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After Life e l’elaborazione del lutto nelle serie Tv

After Life Netflix Ricky Gervais

L’abbiamo imparato da piccoli, in maniera semplice, con il “Re Leone”: la vita, anche quella dei nostri cari, prima o poi, finisce. Quello che accade dopo a chi rimane è invece più complesso, troppo difficile da semplificare anche per un film Disney. Che impatto avrà la perdita sul nostro modo di percepire ciò che ci circonda? Il nostro umore da cosa sarà messo alla prova? Da dove ripartire? Negli ultimi anni alcuni show (“This Is Us” e “Kidding” tra i migliori) sono riusciti a rispondere a queste domande in maniera interessante, senza scadere nel pietismo e nella lacrima facile. In questo delicato scenario, l’ultima perla nata dall’amara comicità di Ricky Gervais è After Life.

AFTER LIFE – Abbiamo solo l’un l’altro
After Life Netflix Ricky Gervais

Il mondo di Tony (Ricky Gervais) viene capovolto quando sua moglie Lisa perde la battaglia contro il cancro. Ad andarsene è una donna dolce e sorridente, a restare, invece, un uomo sconfitto. Tony detesta le persone che lo circondano, facendo evadere il sarcasmo caustico di Gervais ogni volta che la sua pazienza viene messa alla prova.

La sceneggiatura di After Life non teme la caratterizzazione di Tony come un uomo che vuole farla finita, privo di ogni stimolo se non quello di accudire il proprio cane e dire quello che pensa senza nessun filtro. La perdita della sua anima gemella ha infranto un guscio, liberandolo da tutte le maschere che la società gli imponeva. Chi lo circonda non fa altro che ripetere: “Devi ricominciare a vivere“, ma nessuno gli dice come, perché una risposta universale forse nemmeno esiste.
After Life Ricky Gervais

After Life non è però un prodotto nichilista. Il cambiamento prima o poi arriva: non è netto, ma graduale. Nessuna consolazione data da un aldilà in cui rincontrarsi, nessun viaggio intorno al mondo per riscoprire sé stessi, ma la semplice accettazione che chi ci circonda combatte le proprie personali battaglie e sceglie comunque di comportarsi decentemente, senza nascondersi dietro il trauma. Con dialoghi e silenzi ricchi ma netti, impreziositi da un dark humor che non stanca mai, After Life è sì imperfetta e acerba ma comunque uno dei miglior prodotti Netflix del 2019 proprio grazie alla sua originalità.

THIS IS US – Il ‘Teal and Orange’ delle serie Tv

Il contrasto tra la fredda assenza di uno dei pilastri di un nucleo familiare, un padre, e la calda nostalgia dei ricordi condivisi con lui dal resto della famiglia, costruisce una dinamica invincibile. Una lotta tra la perdita, ormai accettata ma inguaribile, e il continuo riaffermarsi del legame familiare rende This Is Us un drama che segue però il luminoso percorso di una commedia: i protagonisti, in un modo o nell’altro, superano ogni difficoltà nel difficile cammino verso il lieto fine. Anche se la strada non è libera dagli ostacoli, mai.
Jack and Randall, This Is Us

Kate, Randall e Kevin crescono con le loro evidenti debolezze, più o meno celate. Il cumulo di rimpianti e rimorsi, le ricadute e i conflitti irrisolti vengono però bilanciati in un viaggio verso l’accettazione di sé stessi come imperfetti e dalla riscoperta giorno per giorno di meritare la felicità. Il crescendo di emozioni in ogni puntata viene così costruito attraverso la caratterizzazione ed evoluzione di ogni personaggio, raccontata da flashback, musica e fotografia ad hoc.

KIDDING – La cattiva cicatrizzazione della ferita

Di Kidding abbiamo parlato ampiamente qui e qui. Lo sappiamo, quando la perdita è improvvisa e si porta via un figlio adolescente, a Jeff Piccirillo (Jim Carrey) non resta solo che una celata rabbia, senza un colpevole a cui addossarla. Jeff non è però un uomo qualunque, ma un personaggio televisivo in uno show per bambini, che ha sempre professato la gentilezza e la bontà di cuore. Gli occhi e i riflettori sono tutti puntati su un uomo improvvisamente solo.
Jeff Piccirillo Jim Carrey Kidding

L’autoconvincimento di Jeff di aver superato ed elaborato il lutto gli si ritorce contro spesso, rendendolo inerme contro il vortice di emozioni che lo travolge ad ogni delusione. L’evoluzione del protagonista è disordinata, una line spezzata che passa dall’ottimismo ad impulsivi scatti d’ira. Non una comedy convenzionale, con un Dave Holstein alla guida, capace di fare le scelte più inaspettate ma estremamente efficaci per cogliere di sorpresa il pubblico.

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