CINEMA

AQUAMAN | Recensione trash

Ciao, benvenuti, io sono Violetta e questo è un nuovo articolo/recensione.

Oggi parliamo di AQUAMAN. Film stand alone su Arthur Curry a.k.a. Aquaman, personaggio dell’universo DC Comics. (per la recensione video clicca QUI).

Vi dirò la verità, se devo scegliere tra i prodotti Marvel e quelli DC, scelgo Marvel a occhi chiusi. Per quanto Marvel non credo abbia centrato ogni canestro, secondo il mio modesto parere, DC non ne ha centrato nemmeno uno, almeno fino ad ora. Ho sempre avuto l’impressione che volessero creare un modo più dark di supereroi per prendere le distanze da Marvel, ma che la cosa per tutta una serie di fattori che sarebbe interessante analizzare, non abbia mai funzionato e mi sembra che si siano solo ritrovati a rincorrere Marvel senza mai avvicinarcisi neanche lontanamente ma imitandone grossolanamente la formula vincente.

Sono andata a vedere Aquaman dopo aver sentito varie voci di una sorprendente ripresa dell’universo DC e quindi piacevolmente incuriosita, ma mi sono ritrovata davanti a un film che se possibile mi ha deluso più di tutti gli altri nonostante fin’ora nel mondo abbia incassato 940 milioni di dollari di cui 6 milioni in Italia. Andiamo a vedere perchè non mi ha convinto, ma prima diamo un’occhiata a cast e crew per farci un’idea del contesto.

CAST & CREW

Come sappiamo produzione e distribuzione sono di Warner, che ha scelto di affidare la regia di Aquaman a James Wan. James Wan probabilmente lo conoscete per aver diretto tutta una serie di film horror che, nonostante io sia una gran fan del genere, hanno un taglio che purtroppo personalmente non mi conquista neanche un po’. Parliamo di alcuni Saw, Insidious 1 e 2 e The Conjuring 1 e 2, alcuni dei quali ha anche sceneggiato e addirittura prodotto, per la serie che è tutta “colpa” sua. Io sono più amante degli horror d’atmosfera e i film sopra citati a causa di un mix di stereotipi, splatter spinto, attori truccati da “mostroni” o “mostroni pupazzosi” in CGI e abuso di jump scare, sono quanto di più lontano da ciò che amo in un film dell’orrore. Se vogliamo sintetizzare lo stile di Wan in questa cifra stilistica che ha in sé un certo gusto per il trash, diciamo che anche in Aquaman si è portato dietro la sua peculiare cifra. Alla sceneggiatura però non ci ha messo mano, l’ha invece scritta assieme a Will Beall, David Leslie Johnson-McGoldrick che ha firmato anche le sceneggiature di Orphan, Cappuccetto Rosso Sangue, qualche episodio di The Walking Dead e La Furia dei Titani. Un connubio perfetto per chi apprezza questi due signori e i loro lavori. 

(Il Regista James Wan al Comicon di San Diego)

Nel cast troviamo Jason Momoa nei panni di Aquaman, che molti di noi conoscono per Il Trono di Spade e altri per Frontiera. Conan Il Barbaro, meglio dimenticarlo. A fianco a Momoa ci sono Nicole Kidman che interpreta Atlanna, la madre di Arthur, Amber Heard nei panni della Principessa Mera, Willem Dafoe nel ruolo di Vulko, Patrick Wilson è il fratellastro di Arthur, Re Orm e Dolph Lundgren è Re Nereus a cui hanno fatto quella che sembra una tinta finita male, un pel di carota scolorito da un paio di lavaggi con varie chiazze bianche sparse sulla barba e sul capello fluente.

COSTUMI e MAKE-UP

PERCHÈ NON FUNZIONANO. 

Entriamo nel vivo. Secondo me Aquaman sta a DC come Thor Ragnarok sta a Marvel. Un tentativo di rendere tutto un po’ più frizzantino e divertente, finendo per defecare fuori dal vasino. Con la differenza che se con Thor Ragnarok uscivi dalla sala dicendo “Ma che cazzo ho visto?” ma anche se demenziali, quattro risate te le aveva fatte fare, con Aquaman esci dalla sala dicendo “Ma che cazzo ho visto?” ed effettivamente non hai capito che cazzo hai visto e se hai riso lo hai fatto probabilmente per la vagonata di trash involontario che ti scarica addosso. 

I costumi dei personaggi, incluso trucco e parrucco, risultano simili ai costumi di un musical o di una parata carnevalesca, in particolar modo quelli femminili che indossano delle mute subacquee con delle pseudo paiette. Capisco voler riprodurre l’effetto delle squame metallizzate dei pesci, ma non ha funzionato.

(Costume Originale di Amber Heard in Aquaman)

Il look scelto per il villain Black Manta, dal cartaceo al tridimensionale risulta un po’ ridicolo facendolo sembrare la parodia di un Power Rangers.

(Il Villain Black Manta)

Tutto questo si unisce anche ad una CGI che lascia davvero molte perplessità a livello di resa, soprattutto per quanto riguarda i volti dei personaggi che sembrano essere stati attaccati ai corpi sott’acqua, per non parlare delle scene d’azione (ma non solo) in cui alcuni dei protagonisti vengono interamente ricostruiti in digitale ed è spaventosamente visibile. È come riguardare oggi le acrobazie del pupazzo rigido e poligonale di Neo in CGI in Matrix Revolutions, con la differenza che da allora sono passati 15 anni di avanzamento tecnologico. Non è tutto da gettare in pasto agli squali e la ricostruzione di Atlantide non è male, ricorda un’Asgard subacquea, però soprattutto in superficie lo stacco tra CGI e set è molto evidente.

(Ricostruzione di Atlantide)

Anche il make up dei ruoli femminili, che entrano ed escono dall’acqua è un po’ forzato. Capisco la finzione scenica, ma le polveri come gli ombretti, per non parlare dei mascara, i lucida labbra e i rossetti, sono troppo visibili. Tutto sembra meno che quei volti erano immersi nell’acqua fino a un attimo prima.

Inoltre Amber Heard è conciata come una bambolona sexy, più pronta per sfilare sul red carpet all’anteprima del film che per nuotare nelle acque marine e così tutti quelli che possono sembrare dettagli fanno un’enorme differenza trasformando un film che dovrebbe essere di un certo livello, in una sorta di pupazzata in stile fan movie che si adegua a un budget infinitamente inferiore rispetto a quello che hanno a disposizione le grandi major hollywoodiane.

*ATTENZIONE SPOILER*

LA STORIA FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI. 

LE SCENE TRASH.

Per quanto riguarda la trama sembra un collage di filmetti e serie tv anni ’90. Ma vediamolo un po’ per volta. L’inizio del film con la storia di Atlanna (la mamma di Aquaman) sembra il film Splash – Una Sirena a Manhattan, sia come atmosfera che come avvenimenti, ma Splash era più credibile perchè Madison (che era anch’ella una creatura del mare) non parlava la stessa lingua di Tom Hanks e anzi ci mette un po’ ad impararla, inoltre parla una sua lingua che suona come il linguaggio dei delfini. Fantascienza, d’accordo, ma almeno un po’ di fantasia.

(Il Personaggio di Madison in Splash – Una Sirena a Manhattan)

Qui invece Atlanna non ha nessun ostacolo linguistico e parla perfettamente la lingua del luogo. Cioè qui se vai pochi chilometri fuori Roma cambia già l’accento, ma Atlantidei e Australiani parlano lo stesso idioma.

ATLANNA E IL SUO STRANO PANCIONE. 

In questa parte del film Atlanna è incinta e Nicole Kidman indossa una pancia finta piuttosto creepy, con un ombelico che sembra di gomma. Inoltre non si capisce perché, visto che lei è scappata da Atlantide e vediamo subito gli uomini che ha mandato suo padre per riportarla a casa, una volta da lei sconfitti, li rivedremo riprovarci solo molto tempo dopo ovvero quando si sarà sposata, accasata, avrà partorito Arthur e addirittura il bambino sarà cresciuto. 

ARTHUT PARLA CON GLI SQUALI.

Il nostro piccolo Arthur è  e va in gita all’acquario coi compagnucci di classe. La scena in cui i compagnucci lo bullizzano e lui comunica con lo squalo nell’acquario, ricorda la scena in cui Harry Potter parla per la prima volta con il serpente allo Zoo nella Pietra Filosofale, ma girata decisamente molto peggio.

COME HANNO RESO ARTHUR CURRY A.K.A. AQUAMAN

Arriviamo all’età adulta di Arthur e lui inizia a sciorinarci tutta quella che dovrebbe essere la sua simpatia con una battutina scioccherella dietro l’altra che forse vuole imitare l’ironia di Guardiani della Galassia o dei primi Avengers, ma proprio non ce la fa neanche lontanamente. Non è per niente divertente, Momoa non ci da una prova convincente di attore. Ha due espressioni, quella con il broncetto serio e quella con il sorrisone a 32 denti, a tratti si sdilinquisce in un imbarazzante overacting sparando non richieste smorfiette qua e la. Si muove e si atteggia come un modello su un set fotografico, ogni scusa è buona per fargli togliere la maglia e lasciarlo a petto tatuato per far vedere la merce e la regia abusa delle inquadrature che sottolineano continuamente che lo dobbiamo guardare con gli occhi di chi lo ritiene un tocco di manzo scelto. Vi garantisco che non perdono occasione per sessualizzare al massimo ogni centrimetro di pelle di Momòa. La sua posa preferita è mettersi di schiena al punto macchina, ruotare la capoccetta e farci lo sguardino sexy prima di dire qualcosa di incredibilmente deludente e fate caso alla schitarrata elettrica da biker incazzato che gli mettono sotto ogni inquadratura pompata. Tipo jingle. Lo hanno rappresentato come un incrocio tra lo stereotipo di un Harleysta e quello di un Wrestler e gli scontri a cazzottoni sulla terra ferma sembrano proprio le coreografie degli incontri di Wrestling.

AMBER HEARD, UN’ATLANTIDEA CON I TACCHI. 

Sott’acqua parlano come se nulla fosse, l’unica cosa che ci fa capire che sono immersi è un audio disturbato dalla distorsione del suono, che purtroppo non è il massimo, per il resto dobbiamo accettare la finzione scenica che se parli sott’acqua e quindi emetti aria dall’interno del corpo, questo non si traduce in nemmeno una bollicina dal naso e della bocca. Tra l’altro in secoli di evoluzione, questi Atlantidei sprofondati nel mare non hanno sviluppato nulla, nè una branchia, nè un accenno di piede palmato, niente. Sono normali esseri umani messi a mollo e anzi che indossano mute da sub o armature. Va bene dai, ci sta, facciamo che ci sta, niente piedi palmati, ma perdonatemi perchè Amber Heard indossa i tacchi col costumino verde? Che poi peraltro quando viene narrata la storia di Atlantide, in quattro parole eh, ma vabbè ce po’ sta, si parla del fatto che si sono evoluti diventando ibridi con i pesci, ma a parte che parlano sott’acqua in cosa si sono evoluti, che poi i pesci manco parlano capito? In linea di massima la storia di Atlantide è un po’ arraffazzonata pure quella per la serie “Abbiamo scoperto il segreto dell’energia perpetua, ma siamo stati ambiziosi ed è saltato in aria tutto e siamo sprofondati sott’acqua”. Ok e avete sviluppato in quell’istate la capacità di respirarci dentro? Perchè è saltato tutto per aria? Che vuol dire che siete diventati ambiziosi?

OCEAN MASTER?

Il povero Patrick Wilson è costretto a dire battute un po’ alla Guardiani della Galassia “Io sono Taser Face” e Rocket giù a ridere per ore. Purtroppo Wilson la dice sul serio e dice “Non chiamarmi Vostr’Altezza, chiamami OCEAN MASTER”. E via la dignità nel gabinetto. Peraltro il personaggio di Wilson è uno dei villain più piatti della storia con cambi repentini di personalità in funzione dell’evoluzione della traballante trama. All’inizio sembra anche un tipo con un conflitto col fratellastro, ma infondo ragionevole, poi da un momento all’altro diventa un pazzo irragionevole.

AD AQUAMAN PUZZANO LE ASCELLE. 

Ad un certo punto Mera fa capire ad Arthur che puzza d’ascelle, lui se le annusa e poi fa una smorfia schifata. Questa cosa avviene sott’acqua. Con tutto lo sforzo di fantasia, mi state chiedendo davvero troppo.

IL POLPO BATTERISTA. 

Perchè nell’arena in cui si sfidano c’è uno stramaledetto polpo che suona i tamburi come un forsennato? Perchè hanno sprecato ore e ore di lavoro del comparto effetti visivi pagandoli per animare il polpo che rulla i tamburi? Vi garantisco un’inquadratura grottesca. Purtroppo non ridi mai quando lo suggerisce la storia, ridi sempre quando non se dovrebbe ride in realtà ed è qui che pullula il trash.

BATTUTE INDIMENTICABILI

È pieno di battutacce all’ “ammaragana”, di clichè triti per la serie “sali in macchina” lui non sale “che aspetti un invito?”. No, aspetto che finisca il film guarda. Ma ci sono anche battute indimenticabili come “Morte ai merluzzi atlantidei” dette con una serietà che spaventa. Per non parlare di quando per nascondersi, Aquaman e Mera, si infilano letteralmente dentro una balena e lui commenta con “Beh ha funzionato con Pinocchio no?”. Aiuto. 

BAYWATCH

Arthur e Mera escono dal mare ed è subito baywatch. Parte un brano pop, e in rallenty loro due fuoriescono dalle onde come se stessero girando lo spot dell’ultimo profumo di Armani.

ARTHUR CURRY È APPENA USCITO DA GEORDIE SHORE. 

Fuori dall’acqua ci troviamo improvvisamente ne La Mummia con Brendan Fraser, infatti il tenore del film diventa quello del filmetto d’avventura anni ‘90 senza nulla togliere al film citato di cui io sono discreta fan. Parlando di deserto, orrore la scena nel deserto in cui Arthur e Mera passeggiano sulla duna. L’illuminazione e i colori sono cacofonici tra loro e rivelano un imbarazzante green screen che non è l’unico a ferire gli occhi. Per la dinamica “insieme per forza” tra Mera e Arthur ricorda anche un po’ il Prince of Persia di Disney, con la differenza che Aquaman e la principessa, in coppia funzionano malissimo. C’è un’alchimia forzatissima e non si riesce a capire cos’è che Mera trova interessante in lui e perchè a lui dovrebbe piacere una come lei. Lui non è un uomo rustico ma affascinante alla Harrison Ford o alla Jake Gyllenhaal, è un gretto bamboccione uscito dall’ultima stagione di Geordie Shore e lei sembra sua sorella maggiore. Anzi diciamola tutta Mera è l’unico personaggio che si salva, nonostante utto il trash e tutti i difetti, è un personaggio attivo e determinato, si salva sempre da sola e anzi capita anche che salvi lui, guida come un pilota di formula uno, combatte come un’amazzone, anche a mani nude contro i mostri marini, fa parkour come se non facesse altro nella vita anche se in realtà vive sott’acqua e ha il piglio politico da governatore saggio.

LE PISTOLE AD ACQUA. 

Quando mostrano a Black Manta come funzionano le armi del regno del mare, c’è dell’imbarazzo. Praticamente sono delle pistole ad acqua, ma quest’acqua poi vabbè diventa killer sparata con quei fucili in particolare grazie a chissà quale misterioso tecnologia. Ma praticamente sono pistoloni ad acqua. Vengono caricati ad acqua. Vabè.

LE SCENE AMBIENTATE IN ITALIA. 

La parte ambientata in Italia è davvero imbarazzante. C’è tutta la riverenza degli Americani al fascino che subiscono nello stereotipo del paesino del sud in cui siamo rappresentati come un popolo di fruttivendoli che vendono ortaggi in piazza, mentre Mera si aggira tra le bancarelle pervasa da questa fittizia magia da fiction, ritrovandosi a lanciare una monetina in una fontanella qualunque, in mancanza di Fontana di Trevi. Trovatemi il senso della bambina conciata con quei ridicoli fiocchetti, povera figlia, che senza nessun motivo apparente si avvicina di punto in bianco a Mera e le consegna indovinate un po’? Un libro di Pinocchio. Perchè prima c’avevano scherzato sopra, Pinocchio, la balena, Geppetto e il grillo parlante.

INDIZI POCO CONVINCENTI

A livello di trama si traballa parecchio quando proprio come in un filmetto d’avventura, ci sono tutta una serie di indizi da risolvere, ma praticamente nemmeno te ne accorgi, perchè lo fanno con una tale facilità e in tempi così brevi, che non capisco che senso ha avuto metterli di fronte a degli enigmi che Lara Croft potrebbe ridere loro in faccia per il resto della vita. Per altro Arturo grazie alle sue uscite infelici, ci da plurime volte prova di essere un buzzurro ignorante cresciuto da un guardiano del faro che indossa un berretto di lana blu in tutte le stagioni neanche fosse il clichè di un vecchio lupo di mare, ma improvvisamente per risolvere uno dei presunti enigmi, sciorina tutta la sua conoscenza della storia del mondo e alla giustamente mascella caduta di Mera, si giustifica dicendo “Mio padre voleva che studiassi storia”. Solo storia. Il resto mancia.

MERA CHE SUONA IL PIFFERO. 

Ma il trash non dorme mai in questo film, durante una scazzottata con Arturo, vediamo uno dei cattivoni che finisce con la testa nel cesso, Mera che manipola le forze dell’acqua per colpire i nemici, ma in mancanza di una fonte d’acqua in una cantina de vino rosso, fracassa le bottiglie e crea una raffica di proiettili al vino per abbattere i nemici. Poi salva Arturo che ferito si risveglia su una barchetta con dei pezzi de alga appiccicati addosso tipo cerotti. Si alza in cerca di Mera e la trova a poppa che sta a sonà n’piffero. Ve giuro. Sta seduta tranquilla a poppa e suona n’piffero su una barchetta rubata per fuggire. Ma perchè? Ma il senso. Ma dove l’hai preso mo’ il piffero e quando hai imparato a suonarlo sott’acqua? Nella stessa scuola di musica in cui il polpo ha imparato a suonà i tamburi?

BACI APPASSIONATI

Che trash quando Mera “slinguazza” Arturo e c’è questo carrello circolare che incornicia il momento mentre intorno a loro negli abissi impazza una violenta guerra tra razze de pesci eppure loro ignorano tutto e come dei fuochi d’artificio a immortalare il momento, gli esplodono bombe attorno. Considerate che neanche cinque secondi prima lei aveva detto a lui tutta preoccupata “muoviamoci che c’è gente che sta morendo ogni secondo”, ma ma prendiamoceli questi due minuti di limone duro.   

MAMMA, SEI TU? 

Dopo vent’anni lui rincontra la madre falsamente uccisa. Ah che momento di fiction. Una regia che è stata una fitta al cuore. Zoom su lui, zoom su lei, poi di nuovo zoom su lui, poi ancora su lei, poi daje de zoom su lui, ancora su lei, fermi tutti che James Wan si è visto troppe puntate di Incantesimo prima di girare questo benedetto film. Peraltro Atlanna la mamma è stata per ben 20 anni su un’isola deserta sola come un’eremita e non è nè impazzita nè invecchiata di cinque minuti, le hanno solo fatto i capelli bianchi, ma non temete perchè nel giro di due scene saranno di nuovo biondi. Infatti nel giro di una scena, dopo 20 anni di isola deserta in solitudine Atlanna si manifesta con il capello tinto e acconciato, le unghie smaltate e e l’abito da sera che credetemi anche volendo ma quando come e dove ha avuto il tempo e il modo di ripulirsi nel bel mezzo di una guerra e del fatto che tutti pensano che sia stecchita vent’anni fa. Per non parlare di quando lei rincontra romanticamente il padre di Arturo. Nicole meravigliosa, non è invecchiata di un secondo, lui è diventato un vecchio pelato. Ma meglio guarda perchè il toupè marroncino che gli avevano appiccicato in testa a inizio film era qualcosa di raggelante.

E questo signori miei è Aquaman. Probabilmente si sarà intuito che non l’ho esattamente apprezzato. Sono certa che ad alcuni o forse a molti di voi sarà piaciuto, perciò fatemi sapere perchè, fatemi notare del fascino dove io non l’ho visto, datemi una luce diversa. Grazie per aver letto. Grazie per essere arrivati fin qui, al prossimo articolo.

V.

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