13 ottobre 2018

DA VEDERE AD HALLOWEEN: Film troppo imbarazzanti per fare paura

Inizia la road to Halloween: oggi e per i prossimi due sabati usciranno solo playlist di film riguardanti la notte del 31 ottobre (circa, più o meno, quasi) quella celebre ricorrenza che nulla ha a che vedere con la nostra tradizione italiana e noi importiamo tutto dall’America senza pensare che abbiamo alle spalle bla bla bla.

Moralismi a parte, a noi Halloween CE PIASCE e quindi daje con le playlist a tema e cor calendario dell’Avvento (dell’antichrist però).

Questa settimana una bella carrellata di film da vedere ad Halloween troppo imbarazzanti per fare paura.

Siete dei cagasotto ma volete fare come tutti i vostri amici che ad Halloween si sparano i film horror? Ecco a voi una top five di pellicole che vorrebbero far paura ma non ci riescono, e fanno ridere a crepapelle (creeepypelle). Diciamo che il valore di questi film sta nella loro natura trash, e risultano godibili proprio per la loro trama ridicola, gli effetti speciali da “gruppo parrocchiale che vuole fare un film su Noè all’oratorio” e la recitazione decisamente sopra le righe. Insomma dei perfetti “so bad it’s so good”.

 

5. Gingerdead Man (2005) – DA VEDERE AD HALLOWEEN

“Vai vai, più veloce che sai, sono pan di zenzero e fermarmi non potrai”

Anche voi vi ritenete profondamente indignati per la fine che in Shrek due fanno fare al povero Zenzy Senior? Lasciato lì a macerare nel fossato di molto molto lontano, quella palla di cannelloso amore…
Beh, diciamo che in questo film l’omone di marzapane ha una seconda possibilità. Può uccidere, tutti.

Ebbene sì, non si sa che cosa si siano fumati gli autori di Gingerdead Man ma la trama del film tratta proprio di un dolcetto che prende vita e accoltella tutti. Cioè, alt, la cosa è molto più intrinsecamente complicata e deliziosamente ermeneutica di così. In realtà succede che c’è un serial killer che stermina quasi tutta una famiglia, viene catturato, giustiziato e cremato. Poi le ceneri vengono consegnate alla madre che si dà il caso sia una strega e con un maleficio re-impasta il figlio per cucinare questo abominio. Ahhhh beh, allora sì che è una trama da fare invidia a Stephen King.

Haneke, Kubrick, levateve, ci pensa Gingerdead Man a fare un discorso come si deve sul libero arbitrio e sul male connaturato.

4. Killer Clown from Outer Space (1988) – DA VEDERE AD HALLOWEEN

Dai, questo è geniale. Non solo perché è giunto molto prima di tutte le altre pellicole. Ma perché è una parodia divertente degli stereotipi dei film horror degli anni ottanta.
Dei pagliacci, giunti dallo spazio attraverso una navicella (e Frankenfurter muto), vogliono conquistare una città, imprigionandone ogni abitante all’interno di bozzoli di zucchero filato. I protagonisti, giunti per caso nel bosco dove è situata la navicella spaziale, cercano di arrestare l’invasione aliena.

La formula del successo di questo film sta appunto nella goliardia con cui si raccontano le uccisioni e i combattimenti. Il regista mixa la trama banale di un horror di serie B ai meccanismi gustosi dei giochi dei luna park. Vi faccio due esempi. Il primo: per sconfiggere questi mostri bisogna sparare al loro naso, che altro non è se non uno di quei palloncini delle fiere da far esplodere con delle freccette per vincere un peluche. Il secondo: un pagliaccio per uccidere un gruppo di persone, fa il gioco di proiettare sul muro le ombre; prima l’ombra di una donna formosa e provocante conquista l’attenzione dei malcapitati, poi l’ombra si trasforma in quella di un mostro rettiliano che li divora.

GENIOH

3. Jack Frost (1997) – DA VEDERE AD HALLOWEEN

Da non confondere ASSOLUTAMENTE con la commedia per famiglie, dolce e commovente, uscita l’anno dopo, Jack Frost narra di un pupazzo di neve che ammazza le persone (maddai?). Stesso identico tentativo di trasformare un simbolo tradizionale delle festività in un personaggio macabro. Stesso sforzo narrativo di quell’aborto di Marzapane. Jack Frost è un assassino, in viaggio su un veicolo di massima sicurezza per essere condotto al luogo dell’esecuzione. L’assassino prende il controllo del mezzo, ma si schianta, spiaccicandosi nella neve. Il suo dna si fonde con la neve, risorgendo nella forma di pupazzo di neve, con sete di vendetta ecciuetera ecciuetera.

2. Leprechaun (1993) – DA VEDERE AD HALLOWEEN

Dan O’Grady riesce ad impadronirsi dell’oro dei leprecauni, elfi del folklore irlandese che nascondono pentole d’oro dietro agli arcobaleni. Viene quindi inseguito dalla feroce creatura e per sbarazzarsene Dan lo sigilla in una cassa nella sua cantina. Il signor Dan non è avvezzo alle pulizie di primavera e lascia la cassa in cantina per anni, finché non affitta l’appartamento ad una nuova famiglia. La famiglia trova la cassa, il leprecauno scappa e miete vittime. 

Le scene gore sono imbarazzanti, come tutto il resto d’altronde, nonostante il film sia costato quasi un milione di dollari. Da segnalare la presenza di una giovanissima Jennifer Aniston, già apparsa in un film squallido da bambina: Il mio amico Mac. Che non è un film su una dipendente dai prodotti Apple, ne sul compagno di classe di Ronald MacDonald, ma un remake brutto di E.T.

Non si capisce cosa provino certi autori a stuprare le miti leggende del folklore e dell’infanzia. L’ultimo film, che raggiunge vette di demenzialità rare, va oltre tutto ciò. Non demonizza più le fiabe. Demonizza degli ortaggi. Demonizza i POMODORI.

1. Pomodori assassini (1978) – DA VEDERE AD HALLOWEEN

Non c’è molto da dire. Pomodori assassini. Un connubio che ha del divino.

Non so se sia più ammirevole il fatto che la pellicola sia uscita ben 40 anni fa, quando avevamo all’attivo registi come David Lean o Coppola, o più ammirevole l’estro di una persona sola che è stata capace di partorire un’idea così aberrante. E di portarla avanti. E di produrla, girarla e distribuirla.

Fatto sta che alla fine degli anni Settanta si narrava anche di questo. Della paura latente della società che i pomodori possano prendere vita tutto d’un tratto e mietere anime. Con la Tatcher che imperversava nel Regno Unito, la crisi della classe operaia, le Brigate Rosse.

Ma mettiamo da parte per un istante le riserve sull’impatto culturale e sociale del film. Concentriamoci sull’idea narrativa nuda e cruda. Com’è morfologicamente e fisicamente possibile che dei pomodori uccidano persone? Perché qui non stiamo parlando di morti per avvelenamento alimentare, no no no. Parliamo di pomodori ANTROPOMORFIZZATI che uccidono con le loro mani persone innocenti. Ma se i pomodori non hanno né mani, né piedi come si è riuscito a rendere il tutto non dico credibile ma almeno possibile? NON SI È FATTO.

Il regista si è aggrappato ad invenzioni allucinanti come pomodori che levitano per avventarsi sulle vittime. WINGARDIUM LEVIOSA. Pomodori che rotolano, pomodori che inseguono persone nei corridoi dell’hotel. Pomodori enormi che si spappolano sui parabrezza.

Insomma un mix di commedia trash e di horror ridicolizzato che a noi è piaciuto tanto.

Queste erano le nostre proposte per un Halloween da lasciarci le penne (per le risate). Quali sono le vostre? Lasciate un commento qui sotto.

Saluti dal vostro Roberto.

13 marzo 2018

Animali Fantastici e I Crimini di Grindelwald | TRAILER REACTION

Ciao! La mia reaction al primo trailer di “Animali Fantastici e i Crimini di Grindelwald” e qui sotto il trailer […]

16 ottobre 2018

Chi salverà la DC Comics? Aquaman o James Gunn?

Nella lotta eterna tra chi ha i supereroi con le mutandine più grandi, c’è certamente da dire che la DC […]

12 ottobre 2018

Adam Driver: Da Kylo Ren a Sancho Panza | Analisi di un Attore | #ARICINEMA

 Adam Driver e L’uomo che uccise Don Chisciotte. Si stanno già versando fiumi di parole, articoli, video in tutta la […]

11 ottobre 2018

Maniac – La recensione della nuova miniserie Netflix

Un’analisi su Maniac     Salve a tutti cinefili maniaci, benvenuti nell’angolo delle recensioni di Natasha! Ebbene sì, signore e […]

10 ottobre 2018
Harry Potter e la Depressione

Harry Potter e la Depressione

Nel 1993 una certa Joanne Rowling era una signor nessuno. Una madre sola, divorziata dopo pochi anni di matrimonio, figlia […]