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Black Mirror 5: chi ha usato lo smacchiatore?

Black Mirror era una serie TV in grado di far venire crisi esistenziali pure al Dalai Lama, tuffandosi direttamente nelle nostre paure più remote che mischiate ad un uso eccessivo di una tecnologia imprendibile ci regala prima sollievo e poi si rivela essere il nostro peggiore incubo.

Da finali epici come in “zitto e balla” sulle note dei Radiohead per raggelarci ancora di più l’anima, a Miley Cyrus che nella terza puntata di quest’ultima stagione cambia genere…Musicale, ma pur sempre genere con la credibilità di un orso polare in vacanza alla Hawaii.

Miley Cyrus in Black Mirror
Miley Cyrus in Black Mirror
Fonte: eonline.com

 

Questo perchè hanno forse cercato di far arrivare questo prodotto inizialmente di “nicchia”, ma che giustamente volta dopo volta ha aperto le sue porte al mondo, tanto da diventare d’uso comune con frasi del tipo: “ho usato male un filtro di snapchat e sembravo uscito da una puntata di Black Mirror”, oppure: “ti immagini entrare in un gioco come in quella serie TV di cui non mi ricordo il nome”, perdendo però l’anima e quel senso claustrofobico che portava quasi sempre verso un finale senza via d’uscita.

E in questa quinta stagione qualcuno ha deciso di usare lo “smacchiatore” e di farci intravedere qualcosa attraverso questo specchio nero: ovvero un mare di ovvietà e di dita puntate contro i social, i matrimoni tristi e i teenagers fissati con le popstar.

La tecnologia sembra essere diventata per Black Mirror solo un appoggio, una scusa per fare “scappatelle” notturne con gli amici attraverso un gioco, (bel tentativo di affrontare un tema come l’omosessualità che però si è rivelato inutile) denunciare chi usa il telefono alla guida e soprattutto la dipendenza dalle foto degli animali carini online(si, è sempre colpa dei gatti o dei cani) e Hanna Montana che questa volta ritorna sotto le vesti di Miley Cyrus e che si quadruplica sotto forma di robottino felice e sempre in forma( l’unica cosa decente della puntata é che la ragazzina alla fine cambia gusti musicali).

Se oggi elargire un prodotto significa snaturarlo e farlo diventare un misto tra una soap opera e una pubblicità dei cereali beh, allora è arrivato forse il momento per i creatori di prendersi una vacanza e tornare quando si saranno ricordati di come è bello fare arte senza che per forza debba piacere e debba essere per tutti.

Alla prossima, 

Ilaria Ricci

 

 

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