1 gennaio 2018

C’era una volta Jumanji del 1995… Adesso ce ne sono due

Jumanji a confronto

C’erano una volta le idee: quelle belle, quelle che ti coloravano l’infanzia e che ti accompagnavano per tutta la vita.

C’erano una volta e ci sono ancora i grandi cult nati da esse.

Come per l’appunto l’idea di far risucchiare un bambino dentro un gioco da tavola per ben 26 anni dato che “Nella giungla dovrai stare, finché un cinque e un otto non compare”.

Quelle idee bellissime che “Sanno trasportare, chi questo mondo vuol lasciare”.

Come potete vedere Jumanji e cosi tante altre trasposizioni cinematografiche che hanno segnato un epoca, parlano per citazioni e per piccoli “tic”, come per esempio il gioco stesso che inizia a bussare e tu che inizi a tremare.

A dimostrazione che in realtà piccole cose creano grandi cose.

Ma qui appunto si parlava del 1995: oggi invece molto spesso c’è tanto materiale ma molta fuffa, e si tende a rifare tutto da capo perché (al contrario di come si dice) il vintage non è poi così di moda.

E le idee “originali” devono aspettare anni e anni per essere prese sul serio.

Oggi primo gennaio 2018 nelle sale italiane esce il reboot, anzi il Jumanji per i millennials (passatemi il termine), ma quelli nati dopo il 2000 intendo.

(Wikipedia mi dice che i millennials sono anche i ragazzi nati tra gli anni ’80 e ’90, per chi non lo sapesse, per questo ho sottolineato la fascia d’età.

E come magari già sapete, ho fiducia in lei.)

Uscendo oggi e non avendo visto nessuna anteprima, discuterò soltanto dell’idea del film insieme a voi, ma domani c’è il nostro unico ed inimitabile Peter che ci sforna la recensione intera della pellicola.

Perciò mettete la sveglia e correte a vederlo.

 

Detto questo, ecco che storia “nuova” ci appare nel trailer.

Quattro liceali americani (non a caso la cheerleader, il nerd, la sfigata, il ragazzo di colore) vengono messi in punizione, trovano un videogioco chiamato “Jumanji” e decidono di giocarci.

Ognuno di loro sceglie il proprio avatar e di colpo vengono tutti trasportati dentro al gioco.

Welcome to the jungle!” come cita la canzone dei Guns ‘n’ Roses messa a sostegno del trailer.

L’avatar del nerd è il muscoloso The Rock, mentre quello della cheerleader è il simpatico Jack Black e questo potrebbe farci sorridere.

Ma il punto è che dopo aver visto la prima volta il trailer, e dopo averlo rivisto ancora per altre cinque volte di fila, la mia domanda è sempre una, sacra e profana.

Ma che c… Cavoletti di Bruxelles c’entrava chiamarlo Jumanji?

Non è che rifai un film su Adamo ed Eva lo chiami “Biancaneve e la foglia di fico” perché c’è la mela in comune.

Ma ragazzi, su, svegliamoci!

Questi, e per “questi” intendo chi ha deciso questa “barbarie cinematografica” (sempre e solo per quanto riguarda il titolo) ci stanno prendendo in giro.

Ci manca così tanto Robin Williams che volevamo fargli un omaggio con uno dei suoi film migliori, e al suo posto ci mettiamo Dwayne Johnson (The Rock), a far ridere tutti ogni volta che si tocca i capelli che non ha.
The Rock

Magari avranno pensato questo quando hanno deciso il progetto.

Per non parlare di chi (tenetevi forte) in dei commenti ha definito “La roccia” un grande attore.

Non mento ragazzi, e quando è successo la mia vista si è abbassata e con me hanno deciso di fare il seguito di “Acchiappa la talpa”, e Meryl Streep si è messa tutti i nove Golden Globe e i tre Oscar sotto le ascelle ed ha iniziato a tirarli contro la TV, incominciando in versione Game of Thrones ad urlare: “Shame, shame!

Meryl Streep

Io mi accodo a lei, e non solo per The Rock, ma per il fatto che se volevate fare (sì, parlo diretta perché tanto so che mi leggeranno) un tributo a Robin Williams, potevate ritrasmettere nei cinema Jumanji per i suoi vent’anni o farlo prossimamente per i suoi venticinque.

Ma la questione è che certe cose non si toccano e non si usa un prodotto dove c’è stato un attore amatissimo scomparso tragicamente per riempirsi le tasche di altri quattrini.

Chiamatemi drastica o ottusa, ma per me è così.

Non per forza ogni generazione deve avere un qualcosa fatto solo ed esclusivamente per sé: non è che riprendiamo La Bella Addormentata e la facciamo pungere con un antenna via cavo e accanto al letto di finta morte le mettiamo uno schermo a plasma con i mondiali di cricket accanto, eh!

Anche perché senza passato non c’è futuro e questa volta faccio un esempio serio.

Senza Psycho non avremmo avuto la maggior parte dei thriller odierni, e comunque sia la pellicola di Hitchcock rimane imbattibile ed intramontabile, anche se ne hanno fatto sia seguiti che remake.

Perciò (e mi rivolgo soprattutto ai più giovani) se volete guardare quello nuovo, vedete almeno prima quello vecchio.

Se volete conoscere chi era Robin Williams gustatevi lentamente i suoi film, guardate quanta purezza c’era nei suoi occhi, e lasciatevi ispirare.

Poi quando guardate il nuovo Jumanji concentratevi su Jack Black perché so già che vi farà ridere.

A meno che non si sia confuso e non sia convinto di stare facendo il secondo di Tropic Thunder e sia ancora alla ricerca di Ben Stiller.

Ma quelli sono problemi suoi.

Io, sinceramente, non so se avrò voglia di vedere il film, anche perché se non si fosse chiamato Jumanji molto probabilmente non avrei saputo neanche della sua esistenza.

 

Detto questo, cari amici del lunedì buon anno a tutti quanti sperando sempre che sia veramente buono.

Noi ci rileggiamo la settimana prossima, e nel frattempo fatemi sapere cosa ne pensate del mio articolo, se secondo voi avevamo bisogno di un nuovo Jumanji, se andrete a vederlo, oppure se per compensare riguardete il vecchio.

Alla prossima dalla vostra Ilaria ormai tramutata in @PepperPotts.

 

 

PS: se sentite bussare non aprite quella porta

  • Roberto Lunelio

    Brava, brava, PRAVA!
    Basta stuprarci l’infanzia.
    Ho visto che vogliono fare un film in stile simpatichino/frizzantino sui conigli di Beatrix Potter. WHY!

    • Ilaria Ricci

      Si sentono in diritto di riciclare e toccar tutto..Comunque ho sentito si, e giravano anche i primi trailer.
      Peter il coniglio

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