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Tutte le Attrici degli Oscar 2019: Quello che pensiamo ma non diciamo | Speciale Oscar

Oscar 2019: and the winner will be…?

Per la prima volta nella mia lunga carriera di cinefila incallita, non so per chi tifare nella categoria “Miglior Attrice”. Ogni anno ho una “favorita”, scusate il gioco di parole. So quasi sempre quale può essere il “ruolo da oscar” e raramente sbaglio le previsioni. Ho una collezione privata di “reaction” da cui mi sento profondamente distante questo 2019. Tutti i ruoli, sopratutto quelli femminili, che per me viaggiano sullo stesso piano di bravura e recitazione. Tanti film non sono da Oscar ma ci arrivano ugualmente perché la validità della pellicola si regge sull’interpretazione del Cast. Partiamo da Glenn Close.

Già vincitrice di questi Oscar 2019?

Dopo 7 nomination a vuoto, sarebbe pure l’ora di portarsela a casa sta benedetta statuetta! Eppure se c’è una cerimonia imprevedibile, è proprio quella degli Academy Award. “The Wife” non è un film che considero da Oscar, ad esempio. La storia è intrigante, anche particolare. Parla di narcisismo, di ricatti morali in famiglia, di passività femminile ma lo fa a mio avviso in maniera molto superficiale. La vera profondità della pellicola è data da Glenn Close e dal suo sguardo magnetico, distrutto, passivo, remissivo, arreso. Sicuramente sulla carta ha avuto un ruolo fondamentale in una pellicola che ruota attorno a lei. Un sole che si vede orbitare attorno una sceneggiatura poco tagliente, un ritmo lento e una storia che avrebbe potuto dare di più. Insomma, una responsabilità attoriale che la Close avrà accettato proprio per potersi abbandonare alla sua arte recitativa.

Perchè Lady Gaga non dovrebbe vincere?

Non ora. Lady Gaga ha recitato benissimo in un film che si potrebbe considerare quasi un suo biopic. Ha scoperto di saper recitare, ha scoperto di essere un’artista a 360° gradi eppure non è il ruolo per cui dovrebbe vincere. Ha una vita e una carriera davanti per ottenere tanti altri ruoli diversi e forse più di impatto.”A star is born” è  il suo grido, il suo riscatto. “Mondo, so anche recitare da Dio”. O magari deciderà di non recitare più, vedremo che tipo di carriera intraprenderà. Di sicuro, per avere poco meno di trent’anni ha fatto in tempo a crearsi un personaggio che le ha dato i soldi per essere se stessa e fare la musica che ama. Per me rimarrà una grandissima ispirazione di vita.

Quindi alla fine, avremo una Regina senza scettro e statua?

Il vero catfight di questi Academy Award è quello tra Olivia Colman e Glenn Close. Sono i due ruoli che hanno smosso l’intera community cinefila mondiale. Insomma, quando giro su Facebook o Instagram i commenti che leggo sono “Olivia” o “Glenn”come se Melissa McCarthy e Yaliza Aparicio Martinez non esistessero. Lo capisco, “La Favorita” soprattutto, è stata una pellicola di grande impatto visivo, con tre reinterpreti ad Oscar (in tutti i senti, tutte e tre candidate. Un catfight dentro al catfight, un meta-catfight quello tra Rachel Weisz e Emma Stone). Ma Olivia Colman più di tutte, ha portato sullo schermo una regina Anna nervosa, isterica, capricciosa; a livello recitativo ha reso credibili le nervosi e paranoie di un personaggio ai limiti del detestabile. Eppure amato, con passione. Olivia Colman come Melissa McCarthy, ha dovuto giocare con il suo corpo. Trasformarsi, imbruttirsi, deformare la sua andatura. I dialoghi, le frasi dette, la pazzia, il rammarico con la quale ha pronunciato le sue battute hanno dato tridimensionalità emotiva al personaggio presentato allo spettatore. Per ulteriori approfondimenti, potete leggere la mia recensione del film QUI.

Perché nessuno si fila Melissa McCarthy?

Perché tendiamo a sottovalutare Melissa McCarty? Perché non la riteniamo all’altezza? Forse perché è stata Sookie di “Una Mamma per amica”? Perché viene dalle commedie, perché è un’attrice comica? Perché la sua interpretazione in “Copia Originale” non viene menzionata? Non viene considerata da Oscar? Eppure la trasformazione che Melissa McCarthy fa del suo corpo, anzi scusate l’utilizzo che ne fa è superlativo. Lo sguardo e gli occhi sono tutto quello che lei si gioca in questo ruolo. Io tifo spudoratamente per lei, perché ha un bellissimo copione che la sostiene, un personaggio interessante, una credibilità scenica e perché strappa una risata amara nel pieno dramma dell’esistenza di questa scrittrice anonima. Per approfondimenti vi lascio la recensione di “Can You ver Forgive Me” fatta la scorsa settimana per lo Speciale Oscar.

Ma tanto si sa come va a finire, non ce lo aspettiamo ma….

Yalitza Aparicio si porta a casa l’Oscar. Io i membri dell’Academy Award li conosco bene, ragioneranno sulla bellissima interpretazione di Yaliza nell’ormai considerato capolavoro “Roma” di Cuaron (ne ha parato Gaetano della Rocksquad proprio QUI) e vorranno premiarla per tutti i ruoli che le affideranno e che non saranno all’altezza di questo suo debutto da oscar, così come abbiamo visto succedere per tante attrici che hanno distrutto la loro carriera post-academy. Non sarà il caso di Yalitza Aparicio perché non è un’attrice hollywoodiana o comunque dello star system come poteva essere una Halle Berry. Sarei felicissima uguale di vederla premiata con la statuetta perché ragiono da attrice italiana, che sa perfettamente che per ambire alla fatidica statuetta serve il ruolo giusto nel film straniero giusto, in un modo recluso che sembra lontano anni luce da quelli che possono essere i desideri di attrici emergenti come noi.

Quindi, ricapitolando: per la prima volta in tutta la mia vita mi godrò la notte degli Oscar assaporando ogni sorpresa e premio. E come me, tante appassionate e tanti appassionati cinefili che siederanno sul divano ringraziando di avere questo sacro fuoco dentro che li tiene vivi.

Articolo a cura di Arianna Bonardi

(Link canale Youtube QUI)

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