da Paola Cortellesi, che ha usato le discriminazioni lessicali nei confronti del genere femminile come pretesto per introdurre la riflessione sulla discriminazione. Siano comunque e sempre accolti questi discorsi, ma rinnovarli ogni tanto sarebbe senza ombra di dubbio molto più efficace.
Dopo qualche premiazione iniziale è poi arrivato il turno del “David di Donatello alla carriera” per Stefania Sandrelli, la Meryl Streep de’ noartri. La Sandrelli ha raccontato un po’ della sua vita, ha perso il filo del discorso ed è poi tornata a sedere, probabilmente per ri-assopirsi dopo qualche minuto.
Le premiazioni si sono susseguite fino all’arrivo di nientepopodimeno che Steven Spielberg (qui la Sandrelli sicuro si è svegliata) che ha elogiato il cinema italiano, incoraggiato i giovani registi e ha pure piazzato una bella marchetta di Ready Player One, che non fa mai male. Ma, senza nulla togliere al maestro e ai suoi meravigliosi racconti su Fellini, dopo 10 minuti di intervista, il pubblico si stava per abbioccare generosamente sulla poltrona (soprattutto la Sandrelli).
Ma consegnare il premio speciale a Steven chi mandano? Carramba che sorpresa, Fantaghirò. Ah no, è Monica Bellucci. Non vi sto qui a dire come il discorso della Bellucci mi abbia spinto a considerare l’opzione di martellarmi sulle dita per provare delle emozioni forti.

Premiazione David di Donatello
Steven, Monica e Carlo. Belli, dai. Fonte: http://daviddidonatello.eventolive.it

 

E poi tra alti e bassi. Se l’attenzione si era risvegliata con Frassica, è ripiombata sull’apatia non appena Roberto Bolle ha preso parola per consegnare il premio alla miglior attrice.
Fino a quando non è arrivata lei, la zia brilla e gattara che tutti vorremmo avere alle riunioni di famiglia: Diane Keaton. Diane si propone con uno stile abbastanza originale, tanto da far triggerare tutte le nonne d’Italia con tutti quei crocifissi appesi al collo, come se fosse una sfida alla loro collezione di rosari. Dopo l’intervista di routine (la Sandrelli ce la siamo giocata da un po’ vista l’ora), la consegna del premio al miglior attore, Diane si congeda cantandoci una canzoncina e concludendo con un “Ti amo, mi amore” dedicato al pubblico.

Diane e il suo cappellino. Fonte: http://daviddidonatello.eventolive.it

 

Strana sì, ma le perdoniamo il suo fare “Amerricano”. E poi niente di che fino alla fine, degna di nota solo la battuta di Favino a Carlo Conti, qualcosa che aveva a che fare con “50 sfumature di Beige”.

 

I Vincitori dei David di Donatello

 

Napoli la vera vincitrice del festival. Musa ispiratrice, con i suoi abitanti e la malavita, la città ha un ruolo fondamentale tra le pellicole più acclamate di quest’anno. Anche se forse il premio come miglior film ad Ammore e Malavita può essere sembrato un po’ troppo, l’originalità ha trionfato ed è meglio di niente. Non è di certo La La Land, ma il musical dei Manetti Bros. sembra aver catturato l’Accademia, tanto da meritare il David di Donatello sul gran finale dell’evento. Peccato per The Place che non si è accalappiato neanche un premio e complimentoni a Gatta Cenerentola, il nuovo film d’animazione tutto Made in Italy che sembra aver riscosso un ottimo consenso da parte della critica.

Ecco i premi più importanti:

Migliori Effetti Digitali: Gatta Cenerentola
Miglior Suono: Nico, 1988
Miglior Montatore: A Ciambra
Miglior Scenografo: Napoli Velata
Migliore Musicista:  Ammore e Malavita
Migliore Autore della Fotografia: Napoli Velata
Migliore Sceneggiatura non Originale: Sicilian Ghost Story 
Migliore Sceneggiatura Originale: Nico, 1988
Miglior Attore non Protagonista: Giuliano Montaldo – Tutto quello che vuoi
Miglior Attrice non Protagonista: Claudia Gerini – Ammore e Malavita
Miglior Attore Protagonista: Renato Carpentieri – La Tenerezza
Migliore Attrice Protagonista: Jasmine Trinca – Fortunata
Miglior Regia: Jonas Caprignano – A Ciambra
Miglior Film: Ammore e Malavita

Che dire, potevamo fare di più. La nostra cultura cinematografica ha insegnato tanto alle nuove generazioni di registi e attori. Speriamo in future edizioni più accattivanti!

Ci becchiamo la prossima settimana, cinefili!

 

Gaetano Sinatra

@PeterParker

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