11 marzo 2018

Chi si nasconde dietro “la creatura” de “La forma dell’acqua”?

Doug Jones in La forma dell'acqua

Quanto ci piace fare i saputelli? A chi non dà una certa, seppur piccola soddisfazione, ad esempio, riconoscere un attore durante un film? Dare la risposta alla domanda: “Come si chiama questo? Eddai me lo ricordo, ha fatto quel film dove gli muore la moglie mentre gioca a Burraco” è sicuramente molto appagante. Iniziate a sentirvi appagati allora, perché da oggi inizierete a riconoscere uno degli attori più irriconoscibili di Hollywood: Doug Jones. Doug è infatti l’uomo che si cela dietro le squame e le branchie del “mostro” protagonista del Miglior Film del 2018, secondo l’Academy, ovvero “The Shape of Water – La forma dell’acqua”.

 

Giù la maschera, Doug

La quantità di personaggi interpretati da Doug Jones è spaventosa, come spaventose sono le sembianze dell’attore nei film che lo vedono partecipe. L’Angelo della Morte in “Hellboy 2 – The Golden Army”, L’Uomo Pallido in “Il Labirinto del Fauno” e il Fauno stesso se vogliamo, sono tra le più creepy che gli schermi ci possano offrire. E sotto i chili di colla, trucco e colorante c’è proprio Doug Jones.
L’attore, del suo trasformismo ne ha fatto un’arte sin dai tempi dell’Università, dove Doug ha preferito un corso per mimi al football o al club degli scacchi. Dopo anni di “gavetta”, grazie alla sua stranezza, ai movimenti da contorsionista e il corpo esile, Doug viene sempre più apprezzato per il suo prestarsi molto bene all’interpretazione di personaggi carichi di makeup scenico, difficile da sopportare soprattutto in grandi quantità. E il risultato del suo duro lavoro è sinceramente apprezzato.

Doug Jones in Star Trek, Buffy e Pan's Labyrinth.
Saru, Gentiluomo e L’Uomo Pallido.

 

L’attore conta inoltre numerosissime partecipazioni a serie TV dove, oltre a iconiche creature non-tanto-umane (Buffy, The Strain, Star Trek: Discovery), Jones riesce anche a mostrare la sua faccia senza un filo di trucco, lasciando fare alle sue movenze e alla sua recitazione tutto il resto.

La musa di Guillermo del Toro

La carriera di Jones deve moltissimo a un certo Guillermo del Toro, attualmente il “Miglior Regista” in circolazione. Jones non è solo un attore ricorrente nei cast scelti da Del Toro, ma la loro relazione sembra ricordare il rapporto Burton-Depp, ovvero indissolubile e stimolante per entrambi.
La collaborazione fra i due nasce con Mimic, nell’ormai lontano 1997, dove gli insettoni che infestavano New York celavano proprio un giovane Jones nel loro carapace. Ma la svolta per entrambi arriva con Abe Sapien e quindi “Hellboy” e il Fauno all’interno del cupo universo de “Il Labirinto del Fauno”. La capacità di Del Toro a concepire creature fantastiche e di modellarle sulle abilità di Jones è fenomenale, riempie lo schermo e affascina lo spettatore.

 

La forma dell’acqua e un “mostro” da Oscar

Il timore, a inizio anno, era che la figura del “mostro” in “La forma dell’acqua” ricalcasse un po’ i tratti caratteristici di Abe Sapien, ma fortunatamente così non è stato. Un perfetto lavoro che concilia tre ore di trucco, parti elettroniche e occhi digitali, post produzione ed esperienza, dà vita a un essere timido, traumatizzato, sofferente, empatico e amorevole, capace di esprimere solo con gli occhi, con gorgoglii e con un impacciato linguaggio dei segni.
La creatura è la metafora di una personalità ripudiata, inumana e offensiva agli occhi degli altri, ma che prova stupore, passione, rabbia e amore. Davvero un’ottima realizzazione in un ottimo equilibrio con i personaggi.

 

Doug Jones vs VFX

Nel video a lui dedicato dal canale Great Big Story, Doug Jones afferma “Perché sottoporsi a così tante ore di trucco anche se si possono creare mostri con gli effetti speciali? Credo che alla persone piaccia osservare altre persone, anche se queste interpretano dei mostri. Il pubblico vuole immedesimarsi con l’interpretazione e la performance più umana del mostro”. Ed è proprio così che Jones riesce ad accattivare l’attenzione del pubblico, storpiando e degenerando quelle movenze umane che riusciamo a riconoscere mentre indossa lenti a contatto, protesi ingombranti e un soffocante costume fatto di zip che, a suo dire, non gli permette facilmente di andare in bagno.


Anche per questo appuntamento domenicale è tutto!

Se non avete guardato “La forma dell’acqua” ovviamente vi invito a farlo, aprendo la mente a una storia del tutto originale e facendo particolare attenzione alla cura con cui è realizzato il fantastico personaggio del “mostro”.

Alla prossima, Girini!

 

Gaetano Sinatra

@PeterParker

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