15 novembre 2018

American Horror Story: Apocalypse – La Recensione

Questa Apocalisse non ci convince

 

 

Salve a tutti cinefili maniaci, benvenuti nell’angolo delle recensioni di Natasha!

American Horror Story: Apocalypse. Boom. Partiamo subito in quarta.

ATTENZIONE: questa recensione sarà divisa in due parti, ovvero una NO SPOILER ed una SPOILER, che ovviamente segnalerò per tutti quelli che non hanno visto la serie, in particolar modo il finale.

Iniziamo subito con la parte no spoiler.
Non lo negherò, a me American Horror Story piace. American Horror Story mi è sempre piaciuta. Ho sempre trovato ottime le performance, l’atmosfera generale, i personaggi. Nonostante ciò, non sono cieca.
American Horror Story è partita benissimo con la sua prima stagione, Murder House, un’ambientazione horror classica, una casa infestata, ma gestita in maniera assolutamente brillante, con colpi di scena geniali e un’atmosfera di tensione sempre crescente. La seconda stagione, Asylum, era ben fatta, nonostante qualche cosa non quadrasse e il finale mi avesse fatto storcere il naso. Arriviamo dunque alla terza, Coven, che nonostante presenti già i primi sintomi dei problemi che si susseguiranno per il resto delle stagioni, mi è piaciuta davvero tanto. Sarà che amo le streghe, ma si è trattata della mia stagione preferita insieme alla prima. Ma da qui, American Horror Story ha iniziato a fare tanti, tanti scivoloni. I buchi di trama sono aumentati a dismisura, i finali hanno iniziato ad essere sempre più deludenti, le trame meno avvincenti.
Mi sono, tuttavia, abituata a ciò. Ho iniziato a guardare American Horror Story con uno spirito differente, senza aspettarmi la migliore serie horror sul mercato, ma anzi, sapendo che ci sarebbero stati molti cliché, buchi di trama e picchi trash. Alla fine, era un modo divertente per passare il tempo.
Poi tutto cambiò quando la Nazione del Fuoco decise di attaccar— ah, scusate, ho sbagliato serie.
Poi tutto cambiò quando venne annunciata Apocalypse. E vedendo le prime puntate, ho iniziato a sperare. American Horror Story: Apocalypse sarebbe stato un crossover fra la prima stagione, Murder House, e la terza, Coven, riprendendo il finale lasciato in sospeso dell’Anticristo giunto sulla Terra.
E non vi negherò che, mentre guardavo la serie, ero presa benissimo. Davvero. Rivedere Sarah Paulson come Cordelia, sapere che avrei rivisto Jessica Lange e tanti personaggi che ho amato, mi hanno fatto sperare per American Horror Story.

Iniziamo con le cose positive di questa stagione, che di note dolenti ce ne sono molte.
Come ho detto, gli attori ed i personaggi. Approfonditi o meno, lasciano un impatto. Che siano fatti per piacere o per essere detestabili, fanno il loro lavoro. E in questa stagione, più che nelle altre, il focus principale è stato proprio l’antagonista, che è diventato quindi protagonista, in qualche modo, e che credo sia uno dei personaggi a cui American Horror Story ha dedicato più spazio, ovvero Michael Langdon, interpretato da Cody Fern. Inutile che io lo neghi, ho amato il personaggio, ho amato la performance di Cody, che penso sia un attore fantastico, e seguire tutto lo sviluppo del personaggio è stato decisamente interessante.
Ma una stagione che si chiama American Horror Story: Apocalypse, forse, dovrebbe concentrarsi un po’ più sull’Apocalisse, che sull’arrivo all’Apocalisse stessa. E invece…
Tutta la stagione si concentra su un lunghissimo flashback che mi ha fatto sperare in una stagione di dodici o tredici puntate, rispetto ad una di dieci, o addirittura due stagioni sequenziali. Invece il tutto è stato risolto nella seconda parte dell’ultima puntata. Ultima puntata che è stata per me estrema fonte di rabbia, e sulla quale si concentrerà la parte spoiler di questa recensione.

Che dire, American Horror Story non si è ripresa. Ci ha provato, ci ha provato davvero, ma diciamocelo, se non ci fosse stato Cody Fern a sorreggere tutta la baracca, e Sarah Paulson, che ha anche debuttato come regista nella puntata Return to Murder House, la serie sarebbe stata assolutamente dimenticabile, con troppi buchi di trama ed un finale estremamente affrettato.

Ci vediamo qua sotto, con la parte spoiler.

 

Natasha Vagnarelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SPOILER.

Cercherò di essere garbata, perché dopo aver visto il finale di stagione ho praticamente urlato improperi contro Ryan Murphy e contro il mondo.
Il finale di American Horror Story: Apocalypse è tremendo. Davvero tremendo, ha affossato tutta la stagione.
Hanno voluto risolvere il tutto con la carta del viaggio nel tempo, una carta che non andrebbe mai, MAI usata, a meno che la serie non sia Doctor Who. Le variabili ed i paradossi da calcolare sono troppi, davvero troppi, e qui ovviamente non li hanno presi in considerazione. Più che un viaggio nel tempo è stato un cancellare il futuro, qualcosa del genere, che però non ha funzionato.
Ma fosse quello il problema. Io lo so che sconfiggere un personaggio che è stato scritto per essere invincibile era difficoltoso… ma farlo il questo modo, farlo investire da un’auto più e più volte, annullando tutta la crescita del personaggio stesso, non è possibile.
Una morte terribile, non degna, soprattutto per un personaggio come Michael, per il quale è quasi impossibili non simpatizzare ed empatizzare.
Un finale decisamente raffazzonato, per non parlare della venuta di un nuovo Anticristo, nato da due esseri umani normalissimi. Nessuna spiegazione.
E questo è tutto, miei cari cinefili maniaci. Io non so se American Horror Story avrà una nuova stagione… perché questa è stata davvero l’apocalisse.

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