9 dicembre 2017

Asia Argento si fa Gesù Lesbo in un rito blasfemo

Al Torino Film Festival Asia Argento si scatena in un rituale dionisiaco. La discussa performance prevedrebbe una coreografia di movenze tra il sacro e il profano, una voluttà incontrollabile e un paio di emblemi cristiani. Segni della croce fatti alla rovescia e ostie.

Asia Argento, statuaria al centro di un drappello di donne, si proclama sacerdotessa del culto femmineo nonché “Lady Lesbian Jesus”. Legge quella che potrebbe essere una bibbia nera, cadenzando ogni parola per creare il ritmo della danza di otto fanciulle. Così agghindate paiono delle vestali in preda a deliri orgiastici. Con l’ovvia conseguenza di far arrabbiare i cattolici che non hanno affatto apprezzato la blasfemia dei gesti e delle parole.
Il fondale rosso sangue rievoca il più celebre film del padre, ma serve soprattutto a sancire la passionalità del momento. Un momento di transizione all’interno di un rituale di purificazione femminile. Le donne, recita la Argento, devono fare i conti con tempi pericolosi, arroganza e tribolazioni. Ecco quindi che l’eclettica artista e il suo amico regista Bertrand Bonello mostrano un tutorial su come espiarsi dal peccato del patriarcato.

“Grazie per aver partecipato e riportato a noi e con noi la Santa Luce!” – Asia Argento

Ad accoglierla in sala solo il pubblico, esaltatissimo. Perché proprio non ne ha voluto sapere di incontrare i giornalisti, la mistica Asia, ancora fresca di diatriba con mezza stampa italiana per non aver creduto alle dichiarazioni circa le presunte molestie subite da Weinstein.

E forse la performance, in parte, è rivolta proprio a loro: i superstiti di un maschilismo made in Italy che penalizza le donne artiste.

Nei giorni successivi, non a caso, Asia ha portato avanti la querelle su Twitter dichiarandosi “in sciopero contro la stampa italiana.”

Ecco spiegato tutto!

Ma al di là dei riferimenti personali, la performance nasce dall’idea di suscitare reazioni, turbare gli animi, veicolare un messaggio egualitario: noi, donne, ci riappropriamo del nostro corpo, del suo significato sacro e insieme sessuale e ci liberiamo dal giogo sociale. La liturgia è presa in causa per essere disassemblata e riassemblata in qualcosa di nuovo, una religiosità corporea e vaginale.

Un po’ come Rufus Wainwright fece con la sua canzone “Gay messiah”, malinterpretata fin dal principio da una vasta ala del pubblico cristiano (e non senza una certa malizia.) Il cantautore in quel caso non voleva dileggiare la figura di Gesù quanto costruire l’allegoria di un mondo dove i gay avessero gli stessi diritti degli eterosessuali, compreso un Salvatore tutto loro. Ovviamente venne tacciato di satanismo.

Una cosa però va rimproverata alla Argento e a Bonello, ed è quella di aver usato, per parlare di qualcosa di attuale, un linguaggio oramai vecchio, compassato, al limite del kitsch.

Quest’ingenuità, perdonabile ai primi avventori della video arte e della performance estemporanea, diventa insostenibile alle soglie del 2018. L’effetto collaterale è immediato e lampante: è impossibile prendere sul serio i propositi, pure lodevoli, che sostengono il progetto.
Vedere donne che scimmiottano un rituale sciamano totalmente decontestualizzato, ululando e battendosi il petto, oramai fa più ghignare che riflettere, viste e considerate le numerose derive trash che iniziative e manifestazioni per i diritti civili hanno preso.

Ci vuole un linguaggio nuovo per temi nuovi, che sia meno goffo e affetto da sensazionalismo.

E a noi Trabalho de concentraçao”, più che un atto artistico liberatorio e fuori dagli schemi, è parso un remake in chiave biblica di “Uomini con piedi con patate” di Amikristi Kristi, un vero capolavoro del trash youtubiano.

Quali sono, invece, i vostri sentimenti a riguardo? Comprendete la follia di Asia o siete del partito di quelli che la manderebbero a lavorare in miniera un mesetto buono?

Noi, intanto, ci rivediamo settimana prossima per altri cinque minuti di beneducate frivolezze.
Il vostro Roberto Lunelio, alias @TonyStark.

  • Max Corradini

    Quando per campare bisogna in qualche modo far parlare di se stessi, quando si possiede un talento da attrice per il quale si può essere apprezzata solo da dei CINOfili, ci si può abbassare a fare questo ed altro. Forse invece di produrre blasfeme performance verso chi porge l’altra guancia, se ne producesse una veramente dirompente, tipo un inginocchiata in moschea, alzando al cielo, rivolte verso la Mecca, vagine svestite, e limonando cani stracciando pagine del sacro Corano al suono di musica heavy metal; allora ce la toglieremmo definitivamente di torno con grande solievo, lo stesso che proviamo scacciando un insetto fastidioso ed inutile

    • Roberto Lunelio

      La ringrazio per il commento. Lei però dà per scontato che i musulmani siano tutti integralisti e dunque ammazzino chi profana la loro fede. Nel caso Asia Argento producesse i contenuti che lei auspica, le assicuro che le persone di fede musulmana che potrebbero fruire di tali contenuti si limiterebbero ad indignarsi come si sta indignando, giustamente, lei.

      • Ilaria Ricci

        Ben detto Robi!
        E complimenti che sto articolo è una bomba!

        • Roberto Lunelio

          Grazie Ila :DDDD

      • Max Corradini
        • Roberto Lunelio

          Sta citando un attacco terroristico fatto da terroristi che hanno preso come pretesto la satira di Hebdo. Al concerto di Ariana Grande non si stava profanando Maometto, né al Bataclan e nemmeno al supermercato Hyper Kasher di Porte de Vincennes. Quindi il discorso “noi cattolici tolleriamo tutti, anche chi ci dileggia, mentre i musulmani ammazzano” non è sostenibile.

    • Simone Vollaro

      Come mai hai citato proprio la moschea? Sarebbe stata comunque una cosa blasfema: blasfema per i musulmani e non per i cristiani (limitandosi ad argomentazioni puramente teologiche), ma pur sempre blasfema! Se poi era una qualche frecciatina a quest’altra religione, direi essere fuori luogo.. Oltre che forse affetta da luoghi comuni su religione e musica, ma vabbè, non esagero..
      Detto questo, suppongo il farlo “alla cristiana” sia stato deciso su di un profilo locale. Leggesi: lei (e/o la maggior parte del pubblico) è cristiana, quindi la fa cristiana.
      Sorvolando sulle capacità da attrice, che non sono poi un esperto su di lei e comunque potrebbe essere soggettivo, direi come minimo che ha avuto il fegato a farlo così tranquillamente! Come i commenti sul web confermano, ci vuole poco a ricevere della “pazza” o altro..
      Condivido con Roberto il rimprovero sul mezzo usato: apprezzo la volontà di lanciare questo messaggio e disturbare, e appunto per questo una forma più fruibile e “semplice” avrebbe probabilmente avuto più riverbero.. Così invece rischia sia tralasciato.. Ma in fondo avrà scelto anche quello appositamente!

      • Roberto Lunelio

        Condivido appieno, Simone!

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